Grecia, trattative forse fino a sabato. Tsipras non cede, ma nessuno stacca la spina

La Grecia e i creditori proseguono le trattative tra il pessimismo e la stanchezza di tutte le parti. Ma il negoziato potrebbe andare avanti ancora a lungo, perché nessuno vuole assumersi la responsabilità di una Grexit.

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La Grecia e i creditori proseguono le trattative tra il pessimismo e la stanchezza di tutte le parti. Ma il negoziato potrebbe andare avanti ancora a lungo, perché nessuno vuole assumersi la responsabilità di una Grexit.

E’ diventato grottesco, al limite del ridicolo, il negoziato tra la Grecia e i creditori pubblici (UE, BCE e FMI). Comunque vada a finire, sappiamo già che la credibilità dell’Eurozona ne uscirà a brandelli. Le trattative sono state costellate da ultimatum frequenti impartiti al governo Tsipras, salvo scoprire ogni volta un minuto dopo la scadenza che ci sarà un’ennesima occasione, un’ennesima “deadline”, un ennesimo “prendere o lasciare”, che non porta ad alcuna decisione ultimativa. Ieri mattina, quando le borse continuavano inopinatamente a festeggiare un accordo, qualsivoglia accordo, indipendentemente dai contenuti, senza prestare attenzione alla sfilza di nuove tasse su lavoratori,  imprese e consumatori presente in esso, è arrivata l’ennesima impasse. L’FMI si è mostrata contraria al piano proposto dal governo ellenico, richiedendo qualche taglio in più alla spesa e minori aumenti di tasse. L’incontro tra Alexis Tsipras e i rappresentanti dei creditori è durato ben 6 ore, ma non avrebbe portato a nulla, se non all’ufficializzazione che “il governo greco mantiene la sua posizione”.   APPROFONDISCI – La Grecia si allontana dall’accordo, ecco le richieste dei creditori   L’Eurogruppo di ieri sera è stato caratterizzato dall’irritazione dei partecipanti, i ministri finanziari dell’Eurozona, i quali non avevano accesso ad alcun testo concreto, né agli esiti delle discussioni tra le parti. Vi ricordate cosa aveva fatto sapere la Germania ieri, ovvero che per oggi sarebbe dovuto essere pronto un accordo da sottoporre all’attenzione al vertice dei capi di stato e di governo dell’Eurozona? Beh, niente. L’intesa non c’è, ma parrebbe che i creditori siano disponibili a trattare ad oltranza fino a sabato, che non sarà nemmeno questa una scadenza ultimativa, ma semmai l’ultima data utile per un’intesa per erogare gli aiuti alla Grecia, necessari per il pagamento di una maxi-rata da 1,55 miliardi all’FMI.   APPROFONDISCI – Grecia, è thriller: i creditori respingono le misure del governo Tsipras  

Banche Grecia in vita solo grazie a BCE

Inoltre, se entro la fine di questa settimana non fosse raggiunto alcun accordo, dal prossimo lunedì sarebbero più che probabili i controlli sui capitali e le banche greche, si vocifera, non potrebbero riaprire normalmente.

Già, le banche. Sono zombie che camminano: da dicembre hanno visto ritirare dai clienti depositi per 45 miliardi di euro. E’ probabile che in questo momento ne abbiano per non più di 120 miliardi, come agli inizi del Millennio, la metà di quanti ne disponessero prima dello scoppio della crisi del debito sovrano. La BCE si riunisce praticamente ormai ogni giorno per assisterle e anche ieri hanno fornito loro con l’ELA altri 400 milioni, portando il conto dei finanziamenti di emergenza a oltre 89 miliardi di euro, a un soffio dal 50% del pil ellenico. Ma il governatore Mario Draghi di staccare la spina non ci pensa proprio. Lo farebbe solo nel caso in cui l’accordo sfumasse definitivamente. A quel punto verrebbe meno una delle due condizioni basilari per i prestiti; l’altra è la solvibilità delle banche stesse.   APPROFONDISCI – Grecia: la BCE presta alle banche un altro miliardo, spia della crisi dei depositi   Il mantenimento in vita dei 4 istituti ellenici sistemici sarebbe frutto della volontà di non interferire con l’esito del negoziato. Troppo rischioso sarebbe, spiegano da Francoforte, sospendere o tagliare gli aiuti, perché il sistema bancario della Grecia collasserebbe e le posizioni di Atene potrebbero irrigidirsi. La verità è probabilmente che Draghi non ci tiene a fare quello che nessun altro vuole fare: pronunciare la parola “fine” a questa farsa ormai infinita. Si era detto fino a poche settimane fa che il programma di emergenza, l’ELA, sarebbe scaduto, in ogni caso, al 30 giugno, data in cui spirerà ufficialmente anche la proroga degli aiuti europei. Non sappiamo ancora se sarà così. Possiamo scommettere che la BCE troverà le formule più congeniali per bypassare anche quest’ennesima “deadline”, continuando a iniettare liquidità a banche praticamente morte senza gli aiuti esterni.   APPROFONDISCI – Grecia: è corsa agli sportelli delle banche, riunione di emergenza della BCE  

Nessuno vuole staccare la spina

La Germania stessa urla, si straccia le vesti, punta il dito contro Tsipras, attacca, minaccia, ma non morde.

Berlino non vuole assumersi la responsabilità storica di avere determinato la rottura dell’Eurozona. Il Bundestag voterebbe gli aiuti solo se prima il Parlamento di Atene approvasse il piano delle riforme chieste dai creditori. In cuor loro, i deputati tedeschi sperano che un qualche “incidente” tra i colleghi ellenici faccia saltare tutto, che l’ala più radicale di Syriza bocci l’intesa. La responsabilità di una Grexit potrebbe così essere addossata ai maoisti. Ma peccato per loro che anche i greci abbiano fatto lo stesso calcolo: accettare tutto formalmente, ma non applicare nulla, in modo da spingere qualche creditore a porre fine ai giochi. Il punto è proprio questo. Inutile riassumere le cronache dei presunti progressi o delle impasse evidenti del negoziato; inutile pensare che questa sia l’ultima volta e che ci sarà un accordo una volta per tutte o la Grecia sarà spedita all’inferno con un default e l’uscita dall’euro. Nessuno ha l’autorevolezza e forse anche la legittimazione in Europa per guidare alcun processo simile. Il gioco andrà avanti così fino a quando una delle parti non si stancherà davvero. Per quanto abbiamo visto sinora, è probabile che l’unico a potere staccare la spina sia l’FMI, sempre che qualche altro creditore non la riattacchi e consenta allo spettacolo di continuare.   APPROFONDISCI – Renzi avverte Tsipras: senza riforme sarà Grexit, molti vi vogliono fuori dall’euro  

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