Grecia, la ‘pazza’ idea dell’Eurogruppo: un terzo salvataggio per 30-50 miliardi

L'Eurogruppo penserebbe a un terzo salvataggio della Grecia per 30-50 miliardi, ma ci sono forti subbi sulla sua realizzabilità. Il governo Tsipras mira a un accordo a maggio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'Eurogruppo penserebbe a un terzo salvataggio della Grecia per 30-50 miliardi, ma ci sono forti subbi sulla sua realizzabilità. Il governo Tsipras mira a un accordo a maggio.

Il negoziato tra la Grecia e l’EuroWorking Group procede a tappe forzate, ma i funzionari europei invitano a non farsi illusioni: l’accordo domani all’Eurogruppo di Riga, Lettonia, non ci sarà, perché non è stato ancora possibile effettuare nemmeno l’analisi tecnica preliminare. Di più: l’intesa non dovrebbe arrivare in tempo nemmeno per la fine del mese, ma slitterà a maggio, semmai ci sarà. Restano le distanze su punti specifici, come l’innalzamento del salario minimo, deciso da Atene in questi giorni a partire da ottobre, nonché la riforma del mercato del lavoro. Con il decreto del governo Tsipras di martedì, che requisisce la liquidità degli enti locali, Atene si è “comprato” 6 settimane di tempo per trattare. Non avendo più l’impellenza di ricevere gli aiuti europei entro pochi giorni per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni, adesso potrà negoziare con maggiore calma, sebbene questo aspetto in sé potrebbe irrigidire la posizione dei greci, allontanandoli ulteriormente da un accordo.   APPROFONDISCI – Grecia, accordo rinviato a maggio-giugno. S’ipotizza il default senza Grexit, possibile?   Ieri, la BCE ha smentito le indiscrezioni della vigilia, che la volevano pronta a fermare il sostegno alle banche greche, innalzando di 1,5 miliardi di euro a 75 miliardi il tetto dei fondi ELA, l’aumento su base settimanale più forte dall’inizio del programma a febbraio. Dunque, il governatore Mario Draghi confida ancora che un’intesa possa esserci e continua a mantenere in vita gli istituti ellenici.   APPROFONDISCI – La BCE alza di 1,5 miliardi i fondi ELA alle banche greche, no comment su ‘haircut’  

Terzo salvataggio Grecia realistico?

Ma il quotidiano francese Le Monde scrive che nella testa dei governi europei ci sarebbe uno scenario ancora più ardito di quello finora immaginato, vale a dire l’approvazione di un terzo piano di salvataggio da 30-50 miliardi di euro, che consenta alla Grecia di evitare il default probabilmente per altri 2 anni. Il quotidiano precisa che l’opzione non sarebbe formalmente sul tavolo e che sarebbe subordinata all’accettazione del governo  Tsipras di un piano di riforme complessivo. Senza, nessun nuovo aiuto sarebbe erogato. Sarebbe un’ipotesi abbastanza difficile da spiegare agli elettori, visto che Atene riceverebbe un terzo pacchetto di aiuti, senza che sia stato completato il secondo salvataggio.   APPROFONDISCI – Grecia, nuovo incontro Merkel-Tsipras giovedì per evitare la bancarotta  

I possibili ostacoli

Certo, c’è uno scoglio apparentemente insormontabile: il governo Tsipras non chiede e non vuole un terzo salvataggio, bensì la ristrutturazione del debito pubblico. Nuovi aiuti, infatti, implicherebbe l’accettazione delle condizioni annesse, che la sinistra radicale di Syriza rifiuta. Il taglio dei debito, invece, sarebbe venduto in Grecia come una vittoria sulle politiche di austerità dell’Europa a trazione tedesca. L’unica certezza è che se davvero l’Eurozona sostenesse la Grecia con un altra “paccata” di miliardi, sarebbe come gettare i soldi in un pozzo senza fondo e segnalerebbe una sua disponibilità quasi infinita a sostenere Atene, aldilà degli scontri verbali di questi mesi. Infine, attenzione alla Finlandia: se il nuovo premier Juha Sipila formasse un governo con la destra di Partito Finlandese, contraria ai salvataggi pubblici, difficilmente esordirebbe con una divisione interna all’esecutivo e tradendo le promesse elettorali di parte della nuova maggioranza.   APPROFONDISCI – Elezioni Finlandia: bocciata l’austerità di Stubb, la destra anti-euro sarà l’ago della bilancia

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Argomenti: Economie Europa, salario minimo