Grecia, nuovo incontro Merkel-Tsipras giovedì per evitare la bancarotta

Giovedì, il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera Angela Merkel s'incontreranno al margine di un vertice europeo per discutere sul futuro della Grecia, che senza aiuti andrebbe presto in default.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Giovedì, il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera Angela Merkel s'incontreranno al margine di un vertice europeo per discutere sul futuro della Grecia, che senza aiuti andrebbe presto in default.

Nuovo incontro tra il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel, il terzo in poche settimane, a conferma che la Grecia, nonostante tutto, vede nella Germania la speranza di evitare il default e l’uscita dall’euro. Il faccia a faccia tra i due capi di governo avverrà dopodomani, al margine del vertice europeo a Bruxelles sull’immigrazione. Tsipras cercherà di “strappare” alla Merkel qualcosa, prima dell’Eurogruppo del giorno seguente, che stando a tutte le fonti ufficiali e non, si concluderà infruttuosamente. E proprio dalla Germania continuano ad affluire analisi e notizie su una presunta bancarotta imminente di Atene, impossibilitata ad onorare le prossime scadenze. Dopo la requisizione forzata della liquidità degli enti locali, il governo dovrebbe avere i soldi necessari per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni, mentre l’attenzione si sta spostando in queste ore sulla BCE, che Bloomberg rivela starebbe studiando una stretta sull’accesso ai fondi ELA da parte delle banche greche. Se fosse vero, gli istituti ellenici potrebbero entrare in una potente crisi di liquidità già nelle prossime settimane.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicinissima al default, la BCE si accinge a bloccare la liquidità alle banche  

Nuova scadenza a maggio

Ad ogni modo, con il decreto di ieri, Tsipras si è assicurato un paio di settimane in più per trattare, dato che non avrà più l’impellenza di giungere a un accordo entro questo venerdì, sebbene le polemiche in Grecia infuriano. I comuni gridano alla “dittatura”, sentendosi espropriati del contante loro necessario per finanziare i servizi locali. La Commissione europea, che pure per bocca del suo presidente Jean-Claude Juncker esclude il default e l’uscita della Grecia dall’euro, ha definito estremamente improbabile un accordo con Atene entro la fine del mese, confermando le indiscrezioni su una presunta nuova scadenza a maggio per le trattative. Si parla dell’11, il giorno precedente all’esborso da 774 milioni verso l’FMI.   APPROFONDISCI – Grecia, l’accordo non ci sarà e schizzano lo spread e i rendimenti dei bond  

Aiuti in cambio di riforme

Ad Atene viene chiesta la presentazione di una lista dettagliata di riforme, senza la quale non saranno erogati nuovi prestiti. Nel caso un accordo fosse siglato, l’Eurogruppo sborserebbe altri 7,2 miliardi in favore di Atene, ai quali si potrebbero sommare gli 1,9 miliardi di utili maturati sui bond ellenici acquistati dalla BCE tra il 2010 e il 2011 e a cui i governi europei rinuncerebbero, oltre ad altri 1,8 miliardi riconsegnati dal governo greco all’Efsf, quale somma rimasta inutilizzata per la ricapitalizzazione delle banche. Inoltre, l’FMI sgancerebbe a sua volta altri 3,5 miliardi, in base alla sesta revisione del programma di aiuti e potrebbe spingersi fino ad anticipare la revisione del settimo e dell’ottavo programma, erogando alla Grecia già in estate altri 5,3 miliardi di euro. Se tutte queste condizioni si verificassero, subordinatamente al raggiungimento di un accordo tra Atene e i creditori, il paese eviterebbe il default da qui alla fine dell’anno e potrebbe guardare con maggiore fiducia ai mesi successivi. Senza un’intesa, però, la bancarotta sembra inevitabile, anche qualora arrivassero presto i 5 miliardi di dollari promessi da Gazprom per consentire il passaggio della pipeline del gas.   APPROFONDISCI – Grecia, rendimenti bond a 2 anni quasi al 30%. Spread BTp-Bund oltre 140 bp

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Argomenti: Economie Europa, Germania