Grecia, la sentenza sulle pensioni spegne l’ottimismo odierno sull’accordo

Nuova sorpresa negativa in Grecia sul fronte delle pensioni. La Corte dei Conti di Atene boccia i tagli del 2012. A rischio gli obiettivi di bilancio.

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Nuova sorpresa negativa in Grecia sul fronte delle pensioni. La Corte dei Conti di Atene boccia i tagli del 2012. A rischio gli obiettivi di bilancio.

Soltanto qualche ora fa il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, dichiarava che stavolta si è sul serio sulla giusta strada per trovare un accordo tra i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) e la Grecia, dopo il faccia a faccia a tre di ieri sera tra Alexis Tsipras, Angela Merkel e François Hollande. La Germania, si vocifera, avrebbe ammorbidito la sua posizione, nonostante le forti resistenze dentro al partito della cancelliera, in cui un centinaio di deputati sarebbe pronto a votare contro l’erogazione di nuovi aiuti ad Atene da parte di Berlino. Alla Merkel, per ora, basterebbe che il governo Tsipras attuasse una sola grande riforma per dare il suo assenso ai nuovi aiuti.

Pensioni Grecia, nuovo intoppo

E la materia di maggiore scontro tra le parti è quella delle pensioni, la cui spesa in rapporto al pil l’Eurogruppo vorrebbe che fosse tagliata dello 0,5% quest’anno e dell’1% l’anno prossimo, qualcosa che equivale a 0,9-1,8 miliardi di euro nel biennio. Ma proprio oggi è arrivata una sentenza del Consiglio di Stato di Atene, destinata a rimettere per l’ennesima volta in discussione il raggiungimento di un’intesa. Similmente a quanto deciso dalla Corte Costituzionale in Italia nelle scorse settimane, i giudici ellenici hanno bocciato i tagli agli assegni superiori ai 1.000 euro al mese che il governo Samaras aveva attuato nel 2012, ma non obbliga l’esecutivo attuale a rimborsare i pensionati. Tuttavia, da ora in poi, 800 mila assegni mensili dovranno essere ricalcolati tra il 5% e il 15% in più, comportando un maggiore onere a carico dello stato stimato in 1-1,5 miliardi di euro, ossia allo 0,5-0,8% del pil.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras promette più sforzi alla Merkel. Ecco la bomba sociale che nega l’accordo  

Risanamento conti Grecia ancora più lontano

In un solo colpo, i magistrati ateniesi hanno spazzato via le speranze di trovare un accordo sulla materia tra Grecia e creditori.

Adesso, infatti, servirà uno sforzo doppio da parte della prima per andare incontro alle richieste dei secondi. In ogni caso, il “buco” dei conti, conseguente alla sentenza, dovrà essere coperto in qualche modo. Si profilano, quindi, nuove tasse o nuovi tagli alla spesa, quando ad oggi il governo Tsipras si era mostrato indisponibile a introdurre ulteriori misure di austerità. L’Eurogruppo non potrebbe chiudere un occhio dinnanzi agli effetti della sentenza. Ricordiamoci che le parti devono ancora trovare un’intesa sull’avanzo primario (entrate meno spesa, al netto degli interessi sul debito pubblico). Il governo greco vorrebbe per quest’anno centrare un obiettivo dello 0,6% del pil, i creditori avrebbero desiderato un 3,5%, anche se realisticamente si accontenterebbero dell’1-1,5%. Comunque sia, anche queste percentuali più modeste saranno d’ora in poi molto più difficili da raggiungersi per Tsipras e il suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis.   APPROFONDISCI – La Grecia ora può fallire. E l’Ifo attacca: truccati i conti su avanzo primario

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