Grecia, la Germania ribadisce: aiuti solo con la partecipazione dell’FMI

Il governo tedesco ribadisce la linea sul salvataggio della Grecia: niente aiuti, senza la partecipazione dell'FMI. E Wolfgang Schaeuble: anche Yanis Varoufakis voleva la Grexit.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo tedesco ribadisce la linea sul salvataggio della Grecia: niente aiuti, senza la partecipazione dell'FMI. E Wolfgang Schaeuble: anche Yanis Varoufakis voleva la Grexit.

Il portavoce del Ministero delle Finanze di Berlino ha ribadito la posizione del governo tedesco sul salvataggio della Grecia, ovvero che la Germania parteciperà al terzo bailout solo con il coinvolgimento “indispensabile” dell’FMI, che dovrebbe a sua volta sciogliere la riserva entro ottobre, stando alle indiscrezioni. Il portavoce del ministro Wolfgang Schaeuble ha giudicato un “successo” il solo fatto che non si parli più di taglio del debito o “haircut”, ma si è detto disponibile a una ristrutturazione del debito nella forma di un allungamento delle scadenze e/o di un  periodo di grazia più esteso, durante il quale non saranno pagati gli interessi.   APPROFONDISCI – La Germania chiude al taglio del debito della Grecia, la Merkel litiga con Tsipras  

Nuovo scontro sulla Grexit

E, invece, si rinfocola la polemica tra Schaeuble e l’ex collega alle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, come dimostra l’anticipazione di un pezzo del documentario realizzato dalla rete pubblica tedesca Ard e dal titolo “Schaueble – Potere e impotenza”, durante la quale il ministro tedesco ha criticato le dichiarazioni del secondo, che aveva sostenuto nel corso della stessa trasmissione di avere avvertito Berlino che con l’uscita della Grecia dall’euro, la Germania avrebbe liberato “forze oscure”, che come in Frankenstein non sarebbe, poi, forse nemmeno riuscita a controllare. “Anche Varoufakis voleva la Grexit“, replica Schaeuble, il quale sottolinea come questi abbia introdotto l’abitudine di spifferare al di fuori delle sedi istituzionali l’oggetto dei colloqui confidenziali, arrivando persino a divulgarne registrazioni non autorizzate. “E’ un modo del tutto diverso dal mio di interpretare la serietà”, ha concluso. Venerdì scorso, il ministro tedesco ha dato il via libera al piano di aiuti da 85,5 miliardi in 3 anni, dopo che si era battuto quasi fino alla fine per virare verso una soluzione temporanea, un prestito-ponte da 6 miliardi, teso ad evitare il default del 20 agosto, quando Atene dovrà rimborsare alla BCE 3,2 miliardi, oltre agli interessi.   APPROFONDISCI – La Grecia è salva per ora, ma ad Atene ci sarà poco da festeggiare  

Niente aiuti senza FMI, ma perché?

Nei giorni scorsi, da Berlino era arrivata una proposta informale, finalizzata a consentire all’FMI di partecipare al terzo salvataggio, ma senza accondiscendere alla sua richiesta di tagliare il debito della Grecia, rendendolo così sostenibile. La soluzione consisterebbe in una garanzia prestata dalla UE all’istituto, relativamente ai crediti da esso vantati verso Atene. In questo modo, che il debito ellenico sia considerato o meno sostenibile, l’FMI non dovrà temere più per le sue esposizioni e potrebbe erogare i nuovi greci. Ma perché la Germania pretende il coinvolgimento dell’FMI quale condizione preliminare per dare il via libera al salvataggio? L’istituto ha una esperienza quarantennale in fatto di salvataggi e di conseguenza può fornire assistenza tecnica preziosa per la gestione del caso greco. Ma il vero motivo sta nel fatto che, essendo un organismo indipendente e sovranazionale, non sarebbe soggetto alle trattative e ai “ricatti” di Atene sul piano politico verso i governi dell’Eurozona, che con la BCE sono gli altri creditori della Grecia. In pratica, i tedeschi puntano sull’FMI per cercare di spuntare condizioni contrattuali quanto più favorevoli possibili per sé e gli altri creditori europei, anche se paradossalmente ad oggi le aspettative sembrano essere state tradite dal costante richiamo del direttore generale Christine Lagarde a un taglio del debito.   APPROFONDISCI –  La Germania aggira il taglio del debito della Grecia, odore di guai per Tsipras  

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Argomenti: Economie Europa, Grexit, haircut