Grecia: sale il costo del salvataggio, ma dubbi su un accordo all’Eurogruppo di oggi

Lievita a 91,7 miliardi il fabbisogno finanziario della Grecia in 3 anni, ma il costo del piano di salvataggio rimane invariato. Crescono i dubbi sul via libera di oggi all'Eurogruppo, possibile un prestito-ponte.

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Lievita a 91,7 miliardi il fabbisogno finanziario della Grecia in 3 anni, ma il costo del piano di salvataggio rimane invariato. Crescono i dubbi sul via  libera di oggi all'Eurogruppo, possibile un prestito-ponte.

Da qui all’agosto del 2018, la Grecia avrà bisogno di 91,7 miliardi di euro per fronteggiare il suo fabbisogno finanziario. I calcoli arrivano dai tecnici della Commissione europea, che puntualizzano, però, come il costo del terzo salvataggio in appena 5 anni e a carico dei creditori pubblici (UE, BCE e FMI) resti fissato a 85,5 miliardi, per cui la differenza di 6,2 miliardi dovrà essere coperta da Atene stessa, attraverso gli introiti derivanti dalle privatizzazioni, che a questo punto dovrebbe essere triplicati, rispetto alle stime iniziali. In parte, tale maggiore costo potrebbe essere coperto anche da avanzi di bilancio. Intanto, dalla Germania arriva la conferma che oggi potrebbe non arrivare il via libera al bailout, tanto che la Bild riporta che la Commissione europea avrebbe preparato un piano B per l’erogazione alla Grecia di 6,04 miliardi entro il 20 agosto. Si tratterebbe di un secondo prestito-ponte, dopo i 7,16 miliardi concessi un mese fa, con durata di 3 mesi e di cui 4,37 miliardi servirebbero per rimborsare la BCE e l’FMI e il resto per prestare garanzie in favore dei paesi non aderenti all’Eurozona. A stretto giro è arrivata una nota della Commissione, che parla di “accordo del tutto possibile oggi”.   APPROFONDISCI – La Grecia approva il salvataggio, Tsipras: non vogliamo il prestito-ponte  

Default Grecia evitabile con prestito-ponte

Il ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, ha già respinto l’ipotesi, sostenendo che nessuno nel suo paese dovrebbe lavorare per un simile risultato. Prima del voto di stamattina in Parlamento, il premier Alexis Tsipras aveva parlato di “ritorno a una crisi senza fine”, nel caso in cui Atene oggi non ricevesse lo sblocco del nuovo piano di aiuti, ma solo un finanziamento temporaneo.

In realtà, quand’anche l’Eurogruppo di questo pomeriggio dovesse rinviare il salvataggio, la Grecia sarebbe costretta ad accettare il prestito-ponte, altrimenti dovrebbe dichiarare default il 20 agosto, non potendo rimborsare alla BCE titoli per 3,2 miliardi, oltre agli interessi.   APPROFONDISCI – La Germania chiude al taglio del debito della Grecia, la Merkel litiga con Tsipras  

Riunione Eurogruppo nel pomeriggio

Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, pur riconoscendo che quest’estate si starebbe lavorando con il governo ellenico in un clima molto più costruttivo di prima, mette le mani avanti e chiarisce che il nodo della fiducia resterebbe sul tavolo e che bisogna lavorare adesso per ricostruirla tra le parti. Nel frattempo, il premier francese Manuel Valls cerca di distendere gli animi, sostenendo che le riforme chieste ai greci non sarebbero una forma di punizione verso di loro, bensì la condizione per accedere agli aiuti e permettere loro di ripartire. Valls ha rivendicato il ruolo della Francia, che con il presidente François Hollande avrebbe convinto la cancelliera Angela Merkel ad accettare un compromesso con Atene. E poco fa è stata ufficializzata dalla Commissione europea una telefonata tra il presidente Jean-Claude Juncker, il governatore della BCE, Mario Draghi, lo stesso Dijsselbloem e il presidente della Repubblica ellenica, Prokopis Pavlopoulos. Il contatto tra i 4 avrebbe mirato ai preparativi, in vista della riunione di questo pomeriggio a Bruxelles.   APPROFONDISCI – Grecia, la Commissione è pronta anche all’ipotesi del prestito-ponte  

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