Grecia, la BCE non aumenta i prestiti alle banche. Ieri prelievi per 300 milioni

La BCE non alza il tetto dei finanziamenti per le banche greche. I prelievi di denaro sono triplicati ieri in Grecia. L'accordo con l'Eurogruppo dovrebbe arrivare a giorni, altrimenti il governo Tsipras dovrà dichiarare default a giugno.

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La BCE non alza il tetto dei finanziamenti per le banche greche. I prelievi di denaro sono triplicati ieri in Grecia. L'accordo con l'Eurogruppo dovrebbe arrivare a giorni, altrimenti il governo Tsipras dovrà dichiarare default a giugno.

La BCE ha comunicato di non avere innalzato il tetto dei fondi ELA, rimasto stabile a 80,2 miliardi di euro. Si tratta della liquidità di emergenza che Francoforte eroga alle banche sistemiche in Grecia, tagliate fuori da 3 mesi e mezzo dalle aste settimanali. La scorsa settimana, il governatore Mario Draghi aveva alzato il tetto di appena 200 milioni, la variazione più bassa da quando è attivo il programma.

Secondo le indiscrezioni, il blocco del monte-prestiti sarebbe dovuto alla mancanza di richieste da parte della Banca di Grecia, in considerazione dei bassi deflussi di depositi registrati negli ultimi giorni nel paese e di un cuscinetto di liquidità di 3 miliardi.

Accelerano prelievi contante

La notizia non convince. Proprio oggi, il quotidiani greco Kathimerini ha pubblicato un articolo, in cui sostiene che i prelievi di denaro dalle banche da parte dei risparmiatori, siano essi con il bancomat o agli sportelli, sarebbero di gran lunga aumentati, arrivando ieri alla cifra di 300 milioni di euro, contro una media quotidiana di 100 milioni. La triplicazione dei prelievi sarebbe avvenuta in coincidenza con le parole pronunciate dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, secondo cui il governo potrebbe imporre una tassa sulle transazioni di denaro contante. Successivamente è arrivata la smentita dello stesso ministro. In ogni caso, anche nei giorni precedenti si sarebbe riscontrata un’accelerazione del ritiro dei risparmi dagli istituti.   APPROFONDISCI – Grecia: ipotesi di scudo fiscale, passo indietro (per ora) sulla tassa sul contante  

Senza accordo, default Grecia vicino

Di conseguenza, la decisione di Draghi e del resto del board potrebbe segnalare l’indisponibilità della BCE di sostenere illimitatamente il sistema bancario ellenico. Un monito al governo Tsipras, che entro la fine di maggio dovrebbe giungere a un accordo con i creditori pubblici, se non vorrà dichiarare il default a giugno. Il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha ricordato poco fa come la scadenza per trovare un’intesa fosse alla fine di aprile, mentre siamo già alla fine di maggio. Pur riconoscendo progressi in diversi punti, ha sostenuto la necessità che il negoziato acceleri.

Crisi umanitaria

E sempre oggi, Kathimerini ha pubblicato uno studio realizzato dai sindacati di Gsee e dall’associazione dei consumatori Eeke, secondo cui il 47% dei lavoratori dipendenti ha dovuto attingere quest’anno ai propri risparmi per sostenere spese quotidiane, mentre il 16% ha dovuto fare ricorso ai prestiti. Ciò sarebbe dovuto al calo del reddito disponibile, che anche nel 2015 ha continuato a riguardare gran parte dei lavoratori dipendenti, esattamente il 53% di loro. La crisi sociale, economica e finanziaria è assai grave. La mancanza di un accordo con l’Eurogruppo, la BCE e l’FMI esacerba la situazione, perché le casse dello stato sono vuote e i mercati sempre più sfiduciati. Il barlume di speranza, che si era intravisto con la ripresa del 2014, sembra essere stato spazzato via.   APPROFONDISCI – Grecia, Syriza divisa sul default e Tsipras non sa più se firmare un accordo  

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