Grecia, Tsipras chiama disperato alla Merkel. Bruxelles minaccia l’espulsione dalla UE

Telefonata d'urgenza di Alexis Tsipras alla cancelliera Angela Merkel per la convocazione di un vertice straordinario europeo. La Grecia è a corto di liquidità e rischia il default a giorni, mentre dalla Commissione arriva la minaccia di espulsione anche dalla UE.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Telefonata d'urgenza di Alexis Tsipras alla cancelliera Angela Merkel per la convocazione di un vertice straordinario europeo. La Grecia è a corto di liquidità e rischia il default a giorni, mentre dalla Commissione arriva la minaccia di espulsione anche dalla UE.

Si aggrava di ora in ora la situazione in Grecia, tanto che il premier Alexis Tsipras ha telefonato la cancelliera Angela Merkel per chiederle la convocazione di un vertice d’urgenza per ottenere quanto prima gli aiuti europei, senza i quali il paese andrebbe in default. La conferma del contatto è arrivata dai funzionari del governo federale tedesco, che non hanno fornito, però,  i dettagli sul contenuto della conversazione. Cosa, che ha fatto Bild, secondo cui Tsipras avrebbe implorato la cancelliera di far riunire al più presto l’Eurogruppo ad hoc, perché pare che il governo sia realmente a corto di liquidità e non solo non avrebbe denaro a sufficienza per pagare le prossime scadenze verso l’FMI, ma forse nemmeno per gli stipendi pubblici e le pensioni di questi giorni, nonostante abbia requisito con decreto circa 2 miliardi degli enti locali.   APPROFONDISCI – Grecia ancora senza accordo e Tsipras è tentato dalle elezioni anticipate   Tuttavia, lo scorso venerdì era stata rifiutata una tale richiesta, tanto che il vertice si aggiornerà al prossimo 11 maggio, il giorno precedente al pagamento di 764 milioni da parte di Atene all’FMI e su cui pendono seri dubbi sul rispetto  della scadenza. La situazione appare più critica di quanto immaginato, tanto che non nasconde il pessimismo nemmeno il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato di non intravedere un terzo pacchetto di salvataggio, su cui pure si è speculato nei giorni scorsi e che metterebbe la Grecia in sicurezza per altri 2 anni con nuove erogazioni per 30-50 miliardi di euro.   APPROFONDISCI – Grecia, la ‘pazza’ idea dell’Eurogruppo: un terzo salvataggio per 30-50 miliardi  

La minaccia della Commissione: con Grexit fuori anche dalla UE

Al contempo, da non sottovalutare la portata dell’ultima dichiarazione del commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, che confermando lo scetticismo sullo stallo del negoziato in corso, ha anche chiarito che il futuro della Grecia sarà nell’euro, invitando a comprendere che la moneta unica non è un sistema a cambi fissi, ma la rinuncia alle monete nazionali e che non esiste un apparato legale previsto che riporti un paese membro dell’Eurozona alla sua vecchia moneta. Da qui, il concetto di “irreversibilità” dell’euro. Ma Moscovici ha aggiunto che l’uscita dall’euro sarebbe pericolosa per due ragioni: i mercati inizierebbero a chiedersi chi altri uscirebbe dall’Eurozona, mentre in assenza di regole per il ritorno alla dracma, la Grecia automaticamente uscirebbe anche dalla UE. In sintesi, quel che sta accadendo in queste ore appare come l’ultimo atto (drammatico) di un negoziato apparentemente senza sbocco positivo. Atene sta supplicando il resto dell’Eurozona di concederle nuovi aiuti, ma non s’impegna ad accettarne le condizioni annesse, mentre l’Eurogruppo e la Commissione europea starebbero facendo capire al governo greco che l’eventuale uscita dall’euro sarebbe accompagnata da una contestuale espulsione dalla UE, cosa che incrementerebbe il costo di un colpo di testa di Tsipras e del suo ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, con cui nessun governo europeo intende confrontarsi direttamente, bypassandolo nelle trattative.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi Eurogruppo senza accordo. L’azzardo del default senza Grexit  

Il costo dell’uscita dalla UE

L’espulsione dalla UE sarebbe 3 volte drammatica per i greci: perderebbero la possibilità di muoversi liberamente nel resto dell’Europa, rendendo più difficile emigrare per trovare altrove un lavoro; li isolerebbe finanziariamente, con la conseguenza di inasprire sia la fuga dei capitali dal paese, sia l’inefficienza del relativo mercato; ma, soprattutto, non avrebbero più sbocchi commerciali per vendere le loro merci nel resto dell’Eurozona, annullando quasi del tutto il beneficio che acquisirebbero con il ritorno alla svalutatissima dracma. Dunque, Bruxelles sta avvertendo Tsipras che se pensa di giocarsi la carta estrema di un’uscita dall’euro, dovrà accettare conseguenze ben più drammatiche di quelle sinora messe in conto. Sarebbe la fine della permanenza nella UE, anche se lo scenario appare un pò inverosimile. Considerando che anche il Regno Unito, in caso di vittoria dei conservatori alle elezioni di maggio, potrebbe staccarsi dal resto dell’Unione, si rischierebbe di mandare in frantumi un progetto lungo 60 anni. E la Commissione non sembrerebbe intenzionata ad accettare questo fallimento.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis umiliato all’Eurogruppo e Draghi non esclude di tagliare la liquidità alle banche

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