Grecia, in aprile altri 5,43 miliardi di depositi ritirati dalle banche. Liquidità a rischio?

Ancora in fuga i risparmiatori dalle banche in Grecia. Ritirati in aprile 5,43 miliardi, il doppio di marzo. E a maggio la situazione sarebbe ancora più grave. Vitale è il sostegno della BCE con l'ELA.

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Ancora in fuga i risparmiatori dalle banche in Grecia. Ritirati in aprile 5,43 miliardi, il doppio di marzo. E a maggio la situazione sarebbe ancora più grave. Vitale è il sostegno della BCE con l'ELA.

La BCE ha confermato la sensazione in atto da settimane, ovvero che i prelievi di denaro dai depositi delle banche in Grecia hanno subito un’accelerazione in aprile, ammontando a complessivi 5,43 miliardi di euro, il doppio dei 2,76 miliardi del mese di marzo, quando si era registrata una riduzione delle tensioni finanziarie, dopo l’accordo del 20 febbraio tra il governo Tsipras e i  creditori pubblici (UE, BCE e FMI). In particolare, spiega Francoforte, le famiglie avrebbero aumentato i prelievi di denaro in banca per via dell’alta incertezza politica nel paese, che da 4 mesi cerca un accordo con Bruxelles per ottenere gli aiuti, senza riuscire a trovarlo. E così, considerando che a febbraio erano stati ritirati 7,87 miliardi e a gennaio (mese delle elezioni politiche anticipate) ben 12,72 miliardi, dall’inizio dell’anno alla fine del mese scorso risultano defluiti dalle banche greche 28,78 miliardi di euro. Al  momento, quindi, il monte-depositi dovrebbe essere inferiore ai 130 miliardi di euro, il livello più basso dell’ultimo decennio. Erano 160 i miliardi depositati presso le banche elleniche alla fine del novembre scorso, quando è iniziata la fuga per la crisi politica in corso e che si è consumata a dicembre sull’elezione del nuovo capo dello stato. Nel 2009, le banche in Grecia potevano ancora contare su 240 miliardi di depositi.   APPROFONDISCI – La Grecia teme il fallimento delle banche, esplodono i contanti e i ritiri dei depositi  

Il sostegno vitale della BCE

A questo punto, si capisce meglio perché la BCE abbia sostenuto in questi mesi gli istituti sistemici ellenici con i fondi ELA, elevati sinora fino a 80,2 miliardi di euro, anche se l’altro ieri il governatore Mario Draghi non ha innalzato il tetto, come aveva sempre fatto da 3 mesi e mezzo da questa parte. L’ultima revisione non avrebbe portato a un aumento dei finanziamenti disponibili, spiegano le fonti greche, perché la Banca di Grecia non ne avrebbe fatto richiesta, avendo le 4 grandi banche del paese ancora a disposizione un cuscinetto di 3 miliardi, in grado di allontanare lo spettro di una crisi imminente di liquidità.   APPROFONDISCI – Grecia, la BCE non aumenta i prestiti alle banche. Ieri prelievi per 300 milioni   E secondo l’Associazione bancaria ellenica, le 4 grandi banche sistemiche della Grecia (National Bank, Alpha Bank, Piraeus Bank ed Eurobank) sarebbero in grado di ottenere altri 40 miliardi dalla BCE tramite l’ELA, in base alle garanzie prestabili. Dallo scorso autunno, la BCE applica sul collaterale esibito dalle banche elleniche, ovvero sui titoli di stato emessi dalla Grecia, uno sconto del 25-30%. Stima l’Associazione che quand’anche tale sconto fosse elevato, le banche avrebbero accesso, in ogni caso, a ulteriore liquidità rispetto agli 80 miliardi attuali, seppure inferiore ai 40 miliardi citati. Se questo è vero sulla base dei calcoli, la BCE potrebbe, tuttavia, sospendere sic et simpliciter il programma, nel caso in cui non fosse raggiunto entro giugno alcun accordo con i creditori. In questa direzione andrebbero le richieste di parte del board, l’organismo titolato a decidere con una maggioranza di due terzi. E l’FMI potrebbe non accettare più alcun coinvolgimento nell’erogazione di un nuovo prestito ad Atene, giudicando non sostenibile il suo debito pubblico e non riformista il governo Tsipras.   APPROFONDISCI – Grecia, l’FMI non esclude la Grexit. Al G7 c’è pessimismo su un accordo  

Controlli capitali Grecia sempre più probabili

Indipendentemente da ciò, sembra surreale che una banca vada avanti con l’assottigliamento costante dei suoi depositi.

Il mese scorso, questi sarebbero diminuiti al ritmo di 270 milioni al giorno e a maggio potrebbe essersi registrata un’ulteriore accelerazione, tanto che si sussurra che negli ultimissimi giorni i prelievi ammonterebbero a una media di 300 milioni al giorno, specie dopo che il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, si è lasciato sfuggire imprudentemente (salvo smentire subito dopo) che sarebbero allo studio del governo controlli sui movimenti dei capitali, come la tassazione delle transazioni in contanti. Di questo passo, non possiamo realmente escludere che saranno introdotte limitazioni ai prelievi quotidiani da bancomat o agli sportelli sul modello Cipro di 3 anni fa. Tale ipotesi prenderebbe quota, se tra i risparmiatori si diffondesse la paura per il mancato accordo alla fine di maggio e la BCE non alzasse nemmeno la prossima settimana il tetto dei fondi ELA.   APPROFONDISCI – Moody’s: controlli sui capitali in Grecia sono molto probabili, alto rischio default a giugno  

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