Grecia, oggi la BCE decide sui fondi ELA. L’ultimatum della Merkel: accordo entro maggio

La BCE decide oggi se alzare il tetto dei fondi ELA per le banche greche. E Angela Merkel e François Hollande assegnano alla Grecia gli ultimi 12 giorni per trovare un accordo.

di , pubblicato il
La BCE decide oggi se alzare il tetto dei fondi ELA per le banche greche. E Angela Merkel e François Hollande assegnano alla Grecia gli ultimi 12 giorni per trovare un accordo.

Si riunisce questo pomeriggio in teleconferenza il board della BCE, chiamato alla revisione settimanale dei fondi ELA, il programma che fornisce alle banche in Grecia la liquidità di emergenza. La settimana scorsa, il tetto ai finanziamenti è stato innalzato a 80 miliardi. Stando ai criteri attuali, gli istituti ellenici potrebbero ottenere fino a un massimo di 95 miliardi entro la fine di giugno, data di scadenza del programma. Dallo scorso autunno ad oggi, la BCE ha tagliato al 35% lo sconto applicato al collaterale di garanzia esibito dalle banche greche (titoli di stato), in virtù di una previsione di allora di un imminente ritorno del paese sui mercati finanziari. Oggi, anche alla luce dello stallo sulle trattative tra il governo Tsipras e i creditori pubblici (UE, BCE e FMI), il governatore Mario Draghi potrebbe comunicare un aumento di tale sconto, che limiterebbe la liquidità massima erogabile a 88 miliardi. Per le banche sarebbe un duro colpo, essendo già oggetto di sfiducia da parte dei risparmiatori, che continuano a ritirare depositi, temendo l’uscita della Grecia dall’euro e il fallimento degli istituti.   APPROFONDISCI – Grecia, Juncker nega un suo piano anti-default e i risparmiatori tremano per il prelievo forzoso  

Ultimatum Merkel-Hollande

Difficile, però, che con il negoziato in corso Draghi annunci una simile misura, che dovrebbe essere adottata da una maggioranza dei 2 terzi del board.

Francoforte teme di interferire con le trattative, allontanando un accordo. Tuttavia, la Bundesbank ha chiesto pubblicamente lo stop all’erogazione di nuova liquidità alle banche greche, nei giorni scorsi. E ieri sera, la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, alla fine del vertice a Berlino, hanno assegnato alla Grecia gli ultimi 12 giorni per trovare un accordo, ossia fino alla fine di maggio, La prima ha chiesto anche un’accelerazione del negoziato, lamentandone la lentezza. Il giorno prima, anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, aveva parlato di fine maggio-inizio giugno come scadenza realistica per un’intesa, mentre il premier Alexis Tsipras parla di accordo “a giorni”.
Di certo, non ci sarà al prossimo Eurogruppo di Riga nel fine settimana.

Aumento IVA non soddisfa creditori

E sul fronte delle trattative, non si registrano sostanziali passi in avanti. Nel tentativo di sbloccare l’impasse, ieri il governo greco aveva avanzato la proposta di un’aliquota IVA al 15% su quasi tutti i beni e servizi, ad eccezione delle medicine e poco altro, su cui sarebbe imposta un’aliquota al 6,5%. In entrambi i casi, sarebbe previsto un addizionale del 3% per i pagamenti in contanti. I creditori hanno respinto la proposta, in quanto non migliorerebbe granché il bilancio statale greco. Dunque, i giorni passano, ma mancano progressi sui nodi fondamentali, inclusi il mercato del lavoro e le pensioni. Su questi, il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, continua a ribadire la propria indisponibilità a firmare un accordo “iniquo”.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicina al default, l’Eurogruppo va verso un ultimatum a Tsipras

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,
>