Grecia, l’Europa a Tsipras: caccia i radicali dal governo. Ipotesi di stato “ermafrodita”

La Grecia promette di ripagare la tranche da 458 milioni all'FMI, ma in Europa si chiede apertamente che il governo Tsipras apra alle formazioni più moderate. L'uscita dall'euro si avvicinerebbe altrimenti, ma restano ipotesi più fantasiose.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia promette di ripagare la tranche da 458 milioni all'FMI, ma in Europa si chiede apertamente che il governo Tsipras apra alle formazioni più moderate. L'uscita dall'euro si avvicinerebbe altrimenti, ma restano ipotesi più fantasiose.

Il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, ieri si è recato negli USA, dove ha incontrato il sottosegretario alle Finanze, Nathan Sheets, al quale ha rassicurato che la Grecia pagherà all’FMI la tranche da 458 milioni di euro in scadenza il 9. Il governo americano lo ha esortato a trovare una soluzione con l’istituto di Washington e con gli altri creditori pubblici e lo stesso Varoufakis ha sfoggiato ottimismo sul fatto che un’intesa sarà presto trovata. Tuttavia, il clima a Bruxelles è di tutt’altro tenore. Lo scetticismo avanza, tanto che un funzionario europeo ha riferito che l’Eurogruppo avrebbe chiesto al premier Alexis Tsipras di allontanare dal governo l’ala più radicale di Syriza, il partito della sinistra oggi al governo, magari alleandosi con le altre due formazioni del centro-sinistra in Grecia, i socialisti dello storico Pasok e To Potami.   APPROFONDISCI – La Grecia minaccia il default verso l’FMI e denuncia: ecco il complotto per umiliarci  

Default Grecia probabile

Una fonte della stessa Syriza ammette che il problema della coesistenza tra l’ala più oltranzista del partito e gli obiettivi del governo esiste. Nei giorni scorsi, l’ex premier Antonis Samaras aveva offerto la sua disponibilità ad appoggiare le misure del governo Tsipras che andassero nella direzione di garantire la permanenza di Atene nell’euro. Lo scenario di un default resta molto probabile, nonostante le rassicurazioni (a giorni alterni) dell’esecutivo ellenico. Pur pagando la tranche all’FMI di dopodomani, restano 1,2 miliardi da recuperare tra il 14 e il 17 per la scadenza dei T-bills, mentre a fine mese servono 1,5 miliardi per pagare stipendi pubblici e pensioni.   APPROFONDISCI – Alan Greenspan: preparatevi all’uscita della Grecia dall’euro, la moneta unica crollerà  

Grexit o doppia moneta

Per questo, il settimanale tedesco Der Spiegel, a firma di Wolfgang Muenchau, scrive dell’ipotesi realistica che al più tardi, entro luglio, la Grecia vada davvero in default, tranne che l’Eurogruppo non decida di salvarla ancora una volta. Questo non è detto che porti alla sua uscita dall’euro, scrive l’autore dell’articolo, perché avanzerebbe l’ipotesi di uno stato “ermafrodita”, ovvero di una posizione ambigua di Atene, che farebbe circolare al suo interno due monete: l’euro e un’altra, non la dracma, che sarebbe accettata solo dentro ai suoi confini nazionali. L’ipotesi di Muenchau trova conferme nelle previsioni dei giorni scorsi sull’emissione dei titoli IOU, cambiali che il governo Tsipras offrirebbe a fine mese ai dipendenti pubblici e ai pensionati, consistenti in una promessa di pagamento a una certa data e per una certa somma, ma che potrebbero sin da subito essere scontate in banca o presso altri privati, nei fatti trasformando un debito dello stato in un finanziamento indiretto degli istituti, pratica vietata dalla BCE e che se non tollerata porterebbe alla cacciata dei greci dall’Eurozona.   APPROFONDISCI – La Grecia emetterà una moneta parallela per pagare stipendi pubblici e pensioni?  

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Argomenti: Default Grecia, Economie Europa, Grexit