Grecia, rivelazione choc di Varoufakis sul ritorno alla dracma

L'ex ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, racconta di un piano segreto per fare tornare il paese alla dracma, che è rimasto inattuato per volere del premier Alexis Tsipras. Oggi ad Atene torna la Troika tra le incognite e i dubbi dei creditori.

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L'ex ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, racconta di un piano segreto per fare tornare il paese alla dracma, che è rimasto inattuato per volere del premier Alexis Tsipras. Oggi ad Atene torna la Troika tra le incognite e i dubbi dei creditori.

L’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, dimessosi dalla carica il giorno successivo alla vittoria del “no” al piano dei creditori europei al referendum del 5 luglio scorso in Grecia, in un incontro registrato  con gli investitori, tenutosi 10 giorni dopo al Forum Ufficiale delle Istituzioni Monetarie e Finanziarie, ha confidato ai presenti di avere ricevuto dal premier Alexis Tsipras il mandato, prima ancora che Syriza vincesse le elezioni del 25 gennaio scorso, di studiare e mettere a punto un piano B per l’uscita dall’euro. Con un suo amico esperto informatico e altre 3 persone soltanto, per ragioni di sicurezza, spiega che avrebbe studiato nei mesi scorsi un sistema, che avrebbe consentito il passaggio alla dracma, accedendo ai file fiscali dei contribuenti ellenici, ma depositati presso un server gestito dalla Troika (UE, BCE e FMI). Pertanto, il lavoro di Varoufakis e del gruppo ristretto sarebbe consistito in un’azione di hackeraggio dei dati fiscali , tale da  creare automaticamente riserve valutarie, che sarebbero state utilizzate per i pagamenti. Il piano, continua l’ex ministro, avrebbe dovuto essere implementato dall’indomani della chiusura delle banche, alla fine del giugno scorso, ma richiedeva il via libera del premier, che non l’avrebbe concesso. Per l’attuazione, spiega, sarebbe servito il coinvolgimento di qualche migliaio di  persone.   APPROFONDISCI – La Grecia voleva tornare alla dracma, ma Putin non aiutò Tsipras all’ultimo minuto  

Varoufakis smentisce piano hacker

Le dichiarazioni di Varoufakis sono state pubblicate dagli organizzatori del Forum, in ossequio alle ragioni della trasparenza su cui si basa questa occasione di dialogo. Su Twitter, l’ex ministro smentisce la ricostruzione, per prima riportata dal quotidiano ellenico Kathimerini e rilanciata dai principali organi di stampa internazionali, sostenendo di rimanere “impressionato” dalle fantasie dei suoi detrattori, che lo vorrebbero a capo di un sistema  di hackering informatico dei dati dei contribuenti della Grecia.

Tuttavia, queste dichiarazioni confermerebbero il retroscena degli ultimi giorni della sua permanenza alla guida del Ministero delle Finanze, quando egli avrebbe spinto per l’uscita della Grecia dall’Eurozona, in modo da non piegarsi ad ulteriori cure di austerità, ritenute sbagliate e controproducenti, ma pare che all’ultimo minuto si sia trovato contro lo stesso Tsipras, oltre che sprovvisto dell’aiuto del Cremlino, che pure sembrava alla portata e di cui si era fatto garante. Tutto ciò getta un’ombra abbastanza inquietante sulla doppia strategia del governo Tsipras, che continua a trattare con i creditori pubblici per ottenere i nuovi aiuti, nonostante la sua credibilità presso le altre cancellerie sia prossima allo zero.   APPROFONDISCI – Grecia, dalla tragedia alla farsa. Tsipras: non credo nell’accordo, ma lo attuo  

Nodo ricapitalizzazione banche Grecia

La BCE ha oggi comunicato che nel mese di giugno sono stati ritirati risparmi per 8 miliardi dalle banche elleniche, pari al 6% del totale, risultando così i depositi scesi al 30 giugno scorso a 127,5 miliardi di euro. Erano di 240 miliardi  nel 2009. Secondo i  termini preliminari del nuovo bailout,  le banche in Grecia necessiterebbero di almeno 25 miliardi e fino a un massimo di 50 miliardi per ricapitalizzarsi. La Germania vorrebbe che fossero  coinvolti nell’operazione di salvataggio anche gli azionisti, gli obbligazionisti e, infine, i depositi sopra i 100 mila euro. Questi ultimi, però, sarebbero di un valore così limitato, che di fatto dovrebbero essere espropriati quasi totalmente per partecipare alle perdite degli istituti. La BCE non ha  accolto la richiesta delle autorità di Atene di consentire la riapertura della borsa sin da oggi. Le contrattazioni sono ferme dal 26 giugno scorso. Si apprende, poi, che oggi arriveranno nella capitale greca i rappresentanti della Troika, dopo un’assenza formale di 6 mesi, dovuta alla “cacciata” del governo Tsipras non appena eletto. In seguito all’accordo siglato il 13 luglio, però, il  comitato dei creditori tornerà ad accedere ai ministeri come prima. Finora, il loro arrivo era stato rinviato per ragioni di sicurezza, dato che gli interessati non avevano trovato su efficientemente tutelate le sedi concordate con Atene per fissare la ripartenza  dei colloqui, finalizzati all’ottenimento di un nuovo prestito-ponte, dopo l’erogazione dei 7,2 miliardi di una settimana fa.   APPROFONDISCI – Grecia, ad agosto non escluso un nuovo prestito-ponte. Il salvataggio non è vicino  

Accordo entro 11 agosto o default Grecia?

Il membro della BCE, Christian Noyer, ha dichiarato che un’intesa per il varo di un terzo salvataggio dovrebbe essere trovata entro l’11 agosto, giorno in cui si terrà il prossimo Eurogruppo.

In realtà, la vera scadenza sarà il 20 del mese  prossimo, quando dovranno essere rimborsati alla BCE titoli di stato ellenici in suo possesso per un controvalore di 3,2 miliardi e senza un prestito-ponte da 5-6 miliardi, Atene non sarebbe in grado di onorare i suoi impegni. A differenza del quasi default verso l’FMI del mese scorso, il salto dei pagamenti verso la BCE assumerebbe una valenza molto più grave per la credibilità del governo greco, in quanto Francoforte ha acquistato i bond sul mercato con il Securities Markets Program del 2010-2011, per cui andrebbe considerata alla stregua di un vero e proprio investitore privato. In sostanza, gli obbligazionisti potrebbero avere titolo per chiedere che sia formalmente ufficializzato il default e ottenere il rimborso tramite i cds.   APPROFONDISCI – La Grecia riceve il prestito-ponte e rimborsa l’FMI e la BCE    

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