Grecia, l’FMI smentisce Tsipras: niente default per fare pressione

L'FMI chiede alla Grecia rispetto e fiducia reciproca e allontana il raggiungimento di un accordo per il terzo piano di aiuti. Smentita ipotesi di un default caldeggiato da Washington come strategia negoziale.

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L'FMI chiede alla Grecia rispetto e fiducia reciproca e allontana il raggiungimento di un accordo per il terzo piano di aiuti. Smentita ipotesi di un default caldeggiato da Washington come strategia negoziale.

Con un gesto inusuale per il Fondo Monetario Internazionale (FMI), il direttore generale Christine Lagarde ha pubblicato nelle scorse ore una lettera di risposta al premier greco Alexis Tsipras, nella quale considera ancora “molto lontano” un accordo per la partecipazione dell’istituto al terzo piano di aiuti da 86 miliardi, stanziati nell’estate scorsa dai creditori europei, al termine di una maratona negoziale di oltre 5 mesi, durante la quale si è sfiorata l’uscita della Grecia dall’euro.

Secondo la Lagarde, non ci sarebbero le condizioni per consentire all’FMI di potere erogare un terzo pacchetto di aiuti, dopo che il secondo è scaduto lo scorso 31 marzo, in quanto mancherebbero quelle caratteristiche di sostenibilità del debito, senza le quali l’istituto con sede a Washington non potrebbe imbarcarsi in nuovi prestiti.

Ristrutturazione debito Grecia, divergenza tra FMI e UE

La Lagarde ha spiegato nella lettera – ma la posizione è nota da oltre un anno – che se Atene intende ottenere maggiore flessibilità sui suoi conti pubblici, necessaria per rendere credibile il raggiungimento degli obiettivi, avrà altrettanto bisogno di una ristrutturazione del debito pubblico. In altri termini, il direttore generale del’istituto ha indirettamente chiesto alla Germania, a capo dei governi creditori dell’Eurozona, di metter mano quanto prima alla ristrutturazione del debito pubblico ellenico, che l’FMI vorrebbe in forma di vero e proprio taglio o condono che dir si voglia. Al contrario, Berlino non chiude all’ipotesi di un “debt relief”, ma nella forma di un allungamento delle scadenze e/o di un abbassamento degli interessi. Tuttavia, prima di giungere a un simile passo, i tedeschi pretendono che la Grecia metta in atto tutte le riforme necessarie per raggiungere al 2018 un avanzo primario del 3,5% del pil. Tra queste, compare l’impopolare riforma delle pensioni, sulla quale il governo Tsipras tentenna dallo scorso autunno.    

Default Grecia non pretesto per rafforzare posizione FMI, Lagarde

Ma la lettera della Lagarde apre un “giallo”, quando il direttore dell’istituto accenna all'”incidente” dei giorni scorsi con il governo di Atene, chiedendo che si ripristini la fiducia reciproca, senza la quale il negoziato non potrà andare avanti.

Al contempo, chiede a Tsipras il rispetto e la tutela dei funzionari dell’FMI inviati ad Atene, ribadendo la fiducia sul capo della delegazione, il danese Poul Tomsen, che il premier greco vorrebbe fosse sostituito. Non si hanno particolari sull’incidente citato, ma pare di scorgere tra le righe che i funzionari dell’FMI sarebbero stati spiati dalle forze del governo ellenico. Infine, la Lagarde ha definito una “sciocchezza” l’indiscrezione ventilata da Atene, secondo la quale l’istituto spingerebbe la Grecia sull’orlo di un default (“evento creditizio”), in modo da rafforzare la propria posizione negoziale verso il debitore. Tsipras vorrebbe aprire la discussione sulla ristrutturazione del debito con i governi dell’Eurozona già a maggio, ma senza l’attuazione delle riforme e il conseguente giudizio positivo dei funzionari della Troika (UE, BCE e FMI) non sarà possibile arrivare a un simile passo. Ancora una volta, le scadenze più pesanti per il rimborso del debito in scadenza è l’estate, prima della quale Atene vuole ottenere i fondi necessari per evitare il crescendo di panico di un anno fa. La Germania chiede che l’FMI sia coinvolta negli aiuti, anche se negli ultimi mesi ha ammorbidito la sua posizione, accettando che l’istituto partecipi anche solo a titolo di consulente e non necessariamente come creditore.

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