Grecia: ipotesi di scudo fiscale, passo indietro (per ora) sulla tassa sul contante

La Grecia vede un accordo con i creditori pubblici vicino. Il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, annuncia uno scudo fiscale per gli evasori e una tassa sui prelievi in contanti, poi smentita. E oggi la BCE decide sul tetto dei fondi ELA alle banche.

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La Grecia vede un accordo con i creditori pubblici vicino. Il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, annuncia uno scudo fiscale per gli evasori e una tassa sui prelievi in contanti, poi smentita. E oggi la BCE decide sul tetto dei fondi ELA alle banche.

Dopo che il segretario al Tesoro USA, Jacob Lew, ha chiamato il premier greco Alexis Tsipras per assicurargli che l’America farà di tutto per sbloccare lo stallo nelle trattative con i creditori pubblici (UE, BCE e FMI), c’è un cauto ottimismo in queste ore in Grecia sulle probabilità di raggiungere un accordo anche minimo entro domenica, in modo che esso possa essere esaminato entro martedì a Bruxelles e che l’Eurogruppo sblocchi gli aiuti entro il 5 giugno, data in cui dovranno essere rimborsati 300 milioni all’FMI.

Ieri, il presidente dell’ESM, Klaus Regling, ha lanciato l’allarme sulle gravi conseguenze che avrebbe anche un solo mancato pagamento, perché il Fondo salva-stati da lui guidato non potrebbe sborsare più nemmeno un euro in favore della Grecia. Regling ha anche sottolineato l’importanza dell’FMI, che con il suo know-how, acquisito in decenni di assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà sarebbe indispensabile, per cui si dovrebbe fare il possibile perché non abbandoni le trattative e smetta di erogare i prestiti.   APPROFONDISCI – Grecia, Syriza divisa sul default e Tsipras non sa più se firmare un accordo  

Verso controllo capitali Grecia?

Nel frattempo, il ministro delle Finanze di Atene, Yanis Varoufakis, ne ha combinata un’altra delle sue. Ieri, ha annunciato una tassa del 15% sui depositi dei greci all’estero non dichiarati al Fisco, una scorta di “scudo” fiscale, che consentirà loro di mettersi in regola con lo stato ellenico. Per i depositi in Grecia sottratti all’amministrazione finanziaria, l’imposta potrebbe essere il doppio. Ma Varoufakis ha aggiunto che avrebbe in mente anche una tassa sui prelievi da bancomat e sui ritiri di denaro contante allo sportello, al fine di incentivare i risparmiatori ad avvalersi dei pagamenti elettronici, che sono tracciabili e che, quindi, non potrebbero sfuggire al Fisco. La sua proposta non avrebbe riscontrato l’adeguato sostegno dentro Syriza e subito dopo è stata smentita dallo stesso ministro.   APPROFONDISCI – Moody’s: controlli sui capitali in Grecia sono molto probabili, alto rischio default a giugno   Un “giallo”, che potrebbe essere spiegato anche come il tentativo del governo Tsipras di evitare che si diffonda il panico tra i clienti delle banche, che già hanno ritirato dalla fine di novembre al 30 aprile scorso oltre un quarto dei depositi detenuti presso gli istituti. Tuttavia, che si sia trattato di una semplice gaffe di Varoufakis è opinabile. Da tempo, la BCE sarebbe favorevole all’adozione di controlli sui capitali, in modo da alleggerire la pressione sulle banche greche, in crisi di liquidità e dipendenti ormai quasi esclusivamente dai fondi ELA erogati da Francoforte.

Pertanto, le parole del ministro sarebbero la conferma che Atene prenderebbe in considerazione restrizioni sui movimenti finanziari per attenuare i deflussi dei capitali.

Nuova liquidità BCE per banche Grecia?

Questo pomeriggio, come ogni settimana, il governatore Mario Draghi si collegherà in teleconferenza con gli altri membri del board per decidere se innalzare il tetto della liquidità erogabile agli istituti sistemici in Grecia. Martedì scorso, la BCE ha alzato il limite di appena 200 milioni, l’aumento più basso da quando, da metà febbraio, l’istituto ha attivato l’ELA. Difficilmente sarà aumentato lo sconto sul collaterale di garanzia, mentre il tetto dei finanziamenti potrebbe semmai essere di poco accresciuto, segnalando il nervosismo della BCE per le trattative lunghe e infruttuose con i creditori. Senza un accordo entro il fine settimana, però, quello di oggi potrebbe realmente essere l’ultimo prestito in arrivo da Francoforte.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi la BCE decide sui fondi ELA. L’ultimatum della Merkel: accordo entro maggio  

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