Grecia, l’azzardo di Tsipras: rompere con i creditori e tornare al voto anticipato

Il governo Tsipras vorrebbe far tornare la Grecia al voto senza un accordo con i creditori europei. L'indiscrezione sarebbe la conferma delle trattative semi-naufragate a Bruxelles per offrire nuovi aiuti ad Atene in cambio di riforme.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo Tsipras vorrebbe far tornare la Grecia al voto senza un accordo con i creditori europei. L'indiscrezione sarebbe la conferma delle trattative semi-naufragate a Bruxelles per offrire nuovi aiuti ad Atene in cambio di riforme.

Un esponente del governo Tsipras ha rivelato al settimanale tedesco Bild la possibile strategia del premier, che se non dovesse riuscire a negoziare un accordo con i creditori dell’Eurogruppo, che gli consenta di ottenere al più presto nuovi aiuti, tornerebbe al voto anticipato, appellandosi al popolo greco. L’uomo ha riferito che Syriza ritiene di non avere nulla da perdere, sicuro che la Grecia si stringerebbe intorno al governo. Stando ai sondaggi, la sinistra radicale del premier Alexis Tsipras avrebbe oggi circa il 40% dei consensi contro il 36% ottenuti il 25 gennaio scorso. Il premier sarebbe, quindi, tentato dalle elezioni anticipate, che potrebbero consegnare al suo partito la maggioranza assoluta dei seggi, mancata per soli 2 deputati 2 mesi e mezzo fa, costringendolo a un’alleanza con la destra nazionalista di Greci Indipendenti.   APPROFONDISCI – Grecia, referendum sull’euro e possibile default: ecco l’inizio del ritorno alla dracma  

Referendum euro Grecia mascherato da voto anticipato

Ottenendo una maggioranza ancora più forte e riscuotendo un successo anche dopo la rottura del negoziato con il resto dell’Eurozona, Tsipras spererebbe probabilmente di ripresentarsi a Bruxelles da una posizione di maggiore forza contrattuale per ottenere gli aiuti. In alternativa, il nuovo governo potrebbe arrivare alle estreme conseguenze, potendo anche decidere di uscire dall’euro, sulla base del mandato ricevuto dagli elettori. In effetti, le prossime elezioni, se si tenessero nelle prossime settimane, sarebbero a tutti gli effetti un referendum sull’euro, minacciato già dal ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, in uno dei momenti più delicati nelle trattative con i creditori europei. Ad oggi, però, la stragrande maggioranza dei greci resterebbe contraria al ritorno alla dracma, ragione per cui il governo potrebbe aggirare l’ostacolo, mascherando la consultazione con un ritorno alle urne e caratterizzando la campagna elettorale con toni decisamente anti-Bruxelles.   APPROFONDISCI – La Grecia indirà un referendum sull’euro in primavera? Ecco perché Tsipras lo vuole  

Elezioni Grecia un azzardo

Il rischio implicito in questo azzardo sarebbe la definitiva perdita della fiducia in Atene da parte della Troika (UE, BCE e FMI), che potrebbe decidere di non sedersi più al tavolo delle trattative con il governo greco, lasciando la Grecia al suo destino. La BCE potrebbe sospendere presto anche i fondi ELA, la liquidità di emergenza che tiene in vita il sistema bancario ellenico, provocando un collasso finanziario di Atene ancor prima che i greci tornino a rinnovare il Parlamento. Ma le rivelazioni del membro del governo greco alla Bild potrebbero essere semplicemente una mossa tattica per fare pressioni sull’Eurogruppo, dato che stamane sono stati pubblicati giudizi abbastanza pesanti dei funzionari di Bruxelles, sempre più sfiduciati sulla possibilità di raggiungere un’intesa con Atene nei prossimi giorni. E senza un accordo, la Grecia andrebbe in default tra aprile e maggio. Nei fatti, se Tsipras realmente decidesse di far indire dal capo dello stato nuove elezioni, sarebbe semplicemente l’anticamera dell’uscita della Grecia dall’euro, perché non si vede altrimenti a cos’altro potrebbe portare questa mossa.   APPROFONDISCI – Grecia, lo sconcerto dell’Eurogruppo su Tsipras e il default sempre più vicino    

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Argomenti: Economie Europa