Grecia, niente ristrutturazione del debito a breve: decisione rinviata al 2018

La Grecia non otterrà alcuna ristrutturazione del debito, se non prima si terranno le elezioni in Germania. Il governo Tsipras rischia di cadere prima e di lasciare il posto a una compagine diversa.

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La Grecia non otterrà alcuna ristrutturazione del debito, se non prima si terranno le elezioni in Germania. Il governo Tsipras rischia di cadere prima e di lasciare il posto a una compagine diversa.

La ristrutturazione del debito della Grecia in mano ai creditori pubblici europei (UE e BCE) non potrà esservi nel breve termine. Lo ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, che ha definito “impossibile” prendere una decisione adesso, in quanto si dovrà attendere l’evoluzione dell’economia ellenica, del debito e delle riforme richieste al governo Tsipras da qui al termine del terzo bail-out da 86 miliardi, in scadenza nel giugno del 2018. Gli fa eco il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che spiega come la revisione delle condizioni legate al rimborso del debito possa esservi dopo che sia stato completato il programma di assistenza in corso, “non prima”.

Il ministro delle Finanze finlandese, Petteri Orpo, parla apertamente di “tempistica politicamente migliore l’anno prossimo”, scoperchiando il vaso di Pandora. L’Eurogruppo non intende, infatti, aprire un caso Grecia sotto elezioni in paesi come Francia, Olanda e Germania, con gli elettori di questi due ultimi paesi contrari a ulteriori concessioni in favore di Atene. Bruxelles non vuole offrire pretesti ai partiti euro-scettici del Nord Europa nel 2017, anno di importanti appuntamenti elettorali, che potrebbe stravolgere la geografia politica dell’area. (Leggi anche: Grecia, caduta stella Tsipras)

Governo Tsipras in difficoltà, consensi al collasso

Un duro colpo alle speranze del premier greco Alexis Tsipras di restare in sella fino alla fine del mandato, ufficialmente in scadenza solo nel lontano settembre del 2019. Nei giorni scorsi, l’uomo aveva rimpastato il governo, allontanando da posizioni-chiave in ambito economico i ministri più recalcitranti contro le riforme auspicate dalla Troika (UE, BCE e FMI), in modo da ingraziarsi i governi dell’Eurozona, in vista di una possibile ristrutturazione del debito, che il premier ellenico pensava potesse essere portata a casa a breve.

La sua Syriza, che ha trionfato alle ultime due elezioni politiche in Grecia, adesso viene accreditata dai sondaggi a non oltre il 16% dei consensi, indietro di non meno di 6 punti percentuali rispetto ai conservatori di Nuova Democrazia. La base più di sinistra del partito sta abbandonando massicciamente Tsipras, tanto che la decisione di Bruxelles di rinviare la discussione sulla ristrutturazione del debito nel 2018 potrebbe portare a nuove elezioni anticipate, visto che questo tema era stato cavalcato dal premier per giustificare la prosecuzione delle politiche di austerità in patria. (Leggi anche: Grecia: debito insostenibile per Tsipras, che nei sondaggi è dimezzato)

 

 

 

I bond greci salgono e sperano ancora nel QE

Secondo il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, l’obiettivo di un surplus primario dell’1,75% per l’anno prossimo sarebbe alla portata. Il Fondo Monetario Internazionale, che da tempo chiede finanche un taglio del debito, per poterlo rendere sostenibile e consentire così la sua partecipazione al terzo bail-out in appena un lustro, riconosce adesso che non sarà possibile ottenere un vero “haircut”, bensì un miglioramento delle condizioni di rimborso, ovvero tetto massimo agli interessi, allungamento delle scadenze, prolungamento del periodo di grazia.

Solo con un alleggerimento dei termini stipulati nel 2012 potrebbe essere possibile l’inclusione dei bond ellenici tra gli assets acquistati dalla BCE con il “quantitative easing”. Il mercato ci ha creduto nei giorni scorsi, tanto che il decennale emesso da Atena è salito ai massimi da maggio, rendendo adesso il 7,43%. Nell’estate di due anni fa, era arrivato a rendere appena il 5,5%, prima che al governo arrivasse proprio Tsipras. (Leggi anche: Grecia, bond in rialzo dopo sblocco aiuti Eurogruppo)

 

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