Grecia, l’Eurogruppo a Tsipras: entro lunedì la lista delle riforme. E’ l’ora della verità

La Grecia ha cinque giorni di tempo per presentare la lista delle riforme all'Eurogruppo. Ultima possibilità per il governo Tsipras di dimostrare se vuole veramente restare nell'euro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia ha cinque giorni di tempo per presentare la lista delle riforme all'Eurogruppo. Ultima possibilità per il governo Tsipras di dimostrare se vuole veramente restare nell'euro.

Anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha confermato che alla Grecia sono stati assegnati dall’Eurogruppo, riunitosi in video-conferenza, 5 giorni di tempo per presentare la lista delle riforme, in relazione agli accordi presi lo scorso 20 febbraio. Poco prima, la notizia era stata data da 3 funzionari europei, che hanno seguito il dibattito. Dunque, il governo Tsipras avrà tempo fino al lunedì prossimo per sottoporre all’attenzione dei tecnici della Commissione le sue proposte, che saranno successivamente esaminate dai ministri finanziari dell’Eurogruppo, a ridosso delle festività pasquali. Quest’ultimo ha aperto anche all’ipotesi di restituire ad Atene 1,2 miliardi dell’Efsf, una somma rimasta inutilizzata per la ricapitalizzazione delle banche greche e che il governo ellenico ipotizza che sia stata riconsegnata al fondo europeo per errore.   APPROFONDISCI – Grecia, l’Europa: riforme subito o niente aiuti. Liquidità sufficiente fino al 15 aprile  

Juncker più sereno sull’intesa

I ministri dell’Eurozona, pur sostenendo che gli 1,2 miliardi non sarebbero stati rispediti all’Efsf per errore, hanno lasciato intendere che questi potrebbero essere restituiti al governo greco, il quale prenderebbe così una boccata di ossigeno in una fase drammatica per le sue finanze statali. Tuttavia, la decisione dovrà passare per l’approvazione unanime dei creditori, ossia degli altri 18 governi dell’Eurozona. Juncker, nell’annunciare la tempistica per la presentazione del piano delle riforme da parte di Tsipras, ha dichiarato che si è tornati a una dialettica normale, dopo essere stato molto pessimista nei giorni scorsi.   APPROFONDISCI – Grecia, dopo il vertice tra Tsipras e Merkel cos’è cambiato?  

Default Grecia non ancora scongiurato

La palla passa ora interamente nel campo greco. Se Atene non presenterà una lista dettagliata e soddisfacente di riforme credibili e da attuare in tempo brevi, nuove aperture dall’Eurozona non ve ne saranno e gli aiuti prorogati fino a giugno per complessivi 7,2 miliardi non sarebbero più erogati, con la conseguenza che Atene potrebbe andare in default già nella seconda metà di aprile o al più tardi a maggio, considerando i 3,1 miliardi di euro che avrebbe ancora speranza di ottenere tra i suddetti fondi Efsf e gli utili della BCE maturati sui suoi bond, anche se in assenza di un accordo, i creditori difficilmente daranno il loro via libera. Le prime vittime della mancata intesa con l’Eurogruppo sarebbero le banche greche, che quasi certamente assisterebbero inermi dinnanzi a un’accelerazione del ritiro dei depositi dei risparmiatori, impauriti per la prevedibile uscita della Grecia dall’euro, e non potrebbero più accedere nemmeno alla liquidità straordinaria erogata loro dalla Banca di Grecia con i fondi ELA dietro autorizzazione della BCE.   APPROFONDISCI – Grecia, Draghi vieterà alle banche l’acquisto di bond. Pressione o paura di un default?  

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Argomenti: Economie Europa