Grecia, l’ala radicale di Syriza lascia Tsipras e fonda Unità Popolare

L'ala radicale di Syriza correrà autonomamente alle elezioni anticipate in Grecia, lasciando Alexis Tsipras, in contrasto sul piano di aiuti firmato dal premier.

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L'ala radicale di Syriza correrà autonomamente alle elezioni anticipate in Grecia, lasciando Alexis Tsipras, in contrasto sul piano di aiuti firmato dal premier.

Mentre la Grecia corre verso le elezioni anticipate, che dovrebbero tenersi il 20 settembre prossimo, Syriza si spacca e l’ala più radicale del partito, guidata dall’ex ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis, ha deciso di creare una formazione autonoma, che si chiamerà Unità Popolare e che correrà per conto proprio per il voto. Essa può già contare su 25 deputati ed è la terza in Parlamento, dopo Syriza e Nuova Democrazia. Resta da vedere il responso delle urne, ma è chiaro che la corsa solitaria dell’ala più di sinistra di Syriza potrebbe succhiare consensi al premier Alexis Tsipras, che stavolta si gioca il tutto e per tutto, alla conquista della maggioranza assoluta dei seggi. Per ottenerla, considerando il premio di maggioranza di 50 deputati, avrà bisogno di ottenere intorno al 40% dei voti, un obiettivo alla portata, stando ai sondaggi, ma si tenga presente che altri consensi potrebbero dirigersi verso Alleanza per l’Europa, la formazione annunciata in Parlamento pochi giorni fa dall’ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che gode nel paese di una certa popolarità per le sue invettive contro la Troika (UE, BCE e FMI).   APPROFONDISCI – In Grecia è scontro dentro Syriza e il governo Tsipras minaccia le dimissioni   Riusciranno nell’intento di costringere dall’esterno Tsipras a contrattare con loro l’azione di governo o saranno destinati all’ininfluenza politica? Il breve tempo a disposizione per organizzarsi non gioca in loro favore, ma è anche vero che sia Lafazanis che Varoufalis potrebbero contare sui voti dei delusi dal premier, che ha siglato a luglio un accordo con i creditori dalle condizioni ben peggiori di quelle che gli elettori  avevano rifiutato appena una settimana prima con il referendum. Pochissime le chance degli avversari di vincere le elezioni. Nuova Democrazia ha da poco cambiato leadership e il Pasok è letteralmente quasi scomparso dalla scena politica, potendo confidare in non più del 5-6% dei voti. Preoccupano, ma senza alcuna possibilità di farcela, i neonazisti di Alba Dorata, che alle scorse elezioni di gennaio hanno ottenuto l’11% e che i sondaggi danno in crescita. Si tratterà di vedere solo se Syriza otterrà o meno la maggioranza assoluta dei seggi.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras perde la maggioranza e chiede la fiducia. Varoufakis lascia Syriza  

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