Grecia, Schaeuble insiste per l’emissione di una moneta parallela

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, propone l'emissione delle cambiali IOU per tamponare la crisi di liquidità della Grecia. Sarebbe una vera moneta parallela, il primo passo per uscire forse dall'euro.

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Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, propone l'emissione delle cambiali IOU per tamponare la crisi di liquidità della Grecia. Sarebbe una vera moneta parallela, il primo passo per uscire forse dall'euro.

Dopo avere proposto una Grexit temporanea di 5 anni, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, continua a fare discutere, indicando una soluzione per tamponare la crisi di liquidità della Grecia nei prossimi giorni. Poiché il governo di Atene dovrà sborsare 7 miliardi entro il 20 luglio, di cui la metà per rimborsare titoli in scadenza e nelle mani della BCE, a causa di dissensi tra i governi europei sull’erogazione di un prestito-ponte, si studiano diverse soluzioni, una di queste sarebbe per Schaeuble l’emissione di cambiali IOU (“I owe You”, “Ti devo”), titoli anche nel formato elettronico, che riportano una cifra che il governo s’impegnerebbe a pagare entro la scadenza indicata, nel frattempo potendo essere scontati presso una banca o altri privati, al pari di un mezzo di pagamento, ma senza prevedere interessi. Per Schaeuble, queste cambiali, utilizzati anche in California per aggirare una crisi di liquidità, potrebbero liberare risorse per debiti interni (stipendi pubblici, pensioni, etc.), da destinare al saldo dei debiti esteri, come quelli verso la BCE. Gli osservatori sostengono che questi IOU sarebbero una vera e propria moneta parallela, di fatto un primo passo per l’uscita della Grecia dall’euro, tanto da ribattezzarli in questi giorni “mini-Grexit”, una definizione respinta dal portavoce del ministro tedesco, Martin Giegkier.   APPROFONDISCI – La Grecia emetterà una moneta parallela per pagare stipendi pubblici e pensioni?  

Un espediente potenzialmente fallimentare

Questo tipo di cambiali potrebbe non essere autorizzato dalla BCE, configurandosi quale forma di monetizzazione mascherata della spesa pubblica,  dato che sin da subito potrebbero essere scontate presso le banche, le quali così diventerebbero creditori dello stato, come se detenessero titoli pubblici, anche se senza interessi, magari caricando corpose commissioni sui titolari originari.

Insomma, si rischierebbe di provocare quel famoso “incidente”, che porterebbe alla cacciata della Grecia dall’Eurozona. E non è nemmeno detto che funzionino. Se nessuno si fidasse della capacità stato di fronteggiare il suo debito, il rischio è che nessuno accetti gli IOU quale forma di pagamento (o lo farebbe a costo di un alto sconto sui titoli), forse nemmeno le banche, stremate dalla fuga dei depositi dei clienti e a corto anch’esse di liquidità. Alla fine, quindi, pensionati e dipendenti pubblici in primis si troverebbero con in mano titoli di credito non esigibili fino alla scadenza, creando una situazione socialmente insostenibile e obbligando magari il governo all’emissione di dracme per alleviare le sofferenze della popolazione.   APPROFONDISCI – Grecia, senza l’accordo basterà una moneta parallela ad evitare il default?  

Euro non più irreversibile

Intanto, Goldman Sachs ha elencato 3 insegnamenti dal negoziato di questi giorni, culminato con la sottoscrizione di un accordo con la Grecia. Il primo è che l’euro non può più considerarsi irreversibile, essendo stata chiaramente minacciata la fuoriuscita dall’unione monetaria, nel caso di mancata accettazione del piano delle riforme richieste ad Atene. Il secondo, spiegano gli analisti dell’istituto, sarebbe l’asse traballante tra Germania e Francia, come hanno dimostrato le divergenze sulla Grexit tra i due paesi alla testa dell’Eurozona. Il terzo è che il principio delle decisioni all’unanimità non reggerebbe più, tanto che i tedeschi hanno preso in mano la situazione, avanzando proposte unilateralmente.   APPROFONDISCI – La salvezza della Grecia sono il default e l’uscita dall’euro per Ifo e Goldman Sachs  

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