Grecia, oggi la decisione cruciale della BCE sull’ELA. Sarà un weekend di fuoco

La BCE decide oggi se alzare o meno il tetto dei fondi ELA per le banche greche. Dalla decisione potrebbe dipendere l'imposizione dei controlli sui capitali in Grecia dal fine settimana.

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La BCE decide oggi se alzare o meno il tetto dei fondi ELA per le banche greche. Dalla decisione potrebbe dipendere l'imposizione dei controlli sui capitali in Grecia dal fine settimana.

Questo pomeriggio, il board della BCE si riunisce in teleconferenza per decidere, come ogni settimana, se innalzare o meno il tetto dei fondi ELA, la liquidità di emergenza erogata alle banche in Grecia e che ammonta ad oggi a 83 miliardi di euro. Stando alle indiscrezioni, per cui i risparmiatori greci avrebbero intensificato il ritmo con cui ritirano ogni giorno i loro depositi, Francoforte dovrebbe aumentare tale tetto, in modo da compensare gli istituti per la perdita di liquidità. Tuttavia, la questione è molto più complessa. Se il governatore Mario Draghi e gli altri membri del board ritenessero che l’accordo tra la Grecia e i creditori sia ormai impossibile e che ciò possa portare al default di Atene, i titoli di stato ellenici, che le banche greche forniscono alla BCE come collaterale di garanzia, non potranno essere accettati con la stessa valutazione attuale. In sostanza, a fronte dei bond governativi ellenici, Francoforte erogherà alle banche minore liquidità, ampliando lo sconto dall’attuale 25-30% sinora applicato sui titoli a una percentuale maggiore. Se esso salisse, ad esempio, al 40%, si stima che la liquidità massima erogabile sarebbe di 85,8 miliardi (contro i 143 miliardi massimi ad oggi prevedibili), cioè soltanto 2,8 miliardi in più rispetto ad oggi. Questo implicherebbe, però, che almeno per questa settimana, la BCE dovrebbe continuare a sostenere gli istituti ellenici, ma certezze non ve ne sono.   APPROFONDISCI – Nowotny, BCE: tassi negativi anomali, ma occhio al tapering. Nessun prestito-ponte alla Grecia  

Controllo capitali Grecia dal weekend?

All’Europarlamento, qualche giorno fa Draghi ha dichiarato che le banche greche saranno finanziate fintanto che restano solventi e che il loro collaterale di garanzia sia sufficiente, avvertendo che il raggiungimento o meno dell’accordo tra le parti è frutto solo di una decisione politica.

Formalmente, quindi, il governatore potrebbe anche oggi, nonostante tutto, aumentare il tetto dell’ELA, basandosi sulle regole dell’istituto. Ma se il clima è considerato tale, per cui nessun accordo sembrerebbe ormai possibile, quanto meno si potrebbe optare per mantenere invariato il limite dei fondi, anche se ciò porterebbe quasi necessariamente nel fine settimana, in assenza di un’intesa con i creditori all’Eurogruppo di domani, all’imposizione di controlli sui capitali.   APPROFONDISCI – Grecia, cosa sarebbero i controlli sui capitali? E cosa rischierebbero i turisti italiani?   Lo scenario che sta avanzando in queste ore è, infatti, proprio questo. Se domani, l’Eurogruppo nel Lussemburgo non fosse in grado di raggiungere un compromesso anche minimo tra Grecia e creditori europei, già tra venerdì e domenica sarebbe convocato un vertice straordinario tra i capi di stato e di governo dell’Eurozona, chiamato a studiare un piano di emergenza, tra cui potrebbe rientrare il controllo sui capitali dal lunedì seguente, passando forse anche per una chiusura prolungata delle banche e da un contestuale blocco di bancomat e carte di credito, in modo da guadagnare tempo.   APPROFONDISCI – Grecia, vertice europeo straordinario domenica per attuare un piano di emergenza  

Tsipras vola tra le braccia di Putin

Va segnalato che per dopodomani è stata annunciata la partecipazione del premier Alexis Tsipras al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dove saranno presenti il presidente russo Vladimir Putin, il premier mongolo, il presidente del Kirghizistan e il vice-premier cinese.

Si tratta di un evento tutt’altro che formale, attraverso il quale Tsipras minaccia chiaramente la UE di rivolgersi a Mosca, nel caso in cui il negoziato fallisse. Come ultima speranza, si cerca di arrivare a una proroga degli aiuti fino a settembre con l’erogazione di un prestito-ponte alla Grecia, che sarebbe così in grado di giocarsi la partita dell’accordo complessivo ai tempi supplementari. Le probabilità che ciò accada, tuttavia, non sono elevate, perché non solo il governo greco non accetta le misure proposte dall’Eurogruppo su pensioni e IVA, ma allo stesso tempo non ci sarebbe la disponibilità di alcuni parlamenti nazionali, come il Bundestag, dove l’opposizione ai nuovi aiuti è diventata maggioritaria dentro il partito della cancelliera.   APPROFONDISCI – Sulla Grecia traballa anche la leadership europea di Frau Merkel, ecco perché  

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