Grecia, la Commissione UE: niente taglio del debito, ma sì alla ristrutturazione

Niente taglio del debito della Grecia, ma la Commissione apre a una ristrutturazione dopo la valutazione delle prime riforme attuate dal governo Tsipras.

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Niente taglio del debito della Grecia, ma la Commissione apre a una ristrutturazione dopo la valutazione delle prime riforme attuate dal governo Tsipras.

Il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, ha confermato in un’intervista al Wall Street Journal che tra i partner dell’Eurozona non ci sarebbe alcuno stato d’animo favorevole al taglio del debito pubblico della Grecia, ma che successivamente alla prima valutazione del programma delle riforme, che sarà effettuata alla fine di novembre, gli stessi discuteranno di una “riprogettazione” del debito, in forma di minori interessi e/o di un allungamento delle scadenze. Al contempo, il commissario ha sottolineato come sia cambiato in meglio il clima, tanto che quest’anno non ci sarebbe stata un’eccessiva concentrazione sulla Grecia al meeting annuale dell’FMI, tenutosi nei giorni  scorsi a Lima, Perù, ha spiegato.   APPROFONDISCI – Grecia al voto e l’Eurozona prepara la ristrutturazione del debito   Dunque, c’è la conferma che non arriverà alcun “haircut”, inteso come il condono parziale del debito, ma saranno allungate quasi certamente le scadenze dai 31-32 anni medie attuali a circa 50 anni, così come potrebbero essere tagliati ulteriormente i tassi dall’1% sui crediti europei (4 volte maggiori su quelli dell’FMI), mentre potrebbe anche essere prolungato il periodo di grazia, ad oggi previsto fino al 2022, oltre il quale scatterebbe il rimborso del debito e il pagamento degli interessi, anche di quelli sugli anni arretrati.   APPROFONDISCI – La Grecia è in depressione, serve un condono del debito da 95 miliardi per NIESR   Un’ipotesi allo studio in Europa sarebbe di limitare al 15% annuo il costo massimo sul servizio del debito, ma l’FMI chiederebbe di non sforare il 10%, così come anche il suo rappresentante dentro la Troika, il danese Poul Tomsen ha ribadito nei giorni scorsi la richiesta di un alleggerimento del debito per potere partecipare al terzo pacchetto di salvataggio da 86 miliardi in 3 anni. Moscovici  si è detto convinto che esistano le condizioni perché l’FMI partecipi al bailout. Venerdì scorso, anche il governatore della BCE, Mario Draghi, chiedendo che il governo di Atene vari subito le riforme, si è speso per una qualche forma di rinegoziazione del debito ellenico, stimato quest’anno oltre il 180% del pil e che dovrebbe salire nei prossimi anni fino al picco di oltre il 200%. Entro il 2022, stando agli accordi del 2012 con la Troika, la Grecia dovrebbe registrare un rapporto tra debito e pil non superiore al 120%, obiettivo ormai non considerato nemmeno realistico dagli stessi creditori. E stamane, i rendimenti dei bond ellenici a 10 anni rendono il 7,94%, -65 punti base rispetto a un mese fa, ma ben l’11,50% in meno del picco di luglio, quando le probabilità di una Grexit imminente erano stimate alte.   APPROFONDISCI – Rendimenti fino al 100% in 2 mesi? Investendo nei bond della Grecia      

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