Grecia, Merkel: nessun accordo stasera o lunedì, Tsipras rispetti le regole

La Grecia deve rispettare l'accordo sottoscritto a febbraio per la cancelliera Angela Merkel, che spegne ogni aspettativa: nessuna intesa tra stasera e lunedì. Restano pochi giorni di liquidità sufficiente al governo di Atene.

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La Grecia deve rispettare l'accordo sottoscritto a febbraio per la cancelliera Angela Merkel, che spegne ogni aspettativa: nessuna intesa tra stasera e lunedì. Restano pochi giorni di liquidità sufficiente al governo di Atene.

La  cancelliera Angela Merkel, parlando ai deputati del suo partito, ha detto stamane che nessuno dovrebbe aspettarsi stasera o lunedì un accordo con la Grecia, perché ciò passerà per il rispetto dell’intesa sottoscritta da Atene il 20 febbraio scorso e per il consenso di tutti i governi dell’Eurozona. Stasera, a margine del vertice europeo convocato a Bruxelles sull’Ucraina, il premier greco Alexis Tsipras ha chiesto e ottenuto un breve incontro con la cancelliera, il presidente francese François Hollande, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il governatore della BCE, Mario Draghi, e il presidente della UE, Donald Tusk. Lunedì, su invito della Merkel, Tsipras si recherà a Berlino. “Non vedo l’ora di essere in disaccordo con lui”, ha dichiarato stamane la cancelliera, che ai suoi ha spiegato che “se fallisce l’euro, fallisce l’Europa”, sostenendo che non si tratterebbe solo della fine della moneta unica.   APPROFONDISCI – La Grecia verso l’uscita dall’euro, Dijsselbloem: possibile anche il modello Cipro  

L’ultimo tentativo di Frau Merkel

Ieri sera, il presidente USA, Barack Obama, ha telefonato a Berlino, chiedendo alla Merkel di fare di tutto per trovare un compromesso ragionevole, temendo conseguenze terribili per l’economia dell’Eurozona e per quella americana. Stamane, però, la cancelliera ha tenuto il punto, dicendosi disponibile a fare la sua parte fino in fondo per trovare un’intesa con il governo greco, ma all’interno delle regole già fissate il 20 febbraio. Dal canto suo, Tsipras ha sospeso le negoziazioni con i funzionari della Troika (UE, BCE e FMI), che ieri lamentavano apertamente la mancanza di collaborazione di Atene nel reperire le informazioni utili a conoscere il reale stato delle finanze elleniche. L’intento del premier è di spostare le trattative sul piano politico e solo dopo avere eventualmente raggiunto un compromesso, passare ai dettagli tecnici.   APPROFONDISCI – Grecia: è panico tra i risparmiatori, Tsipras interrompe i colloqui con la Troika  

Crisi Grecia: liquidità per pochi giorni

Ma i giorni passano e la pura monta.

Domani, la Grecia dovrà sborsare 2 miliardi di euro tra vari pagamenti, tra cui debiti in scadenza. Il 27 sarà la volta degli stipendi pubblici e delle pensioni, serviranno altri 1,5 miliardi. Per affrontare tali oneri, Atene ha emesso titoli a breve termine per 1,4 miliardi e obbligherà nei fatti banche, fondi pensioni e altre istituzioni finanziarie a prestarle denaro temporaneamente. Ma senza aiuti europei, già a fine mese potrebbe essere dichiarato lo stato d’insolvenza, come ha avvertito stamane anche il presidente dell’Eurogruppo, Martin Schulz, secondo cui la Grecia avrebbe bisogno subito di 2 miliardi. Nel frattempo, la fuga dai bond ellenici continua, come dimostrano i rendimenti, che per la scadenza a 10 anni salgono all’11,5%, il livello più alto da un anno e mezzo, mentre i triennali rendono il doppio, registrando oggi un’impennata di 75 punti base. L’inversione della curva dei rendimenti è la spia dell’attesa di un default da parte del mercato.   APPROFONDISCI – Grecia, si aggrava lo scontro con la Troika: default possibile tra 2 settimane    

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