Grecia, oggi Eurogruppo senza accordo. L’azzardo del default senza Grexit

La Grecia non otterrà gli aiuti sperati all'Eurogruppo di oggi. Cresce il rischio default, ma l'uscita dall'euro non sembra l'opzione più probabile, anche se si sottovalutano alcune implicazioni di un'eventuale bancarotta.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia non otterrà gli aiuti sperati all'Eurogruppo di oggi. Cresce il rischio default, ma l'uscita dall'euro non sembra l'opzione più probabile, anche se si sottovalutano alcune implicazioni di un'eventuale bancarotta.

L’Eurogruppo di oggi a Riga, Lettonia, si concluderà certamente con un nulla di fatto sulla Grecia. Che non sarà raggiunta alcuna intesa lo dicono espressamente tutti. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, invita a non aspettarsi risultati definitivi, mentre il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato che i progressi nelle trattative tra Atene e i creditori pubblici sarebbero “insufficienti” e ha invitato il governo Tsipras a iniziare a realizzare le riforme chieste. Il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, nel giudicare “troppo lenti” i progressi realizzati nelle ultime settimane, ha parlato di “senso s’urgenza”. E il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha da poco affermato che oggi non ci saranno progressi sostanziali. Dunque, muro di sbarramento contro la Grecia in Europa. Nessuna esternazione sembra andare nella direzione di un’intesa alla portata, tranne quella resa ieri dal premier greco Alexis Tsipras, il quale dopo l’incontro con la cancelliera Angela Merkel, al margine del vertice europeo sull’immigrazione, ha detto che un accordo provvisorio sarebbe più vicino che mai.   APPROFONDISCI – Grecia, la ‘pazza’ idea dell’Eurogruppo: un terzo salvataggio per 30-50 miliardi  

Default Grecia senza uscita dall’euro?

La verità è che prima di maggio il negoziato non si sbloccherà. Il default non è ormai uno scenario irrealistico, ma stimato al 40% delle probabilità per le prossime settimane dagli analisti interpellati da Bloomberg. Tuttavia, va per la maggiore l’ipotesi che la Grecia sia costretta a non onorare uno o più pagamenti, senza che ciò implichi la sua uscita dall’euro. Quest’ultimo scenario viene giudicato probabile al 30%. In effetti, la bancarotta non equivale automaticamente alla Grexit. Il rischio è, però, che l’uscita dall’euro avvenga per un incidente, vale a dire non volutamente, che sia subito dal governo di Atene e forse anche dal resto dell’Eurozona, in quanto inevitabile. Ciò avverrebbe per il panico che potrebbe scatenarsi sui mercati finanziari e tra i risparmiatori greci, nel caso il governo imponesse restrizioni ai movimenti dei capitali, emettesse i certificati di credito per pagare stipendi pubblici e pensioni o saltasse un qualche  pagamento.   APPROFONDISCI – Grecia, accordo rinviato a maggio-giugno. S’ipotizza il default senza Grexit, possibile?  

Banche Grecia rischiano il crac

Le banche potrebbero assistere a un assalto agli sportelli o molto più realisticamente oggigiorno allo spostamento online di denaro dai depositi dei clienti verso conti esteri, nonché al boom dei prelievi ai bancomat. Nel frattempo, gli investitori affosserebbero i titoli bancari in borsa, fuggirebbero da qualsivoglia esposizione verso il governo, il quale non potrebbe più rifinanziarsi con l’emissione dei titoli di stato a breve termine, nemmeno con l’aiuto delle banche, rimaste a corto di liquidità.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicinissima al default, la BCE si accinge a bloccare la liquidità alle banche   Non potendo indebitarsi sul mercato e con gli istituti al collasso, la Grecia sarebbe costretta a battere moneta per adempiere ai pagamenti, ovvero a uscire dall’euro e a stampare dracme, sebbene ciò porterebbe a un rischio elevatissimo di inflazione fuori controllo (si veda la Repubblica di Weimar nel 1923). Pertanto, il default senza Grexit appare più un esercizio teorico o un auspicio, date le cose, che un’ipotesi realistica. La paura, unita alla stanchezza, sta notevolmente riducendo il sostegno in patria per il negoziato portato sinora avanti da Tsipras. Se era al 56% il mese scorso, adesso sarebbe sceso al 46% per un sondaggio realizzato dall’Università della Macedonia e pubblicato da Skai TV. Anche la possibile crisi di popolarità del governo potrebbe essere una pressione per il raggiungimento di un accordo, sempre che arrivi in tempo per evitare un “credit event”.   APPROFONDISCI – La Grecia emetterà una moneta parallela per pagare stipendi pubblici e pensioni?  

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Argomenti: banche Grecia, Default Grecia, Economie Europa, Grexit