Grecia, oggi l’Eurogruppo non darà gli aiuti e si studiano scenari da Grexit e Geuro

L'Eurogruppo sulla Grecia di oggi non sbloccherà gli aiuti, ma si valuta cosa conterrà il comunicato finale e se ve ne sarà uno. Il tempo sta per scadere e ormai non si esclude tra i governi alcuna ipotesi, nemmeno quella dell'uscita dall'euro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'Eurogruppo sulla Grecia di oggi non sbloccherà gli aiuti, ma si valuta cosa conterrà il comunicato finale e se ve ne sarà uno. Il tempo sta per scadere e ormai non si esclude tra i governi alcuna ipotesi, nemmeno quella dell'uscita dall'euro.

Si tiene oggi l’Eurogruppo sulla Grecia a Bruxelles, ma c’è già una certezza: i ministri finanziari dell’Eurozona non sbloccheranno gli aiuti, che il governo Tsipras ritiene indispensabili per onorare le prossime scadenze di Atene. Il risultato migliore che ci si potrà attendere al termine del vertice è che sia emanato un comunicato, nel quale i governi europei dichiarano di riconoscere gli sforzi compiuti dalla Grecia e la invitano a lavorare ancora più duramente per ottenere i 7,2 miliardi stanziati con l’accordo del 20 febbraio scorso e che restano disponibili fino al 30 giugno. Se ciò accadesse, potremmo attenderci che un’intesa sarà raggiunta entro la fine del mese o agli inizi di giugno, anche se le parti continuano a restare lontani su diversi dossier cruciali, come il lavoro e le pensioni.   APPROFONDISCI – La Grecia è più vicina a un accordo o al default? Tsipras rischia comunque una crisi politica  

Grexit o moneta parallela

Tuttavia, il pessimismo è il sentimento prevalente in queste ore. In un’intervista a un quotidiano tedesco, il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaeuble, ha avvertito che se la Grecia dovesse uscire dall’euro, non sarebbe per colpa della Germania. E dagli USA, il Wall Street Journal rilancia la notizia che il Fondo Monetario Internazionale starebbe studiano l’ipotesi di una Grexit, tanto da avere già contattato le autorità finanziarie di paesi come Serbia, Albania e Romania, in cui le banche greche avrebbe attivi di un certo rilievo. Ciò, nonostante sia la Commissione europea che il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, escludano che Atene possa lasciare la moneta unica. Nel frattempo, prenderebbe corpo, almeno nel mondo degli scenari possibili, la proposta dell’ex capo economista di Deutsche Bank, Thomas Mayer, già avanzata nel 2012, per cui la Grecia potrebbe emettere una moneta parallela, chiamata Geuro, per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni. Essa consisterebbe in titoli, il cui valore potrebbe anche dimezzarsi rispetto all’euro, a causa della sfiducia verso il nuovo strumento di pagamento, ma che nel medio termine potrebbe contribuire alla crescita del paese, consentendogli di tornare, se lo vorrà, nel club della moneta unica.   APPROFONDISCI – La Grecia emetterà una moneta parallela per pagare stipendi pubblici e pensioni?  

Banche Grecia rischiano blocco liquidità BCE

Scartando queste ipotesi ad oggi non probabilissime, la scadenza imminente più temuta è quella di domani, quando il governo greco dovrà rimborsare all’FMI 763 milioni di euro. Se non lo facesse, la BCE bloccherebbe l’erogazione della liquidità di emergenza (ELA) e già mercoledì potrebbe aumentare lo sconto sui fondi accessibili dalle banche greche con il collaterale di garanzia. Sarebbe per Atene l’inizio del countdown verso il default. Quasi certamente, domani la scadenza sarà onorata e se l’Eurogruppo di oggi registrerà gli sforzi della Grecia, la BCE non bloccherebbe i fondi ELA. Tuttavia, il tempo corre e si teme che tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, Atene resti a corto di liquidità, in assenza di aiuti esterni.   APPROFONDISCI – La Grecia teme il fallimento delle banche, esplodono i contanti e i ritiri dei depositi      

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Argomenti: banche Grecia, Economie Europa, Grexit