Grecia, la Commissione UE precisa: l’accordo è solo tecnico. Boom disoccupati a luglio

L'accordo tra la Grecia e i creditori è solo tecnico, spiega la Commissione europea, che chiede adesso un'intesa politica. Intanto ad Atene è record negativo a luglio sull'occupazione. Pesano i controlli sui capitali.

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L'accordo tra la Grecia e i creditori è solo tecnico, spiega la Commissione europea, che chiede adesso un'intesa politica. Intanto ad Atene è record negativo a luglio sull'occupazione. Pesano i controlli sui capitali.

Annika Breidthardt, portavoce della Commissione europea, precisa che l’accordo raggiunto nella mattinata di oggi tra la Grecia e i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) è ancora solo “tecnico”, necessitando solo di approfondimenti su un paio di punti, ma manca ancora un accordo politico. La dichiarazione arriva a commento delle affermazioni dei ministri del governo Tsipras, che in queste ore starebbero facendo passare il messaggio che l’intesa per ottenere gli aiuti del terzo piano di salvataggio sarebbe cosa fatta. Atene ha subito replicato alla precisazione di Bruxelles, confermando che l’intesa di queste ore riguarda il bailout da 85 miliardi in 3 anni. Secondo le stesse fonti dell’esecutivo ellenico, esso sarebbe costituito da 27 pagine, contenenti 35 misure richieste ai greci, tra cui la tassazione della marina mercantile, ad oggi per Costituzione esentata da ogni prelievo, l’abrogazione progressiva delle esenzioni fiscali per le isole, il taglio dei prezzi ai farmaci generici e le liberalizzazioni.   APPROFONDISCI – La Grecia a un passo dalla firma dell’accordo con i creditori sul salvataggio  

Pil Grecia arretra ancora

E’ ancora guerra di cifre sui target fiscali che la Grecia dovrà rispettare quest’anno e in futuro, ma sembra certo che non le sarà chiesto di registrare alcun avanzo primario per l’esercizio in corso, mentre viene rinviato al 2018 l’obiettivo di un surplus del 3,5% del pil. Fino a giugno si discuteva di un avanzo primario immediato del 4,5%, ma evidentemente i tecnici dell’Eurozona hanno ben compreso la portata della gravità della recessione in corso per l’economia ellenica, che renderebbe qualsivoglia target elevato poco credibile e l’accordo carta straccia. Quest’anno, il pil ellenico dovrebbe scivolare tra il 2% e il 4% e forse anche l’anno prossimo potrebbe registrarsi un prosieguo della contrazione. L’economia della Grecia si è già ridotta di un quarto dal 2007, ultimo anno prima dello scoppio della crisi. A confermare la sensazione che l’imposizione dei controlli sui capitali starebbe determinando un grave danno all’economia sono i dati appena diffusi dal Ministero del Lavoro di Atene, secondo cui a luglio si sarebbe registrato il record di posti di lavoro persi, pari a 16.658 unità, il livello più alto degli ultimi 15 anni, rappresentando un’inversione del trend, dopo che nei 5 mesi precedenti, nonostante tutto, i posti di lavoro creati erano risultati superiori a quelli persi.   APPROFONDISCI – Grecia, scettica l’FMI: disaccordo su lavoro e pensioni, accordo lontano  

Lavoro Grecia in calo

Un altro dato negativo riguarda la creazione di posti di lavoro a tempo pieno, appena il 16,1% del totale, mentre per il 36,9% sono stati contratti  part-time.

Nel luglio di un anno fa, i posti di lavoro creati a tempo pieno erano ben il 48,2% del totale. Il dato dello scorso mese è doppiamente allarmante: non solo segnala un’inversione del timido trend positivo dei mesi scorsi, quando la disoccupazione era già al 25,6%, ma cade in un periodo tradizionalmente felice per il mercato del lavoro ellenico, visto che la stagione estiva è trainata dal turismo, che crea occupazione nel settore dei servizi e che fornisce più del 17% del pil al paese.   APPROFONDISCI –  La Germania ha guadagnato 100 miliardi dalla crisi in Grecia, vediamo come  

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