Grecia, JP Morgan smentisce il governo Tsipras: la fuga dei capitali continua

Secondo JP Morgan, anche dopo l'accordo raggiunto tra il governo Tsipras e l'Eurogruppo per la proroga degli aiuti, i capitali fuggirebbero da Atene e dalle banche sarebbe stato ritirato un altro miliardo di euro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Secondo JP Morgan, anche dopo l'accordo raggiunto tra il governo Tsipras e l'Eurogruppo per la proroga degli aiuti, i capitali fuggirebbero da Atene e dalle banche sarebbe stato ritirato un altro miliardo di euro.

Successivamente al raggiungimento dell’accordo tra la Grecia e l’Eurogruppo per la proroga di 4 mesi degli aiuti ad Atene, due venerdì fa, il ministro dell’Economia greci, Yanis Varoufakis, aveva fatto tirare un sospiro di sollievo, sostenendo che dopo la brusca fuga dei capitali dal paese nelle settimane precedenti, il ritiro dei depositi dalle banche era cessato e che risultavano, anzi, affluiti nuovi 700 milioni di euro. Adesso, a mettere in dubbio le stime del governo Tsipras è intervenuto il colosso bancario americano JP Morgan, che ha reso noto che nella prima settimana successiva all’accordo, l’ultima di febbraio, dalle sue filiali greche risultano defluiti altri 64 milioni di dollari, nettamente inferiori ai 153 milioni della settimana precedente e dei 104 della seconda settimana del mese scorso, poco sopra i 62 milioni della prima settimana, ma si tratta pur sempre di soldi che continuano ad essere ritirati dalle banche, sebbene a un ritmo più lento. JP Morgan ha anche dichiarato di avere stimato che per ogni 100 milioni di denaro investito in fondi esteri, 3 miliardi di risparmi vengono ritirati dalle banche elleniche. Pertanto, a gennaio sarebbero stati ritirati 12 miliardi di euro, a fronte di 562 milioni di euro investito all’estero, mentre a febbraio i ritiri si sarebbero dimezzati a 6 miliardi, applicando le stesse proporzioni ai 292 milioni di euro investiti dai greci all’estero. In particolare, a fronte di 64 milioni di euro di fondi esteri acquistati, durante la scorsa settimana si sarebbe continuato ad assistere a una fuga di capitali per un altro miliardo. Se da un lato sembra confortare il rallentamento della fuga dei capitali dalla Grecia, non si può prendere per positivo in sé il dato del prosieguo di tale deflusso. Facendo qualche calcolo, si scopre così che i depositi presso le banche sarebbero scesi a 140 miliardi di euro, sugli stessi livelli del 2012 e del 2006. L’apice era stato toccato tra il 2009 e il 2010 con 240 miliardi, circa il 95% del pil di allora. Fuga drammatica, ma si tenga conto che nel 2001, prima che la Grecia entrasse nell’euro, i depositi bancari si attestavano intorno ai 110 miliardi di euro. In sostanza, si starebbe sgonfiando il boom degli anni Duemila, ma il sistema bancario ellenico rischia di essere travolto da una potente crisi di liquidità. Se il flusso non cesserà, è ipotizzabile che il governo Tsipras e la Banca di Grecia adotteranno misure temporanee per il controllo dei capitali.  

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Argomenti: banche Grecia, depositi bancari, Economie Europa