Grecia, terzo salvataggio da 30-50 miliardi? Tsipras “frustrato” attacca Spagna e Portogallo

Mentre in Europa si discute informalmente di un terzo piano di salvataggio della Grecia per 30-50 miliardi, Atene attacca Spagna e Portogallo, accusando i due paesi di avere provocato quasi la discesa negli abissi del paese. Dura la replica dei due paesi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Mentre in Europa si discute informalmente di un terzo piano di salvataggio della Grecia per 30-50 miliardi, Atene attacca Spagna e Portogallo, accusando i due paesi di avere provocato quasi la discesa negli abissi del paese. Dura la replica dei due paesi.

Il ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, ha dichiarato ieri che l’Eurozona starebbe studiando un terzo piano di salvataggio da 30-50 miliardi per la Grecia e che la Spagna contribuirebbe per il 14%. Se fosse vero, all’Italia spetterebbe contribuire ai nuovi aiuti con 5,4-9 miliardi di euro, dopo averne già sborsati 40. Nei giorni scorsi, dagli ambienti del governo tedesco era trapelata l’indiscrezione di un terzo bail-out da 20 miliardi, poi smentito da Berlino. Le dichiarazioni del ministro spagnolo arrivano dopo l’attacco del premier greco Alexis Tsipras, che parlando al comitato centrale di Syriza aveva attaccato Spagna e Portogallo, accusandoli di avere trascinato la Grecia fin quasi sull’orlo dell’abisso. In particolare, Tsipras ha spiegato che ci sarebbe un piano per fare cadere il suo governo prima che il suo lavoro dia frutti, in particolare, prima che ci siano le elezioni in Spagna a fine anno, in modo da tutelare il risultato in favore degli esecutivi conservatori.   APPROFONDISCI – Grecia, terzo salvataggio da 20 miliardi in estate? Dalla BCE: chi vuole esca dall’euro  

Le proteste di Madrid e Lisbona

La UE ha dovuto emettere una nota ieri, segnalando di avere ricevuto proteste di Madrid e Lisbona e ribadendo la sua stima per i due paesi, che si sarebbero guadagnati la fiducia con la loro azione riformatrice e che hanno votato come gli altri sulla proroga degli aiuti alla Grecia di altri 4 mesi. E’ intervenuto anche il portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Martin Jaeger, il quale non solo ha espresso la sua contrarietà all’atteggiamento “scorretto” di Tsipras verso i due partner dell’Eurogruppo, ma ha anche ammesso che la fiducia della Germania verso gli impegni sottoscritti da Atene non sarebbe alta, data la storia recente del paese. E se il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha smentito che sia allo studio un terzo salvataggio della Grecia, che segue i 240 miliardi di euro dei precedenti due bail-out, al contempo egli non lo ha nemmeno escluso, adducendo come motivazione il fatto che Atene sotto Tsipras, a differenza di Samaras, non potrebbe aspirare nel breve periodo a tornare sui mercati finanziari, data l’elevata instabilità. E il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha avanzato l’ipotesi che la prima tranche dei nuovi aiuti da 7,2 miliardi fissati con l’accordo della settimana scorsa potrebbe essere erogata alla Grecia già a marzo.

Crisi liquidità Grecia

L’Europa teme una crisi di liquidità di Atene, che questo mese dovrà sborsare 4,3 miliardi di euro, di cui 1,6 per rimborsare un prestito al Fondo Monetario Internazionale. Il portavoce del governo Tsipras, Gavriil Sakellaridis, ha rassicurato sul fatto che il paese avrebbe le risorse per fare fronte agli impegni, anche se nei giorni scorsi era stato il solito ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, a dichiarare che non ci sarebbe la liquidità sufficiente per onorare la scadenza con l’FMI, avanzando l’ipotesi di un roll-over di un paio di mesi.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis insiste e provoca: serve un taglio del debito “intelligente”   Dalle ultime vicende esce un’immagine molto più isolata di prima di Tsipras. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha replicato alle sue invettive, sostenendo che sarebbero frutto della “frustrazione della sinistra radicale” in Grecia, che avendo fatto promesse non mantenibili in campagna elettorale, adesso se la prenderebbe con gli altri paesi. L’isolamento di Atene è forte, palpabile. Non ha alleati né tra i Piigs, né tra i governi del Nord Europa. Dovrà sperare che la BCE tra due giorni, quando si riunirà a Cipro per tenervi il suo board, proceda a un improbabile sblocco della liquidità alle banche greche, accettando come collaterale di garanzia i titoli di stato greci. Le dichiarazioni quasi di sfottò di Varoufakis verso gli altri membri dell’Eurozona e gli attacchi verbali di Tsipras agli alleati rendono l’operazione ancora più remota, mentre la Germania avverte: “in questi 4 mesi dovranno accadere delle cose. Gli aiuti non sono automatici”.   APPROFONDISCI – Grecia, le banche sperano in Draghi. Oggi vertice decisivo a Francoforte contro il crac

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Argomenti: Alexis Tsipras, Economie Europa