Grecia, s’intensifica la corsa agli sportelli e i risparmiatori temono il lungo weekend

Cresce il ritiro dei risparmi dalle banche greche di giorno in giorno e molti clienti temono novità negative in arrivo per loro, in conseguenza della pausa lunga nel fine settimana, essendo il lunedì una festività in Grecia. Il negoziato a Bruxelles appare difficile.

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Cresce il ritiro dei risparmi dalle banche greche di giorno in giorno e molti clienti temono novità negative in arrivo per loro, in conseguenza della pausa lunga nel fine settimana, essendo il lunedì una festività in Grecia. Il negoziato a Bruxelles appare difficile.

Man mano che sale la temperatura tra la Grecia e il resto dell’Eurozona, i risparmiatori ellenici aumenterebbero il ritmo con cui ogni giorno ritirano i loro depositi dalle banche. Non abbiamo ancora gli ultimi dati ufficiali aggiornati alla situazione attuale, ma fonti interne al sistema bancario ellenico hanno riferito alla stampa locale che dalla fine di dicembre a ieri, i depositi sarebbero diminuiti complessivamente di 25 miliardi. Poiché alla fine dello scorso anno si attestavano a 160 miliardi, dovremmo desumere che oggi sarebbero intorno a 135 miliardi, -15,6% in appena 7 settimane. Erano 240 miliardi nel 2009, prima che scoppiasse la potente crisi del debito sovrano. Ciò che dovrebbe preoccupare è il trend dei ritiri di denaro da parte dei correntisti greci, perché se a gennaio si calcolano in 15 miliardi i minori depositi, nelle ultime due settimane si sarebbe arrivati a situazioni ben più gravi. Lo scorso martedì, il giorno dopo il fallimento delle trattative all’interno dell’Eurogruppo, sarebbero stati ritirati 900 milioni di euro. Teniamo presente che un punto di pil in Grecia equivale a meno di 2 miliardi, per cui parliamo di circa mezzo punto di pil evaporato dai depositi bancari in una sola giornata. Peggio sarebbe andata ieri, quando a metà giornata risultavano prelevati già 680 milioni.   APPROFONDISCI – Eurogruppo, ecco lo scenario possibile se stasera non si trova un accordo sulla Grecia  

Controllo capitali?

Il livello di allarme potrebbe scattare convenzionalmente al raggiungimento di un miliardo.

A quel punto, la Banca di Grecia potrebbe intervenire, d’intesa con il governo, a limitare i prelievi o anche a sospenderli temporaneamente. Il peggio potrebbe arrivare stasera, qualora naufragassero anche le ultime trattative in corso per concedere alla Grecia l’allungamento degli aiuti stanziati dalla Troika (UE, BCE e FMI) fino alla fine del mese. E’ ipotizzabile che moltissimi greci uscirebbero anche di notte a fare bancomat e ciò prosciugherebbe i conti bancari, tanto più che si guarda con timore al lungo weekend, dato che domani e domenica le banche restano chiuse, ma lo saranno anche il lunedì per una festività. Tre giorni consecutivi senza potersi recare allo sportello a chiedere indietro i propri soldi potrebbero rappresentare un’occasione utile per le autorità per imporre i controlli sui movimenti dei capitali, tra cui le limitazioni ai prelievi. Si avrebbe un giorno in più di tempo per spiegare ai greci le restrizioni e farle loro digerire, evitando che si diffonda il panico come reazione a caldo.   APPROFONDISCI – Grecia, l’America teme il peggio. Oggi le richieste di Tsipras e la BCE concede altra liquidità alle banche  

Negoziato difficile

Dal canto loro, le banche sono vicine a un vero collasso per assenza di liquidità.

La BCE ha innalzato a 68,3 miliardi il tetto massimo dei prestiti che la Banca di Grecia potrà loro erogare con il piano di emergenza chiamato ELA (“Emergency Liquidity Assistance”), ma ad oggi dovrebbero essere stati utilizzati oltre 60 miliardi, il resto dovrebbe bastare a coprire il fabbisogno finanziario degli istituti fino alla fine del mese. E stamane, il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, componente del board della BCE, ha ribadito che fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni richieste alla Grecia in merito all’adozione delle riforme e dei conti pubblici, preliminari al raggiungimento di un accordo con i creditori pubblici, non sarà possibile per Francoforte tornare ad accettare i titoli di stato greci come collaterale di garanzia per le operazioni di rifinanziamento. Dunque, le banche greche potrebbero essere tagliate fuori, da qui a pochi giorni, dall’accesso a qualsiasi fonte di liquidità. Possiamo immaginare cosa ciò significherebbe per i risparmiatori greci. Solo l’intesa in extremis questa sera sbloccherebbe la situazione, ma sul punto dobbiamo registrare la presa di posizione critica del ministro delle Finanze portoghese, Maria Luis Albuquerque, che invita il governo Tsipras a rispettare le condizioni apposte al prestito e si dice indisponibile a discutere di altre condizioni. Un altro cattivo segnale per l’esito del negoziato.   APPROFONDISCI – Grecia, ora Tsipras spera nella Merkel. La Germania è divisa sui nuovi aiuti; Atene: non trattiamo più    

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