Grecia, ora Tsipras spera nella Merkel. La Germania è divisa sui nuovi aiuti; Atene: non trattiamo più

La Germania si divide sulla richiesta di proroga degli aiuti da parte del governo Tsipras. Il vertice di stasera sarà teso, ma i mercati confidano nel buon esito delle trattative. Sarà così?

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La Germania si divide sulla richiesta di proroga degli aiuti da parte del governo Tsipras. Il vertice di stasera sarà teso, ma i mercati confidano nel buon esito delle trattative. Sarà così?

Si terrà questo pomeriggio alle 15.00 il vertice decisivo dell’Eurogruppo per fare il punto sulla richiesta della Grecia di allungare l’attuale piano degli aiuti di sei mesi, senza la contestuale accettazione delle clausole inserite nel memorandum d’intesa, quelle che prevedono l’adozione delle riforme e misure di austerità. Il governo Tsipras ha reagito ieri duramente alla presa di posizione contraria alla richiesta del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, sostenendo che oggi Atene non discuterà sulle richieste, ma che il piano presentato sarebbe del tipo “prendere o lasciare”, perché si sarebbe già fatto abbastanza per andare incontro alle sollecitazioni di Bruxelles. Fonti del governo Tsipras hanno comunicato nella serata di ieri che il premier greco ha avuto un colloquio telefonico di 50 minuti con la cancelliera Angela Merkel, avvenuto “in un clima positivo”. Ieri, il governo tedesco è apparso diviso sulla posizione da assumere al vertice di stasera. Da una parte Schaeuble, il quale chiede che l’allungamento del piano sia contestuale all’accettazione anche delle clausole del memorandum senza se e senza ma, dall’altra il vice-cancelliere, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, il quale ha dichiarato di pensarla come il ministro sulla necessità di rispettare gli impegni, ma di ritenere che il piano presentato da Atene sia comunque un passo verso la giusta direzione.   APPROFONDISCI – La Germania rifiuta la richiesta della Grecia di prolungare gli aiuti, cattivi segnali anche da Bruxelles   Da Strasburgo gli fa eco il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, il quale appoggia la posizione del collega socialdemocratico Gabriel e giudica “tempestiva” la reazione di Schaeuble.

Ma da Bruxelles, il commissario tedesco Guenther Oettinger sostiene la posizione del ministro, ribadendo la possibilità di un accordo entro i prossimi 8 giorni, ma chiarendo a Tsipras “di essere ben disposti, ma non stupidi”. In realtà, il vero scontro in Germania è tra chi pensa che l’addio della Grecia all’euro, in assenza di nuovi aiuti, potrebbe minacciare l’esistenza stessa della moneta unica, quindi, l’economia tedesca, e chi, al contrario, è convinto che le tensioni finanziarie potrebbero essere isolate, in quanto la situazione odierna non è quella del 2012.

Rischi Grexit sottostimati?

I mercati sembrano sperare nell’accordo, non credono all’ipotesi del Grexit, nonostante Commerzbank stima la 50% le probabilità che ciò avvenga e Barclays crede che il rischio sia oggi superiore a quello di 3 anni fa. Eppure, i bond ellenici quotano oggi mediamente a 90 centesimi, mentre nella primavera del 2012 sprofondarono a 17,20 centesimi. I rendimenti decennali sono alti, ma appena al di sotto del 10% contro il record massimo del 44,21% del maggio 2012. I triennali rendono in zona 18%, ma erano schizzati al 100% 3 anni fa. Al contempo, i cds indicano un rischio default del 69% entro i prossimi 5 anni, altissimo, ma meno del 99% del 2 marzo del 2012, prima che fosse realizzato l’“haircut”. E’ come se gli investitori si fossero abituati allo scenario peggiore, l’avessero scontato e scorgessero nella quotidianità segnali migliori di quelli gia incorporati nei prezzi. Ma forse viene sottostimata la portata del disastro a cui andrebbero incontro le banche greche nel caso stasera non si arrivasse a un’intesa, così come non si farebbe grande attenzione al fatto che, scampato eventualmente il pericolo imminente di un’uscita dall’euro, i prossimi 6 mesi per la Grecia non saranno comunque facili, perché i motivi della discordia con Bruxelles tornerebbero a galla dall’1 marzo in poi. Il rischio non calcolato da molti investitori consisterebbe proprio nello scenario di un allungamento dell’agonia, insieme agli aiuti. Con l’elezione di Tsipras a premier, Atene ha detto no all’austerità europea e prima se ne prende atto, meglio è per tutti.   APPROFONDISCI – Grecia, l’America teme il peggio. Oggi le richieste di Tsipras e la BCE concede altra liquidità alle banche          

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