Grecia: ristrutturazione del debito vicina, restano le divergenze sui conti pubblici

La Grecia sta per ottenere la ristrutturazione del debito nelle mani dei governi europei, ma senza il taglio desiderato. L'FMI resta scettico sui suoi conti pubblici e chiede nuove riforme.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia sta per ottenere la ristrutturazione del debito nelle mani dei governi europei, ma senza il taglio desiderato. L'FMI resta scettico sui suoi conti pubblici e chiede nuove riforme.

L’Eurogruppo, l’insieme dei ministri finanziari dell’Eurozona, ha dato mandato al presidente Jeroen Dijsselbloem per trovare una soluzione sulla Grecia, finalizzata ad un alleggerimento del suo debito pubblico, oggi al 177% del pil. E’ la prima volta che si parla di ristrutturazione, come ammette lo stesso direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Christine Lagarde, che ha voluto precisare come siano stati presi in considerazione tutti gli strumenti allo scopo, tranne quello dell’“haircut”, ovvero del taglio nominale del debito.

Conti Grecia non convincono FMI

Dunque, i creditori europei starebbero per aprire le trattative con Atene su una ristrutturazione del debito, basata sull’allungamento delle scadenze e/o il taglio degli interessi. Non si esclude nemmeno un allungamento del periodo di grazia, oggi previsto fino al 2023, durante il quale il governo ellenico non è tenuto né a rimborsare il debito ai partner europei, né a pagare su di esso gli interessi. Le divergenze restano, però, sulla tenuta dei conti pubblici di Atene. Secondo l’FMI, la Grecia non sarebbe in grado, stante alle misure attuate e quelle promesse, di centrare il target di un avanzo primario al 3,5% del pil nel 2018. Semmai, l’istituto di Washington stima un più contenuto 1,5%. Non solo: la Lagarde mette in dubbio, che una volta centrato eventualmente l’obiettivo, il governo ellenico sia in grado di mantenerlo. Al contrario, la Germania sostiene che con le riforme sollecitate, esso sarebbe capace di mantenere il target per decenni, previsione considerata “irrealistica” dall’FMI.    

Scontro resta su riforme Grecia

Per questo, oltre all’alleggerimento del debito, l’istituto chiede che la Grecia attui ulteriori misure di risparmio sulle pensioni e riveda il suo sistema fiscale inefficiente. Su quest’ultimo aspetto, la Lagarde sprona il governo Tsipras non ad alzare le tasse, bensì ad aumentare la base imponibile, eliminando parte delle detrazioni previste ad oggi, che escludono di fatto dal pagamento delle imposte il 55% delle famiglie, contro una media europea del 18%. Nel frattempo, però, altri 400 milioni dovrebbero fluire allo stato con l’aumento dell’IVA al 24%. L’FMI sollecita anche l’adozione di misure automatiche di emergenza, che scattino nel momento in cui lo stato dei conti pubblici del paese dovesse rivelarsi diverso da quello concordato e che siano slegate dalla discrezionalità. Insomma, i nodi non sono sciolti. L’Eurogruppo punta a chiudere entro il 28 del mese e il clima appare ottimistico. L’unico vero scoglio dovrebbe essere quello sulla riforma delle pensioni, con l’FMI a chiedere nuovi tagli e la Commissione europa nelle vesti del creditore più flessibile, se non altro perché la Grecia è adesso lo snodo, attraverso il quale centinaia di migliaia di profughi dal Medio Oriente cercano di penetrare sul territorio europeo. Serve, quindi, non irritare troppo Alexis Tsipras, altrimenti il rischio di un’invasione di massa sarebbe reale per il Vecchio Continente.    

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Argomenti: Crisi del debito sovrano, Crisi Euro, Default Grecia, Economia Europa, Grexit, Troika