Grecia, Juncker nega un suo piano anti-default e i risparmiatori tremano per il prelievo forzoso

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, smentisce un suo piano contro il default in Grecia, mentre i risparmiatori restano allarmati per un possibile prelievo forzoso di cui si discuterebbe in questi giorni in Europa.

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Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, smentisce un suo piano contro il default in Grecia, mentre i risparmiatori restano allarmati per un possibile prelievo forzoso di cui si discuterebbe in questi giorni in Europa.

C’è ottimismo nel governo Tsipras per il raggiungimento di un accordo tra la Grecia e i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) sull’erogazione degli aiuti, in cambio delle riforme. Secondo il premier, sarebbe questione di giorni. Ma dalla Commissione europea anche ieri si è mostrata abbastanza fredda sull’intesa, segnalando attraverso il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, che il negoziato progredisce, ma a ritmo molto lento e restando forti le distanze in diverse materie-chiave.

Il presidente Jean-Claude Juncker ha dovuto smentire un documento girato tra i quotidiani greci, in base al quale egli avrebbe cercato di sbloccare l’impasse di 110 giorni di trattative infruttuose, proponendo un suo piano personale, che prevedrebbe l’erogazione di 5 miliardi di euro come liquidità di emergenza per evitare che Atene vada in default in estate, in cambio di un target molto realistico sull’avanzo primario per quest’anno, pari allo 0,75% del pil, la metà di quanto finora appare disponibile a raggiungere lo stesso governo greco, contro il 3% voluto dall’Eurogruppo. Al contempo, Juncker ha escluso che un accordo sia alla portata alla fine di questa settimana, mentre ha aperto all’ipotesi che esso possa essere raggiunto tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicina al default, l’Eurogruppo va verso un ultimatum a Tsipras  

Liquidità BCE a rischio per banche Grecia

Domani, la BCE deciderà se continuare ad erogare la liquidità di emergenza alle banche greche tramite i fondi ELA, innalzati a un tetto di 80 miliardi una settimana fa. E’ probabile che il board discuta di aumentare lo sconto con il quale fornire finanziamenti agli  istituti dietro l’esibizione del collaterale di garanzia, ma difficilmente il governatore Mario Draghi annuncerà di restringere l’accesso al credito, temendo un contraccolpo psicologico duro sul sistema bancario ellenico e sui risparmiatori in Grecia. Se Draghi aumenterà ancora una volta il tetto dei fondi, è più che probabile che dentro al board esploderanno durissime polemiche contro il suo operato, specie ad opera della Bundesbank, che in questi giorni ha avvertito la BCE dal continuare a sostenere illimitatamente le banche greche. In realtà, quale che sarà la decisione di Francoforte, i risparmiatori greci avranno poco da restare tranquilli.   APPROFONDISCI – La Bundesbank contro Draghi: basta prestiti alle banche greche, non siamo onnipotenti  

Prelievo forzoso è spauracchio realistico

In  Europa avanza l’ipotesi di applicare anche ad Atene il cosiddetto modello Cipro, quello che 3 anni fa previde per la prima volta il “bail-in”, ovvero il salvataggio delle banche a carico degli azionisti prima, degli obbligazionisti poi e, infine, dei titolari di conti correnti e depositi. La misura, insieme alle restrizioni ai movimenti dei capitali, servirebbe a tenere a galla le banche elleniche e potrebbe fornire al governo la liquidità necessaria per tamponare le casse statali per qualche mese ancora, attraverso un prelievo forzoso, magari imposto sui conti superiori ai 100 mila euro. Anche in previsione di questo scenario, smentito più volte dal governo Tsipras in queste settimane, in aprile sono stati ritirati depositi per 7 miliardi di euro, in accelerazione da marzo. Un quarto dei risparmi depositati presso le banche in Grecia sono stati smobilitati in appena 5 mesi, a conferma del panico tra i correntisti.   APPROFONDISCI – La Grecia teme il fallimento delle banche, esplodono i contanti e i ritiri dei depositi      

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