Grecia, le promesse elettorali di Tsipras già iniziano a saltare

Il governo Tsipras presenta lunedì la lista delle riforme in 6 punti all'Eurogruppo, ma deve già fare i conti con l'impossibilità di mantenere le promesse in campagna elettorale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo Tsipras presenta lunedì la lista delle riforme in 6 punti all'Eurogruppo, ma deve già fare i conti con l'impossibilità di mantenere le promesse in campagna elettorale.

Sarà presentato il prossimo lunedì all’Eurogruppo di Bruxelles il piano in 6 punti del governo Tsipras per ottenere già a marzo la prima tranche dei 7,2 miliardi di aiuti alla Grecia, promessi dai governo dell’Eurozona dopo il raggiungimento dell’accordo di due settimane fa. Sullo sfondo c’è la grave crisi di liquidità che il paese potrebbe dovere affrontare, se i prestiti non arriveranno in tempo. Già venerdì scade un prestito del Fondo Monetario Internazionale di 300 milioni di euro, mentre nel corso del mese vi saranno altre scadenze sempre verso l’FMI per 1,3 miliardi. In tutto, gli esborsi ammontano a marzo a 7,3 miliardi, di cui 4,3 relativi a debiti. Oggi, Atene ha raccolto sul mercato 1,14 miliardi di euro attraverso l’emissione di titoli a 6 mesi, che hanno esitato un rendimento in crescita al 2,97% dal 2,75% di un mese fa. Restando il limite fissato dalla BCE e già toccato dei 15 miliardi di T-bills da potere collocare, il governo non potrebbe aumentare le sue esposizioni su questo versante.   APPROFONDISCI – Grecia, i bond continuano a fare paura. Il rischio default non è cessato  

Le prime promesse mancate

Intanto, il governo è alle prese con una difficilissima mediazione tra le istanze di risanamento e di riforme che arrivano dall’Europa e le esigenze avvertite dalla popolazione, specie dopo le promesse elettorali di Syriza e del premier Alexis Tsipras. Dopo avere ingoiato il boccone amarissimo della prosecuzione dell’austerità, per quanto attenuata nei termini e da qualche misura dell’esecutivo, la sinistra radicale al governo dovrà fare anche i conti con la mancata eliminazione dell’Enfia, l’odiata imposta sugli immobili, che Tsipras aveva promesso in campagna elettorale di cancellare, ma che pare sia destinata a rimanere, anche se le aliquote dovrebbero essere abbassate. Si ragiona anche sulla possibilità di caricarla sui più ricchi, introducendo una tassa patrimoniale, che in ogni caso dovrà rendere al fisco i 2,6 miliardi di gettito annuo assicurati dall’Enfia, qualcosa come il 2,7% del pil. Un’altra promessa non mantenuta, né mantenibile da parte del governo riguarda il condono dei debiti fiscali delle famiglie con lo stato. In tutto, privati e imprese devono al fisco tasse arretrate per 76 miliardi di euro, quasi il 40% del pil. E il dato sarebbe in aumento, se si pensa che a gennaio è stato versato dai greci un miliardo di tasse in meno rispetto alle attese, nella speranza che il nuovo governo avrebbe cancellato almeno l’IMU ellenica. L’unica concessione possibile potrebbe consistere in una rateizzazione più favorevole dei debiti, specie per i redditi più bassi e i contribuenti più onesti. Per questo, Tsipras e il suo ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, sono costretti ad alternare toni concilianti con l’Europa e attacchi a Bruxelles e alle sue politiche di austerità, in modo da rassicurare la popolazione sul cambi di rotta rispetto alla gestione della crisi dei precedenti governi. E’ ancora troppo presto per deludersi, ma gli appuntamenti da qua ai prossimi mesi per Tsipras non saranno facili e il rischio di scontentare fette crescenti di elettorato, ma anche di classe dirigente di Syriza è altissimo. E che la partita non sarà facile neanche a Bruxelles lo conferma anche l’ultima dichiarazione del presidente Jean-Claude Juncker, che invita a non dare scontato un terzo salvataggio di Atene, mentre la cancelliera Angela Merkel ha affermato che per prima cosa la Grecia dovrà portare a compimento il lavoro richiestole all’ultimo Eurogruppo.   APPROFONDISCI – Grecia, terzo salvataggio da 30-50 miliardi? Tsipras “frustrato” attacca Spagna e Portogallo Grecia, Varoufakis insiste e provoca: serve un taglio del debito “intelligente”  

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Argomenti: Economie Europa