Grecia, il taglio del debito sarà di 200 miliardi per Deutsche Bank

La Grecia non starebbe ricevendo la tranche da 2 miliardi da parte dei creditori europei, arrabbiati per le inadempienze del governo Tsipras. Eppure si discute di cancellare il debito per 200 miliardi.

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La Grecia non starebbe ricevendo la tranche da 2 miliardi da parte dei creditori europei, arrabbiati per le inadempienze del governo Tsipras. Eppure si discute di cancellare il debito  per 200 miliardi.

Il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha riportato l’indiscrezione di un alto funzionario europeo, voluto rimanere anonimo, secondo il quale la Grecia non si vedrà erogare in tempo la prima tranche di aiuti da 2 miliardi, che in teoria è già pronta da giorni, stando alle dichiarazioni della settimana scorsa del commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici. E’ probabile, invece, che tale somma non arriverà ad Atene prima di novembre, perché i creditori pubblici europei sarebbero realmente stanchi delle inadempienze del governo Tsipras, il quale ad oggi avrebbe soddisfatto solamente 14 delle 48 misure richieste.

Tensioni con creditori Grecia, nulla di serio

E’ il solito film tragicomico di questi anni, nulla di serio. La Commissione e i partner europei minacceranno la Grecia di non erogarle la tranche, questa finalmente si deciderà a varare formalmente le altre misure sollecitate e alla fine il denaro fluirà come sempre nelle casse di Atene. Fa un po’ impressione, invece, che la stampa tedesca abbia ridato nuovamente risalto a tensioni apparentemente passate in secondo o terzo piano, dopo l’apice toccato nel luglio scorso. Di tutt’altro tenore è la notizia riportata dal  tabloid Bild, che citando l’esito di uno studio di Deutsche Bank, scrive che entro la fine dell’anno, i creditori europei dovrebbero decidere una volta per tutte se condonare o meno parte del debito pubblico ellenico, pari a 340 miliardi di euro, ovvero avviatosi al 200% del pil, oltre il triplo dei livelli massimi consentiti dai trattati europei (60%) e anche di gran lunga superiore al target del 120% fissato nel 2012 e da centrare entro il 2022.  

Taglio debito Grecia inevitabile per DB

Secondo gli analisti della banca tedesca, l’“haircut” sarebbe inevitabile e sarà frutto di una decisione politica. Il debito che dovrebbe essere cancellato alla Grecia ammonterebbe a 200 miliardi di euro, pari a 700 euro per ogni abitante dell’Eurozona. La notizia sembrerebbe in netto contrasto con tutte le dichiarazioni ufficiali di questi mesi. Non solo la Germania resta fortemente contraria alla cancellazione del debito ellenico, ma anche la Francia ha ribadito con il presidente François Hollande, in visita ad Atene la settimana scorsa, di essere favorevole a una ristrutturazione, “fermo restando che la Grecia dovrà mantenere fede agli impegni”.

Schiaffo a Portogallo e Lisbona

Se davvero si arrivasse alla cancellazione di 200 miliardi di euro, il debito scenderebbe a 140 miliardi, ovvero a meno dell’80% del pil. Sarebbe certamente molto più gestibile, ma darebbe adito alle forze politiche contrarie all’austerità nel resto del Sud Europa di rivendicare simili condizioni anche per i loro paesi. L’“haircut” suonerebbe come uno schiaffo per Portogallo e Irlanda, in particolare, che hanno affrontato con maggiore efficacia la crisi del debito sovrano, varando e attuando riforme anche impopolari e  pagando per ciò un prezzo politico. Proprio in questi giorni a Lisbona potrebbe essere formato un governo anti-austerity e anti-euro, composto da partiti di estrema sinistra. Se il governo Tsipras la spuntasse su un tema così importante e senza nemmeno essersi credibilmente vincolato ad attuare tutte le riforme promesse (come dimostrano le tensioni di questi giorni), sarebbe il via libera alla nuova ondata di rivendicazioni populiste in Europa.  

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