Grecia, i bond non hanno più mercato: contrattazioni crollate quasi del 100%, perché?

In Grecia i bond non li compra e non li vende quasi nessuno. Il mercato è in attesa di conoscere l'esito del tormentato negoziato tra il governo Tsipras e i creditori.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
In Grecia i bond non li compra e non li vende quasi nessuno. Il mercato è in attesa di conoscere l'esito del tormentato negoziato tra il governo Tsipras e i creditori.

I bond governativi emessi dalla Grecia sono diventati un investimento di tipo binario: o i loro prezzi schizzeranno, se il governo Tsipras raggiungerà un accordo con i creditori pubblici, oppure crolleranno del tutto, nel caso in cui ciò non accadrà. Il mercato si muove lungo queste due direttrici parallele. Non esistono sfumature: o è nero o è bianco, anche perché vie di mezzo non ce ne sono; o Atene si salva definitivamente, evita il default e l’uscita dall’euro, o cade nel baratro. Per questo, è indicativo il prezzo del bond con scadenza luglio 2017. Fino a settembre, viaggiava intorno alla parità; dopo è arrivata la crisi politica e sono state indette le elezioni anticipate, che tutti sapevano che sarebbero state vinte da Syriza. Il prezzo è sceso a 87 a gennaio, scivolando fino a 60 in aprile per rimbalzare attualmente a 77. In appena 6 mesi, quindi, il crollo è stato di circa un quarto, dell’11,5% dall’inizio dell’anno, ma il recupero in poche sedute è stato del 28%.   APPROFONDISCI – Grecia, rendimenti bond a 2 anni quasi al 30%. Spread BTp-Bund oltre 140 bp  

Mercato bond quasi scomparso

L’ampia volatilità di questi bond è dettata, tuttavia, non solo dai ribaltamenti continui di scenario – passando dall’attesa di un default imminente a una schiarita sul piano delle trattative – bensì pure dalla scarsa quantità dei titoli negoziati sul mercato secondario. Si pensi che in aprile sono stati scambiati bond pubblici ellenici per un controvalore di appena 2,24 milioni di euro, quando la media mensile nel 2014 è stata di 866 milioni. In pratica, bastano volumi scarsissimi per spostare il prezzo e i rendimenti nell’una o nell’altra direzione. Questo dato, che ci riporta ai livelli precedenti all’“haircut” di 3 anni fa, ci suggerisce che ha poco senso anche solo guardare alle variazioni quotidiane dei rendimenti in Grecia, riguardando appena lo 0,00003% dell’intero debito quotato sul mercato. In sostanza, gli scambi sono ridotti all’osso, sono pressoché occasionali e non rispecchiano contrattazioni significative.   APPROFONDISCI – Grecia, bond decennale al 13%, ma non sarà default  

Banche Grecia in attesa

Le banche stanno trovando serie difficoltà a prezzare questi bond al di fuori dei mercati regolamentati (over the counter), che al momento è diventata la via di negoziazione privilegiata per i titoli di Atene. Sono 18 gli istituti considerati dal dicembre scorso “specialisti” per le aste dei bond ellenici, ma solo 4 si sono presentati negli ultimi mesi per l’acquisto in fase di collocamento, ovvero le sole grandi banche greche. Il crollo delle negoziazioni riflette proprio quanto abbiamo detto sopra: non solo quasi nessuno vorrebbe lanciarsi nell’azzardo di acquistare i titoli di stato emessi dalla Grecia, ma non esiste nemmeno un’offerta apprezzabile, perché le banche greche, che hanno in mano la quasi totalità dei bond in mano ai privati, temono che la loro vendita possa essere controproducente, in quanto sbarazzandosi oggi di questi titoli, dovrebbero registrare anche forti minusvalenze a bilancio e allo stesso tempo perderebbero opportunità preziose di guadagno, nel caso in cui si trovasse un accordo, il default fosse evitato e, quindi, i prezzi dei bond schizzassero. Dunque, la quasi scomparsa del mercato dei titoli di stato ellenici è conseguenza dell’attesa degli investitori. Comunque andranno le cose, è probabile che nelle prossime settimane le contrattazioni s’impenneranno, perché in tanti vorranno, a quel punto, acquistare o vendere. Se le cose  andranno bene, è probabile che chi li possiede già, vorrà sbarazzarsene alla prima occasione utile; chi non li ha, li acquisterà solo  per rivenderli a un prezzo presumibilmente più alto. Se le cose andranno di male in peggio, tutti inizialmente vorranno vendere e qualcuno acquisterà, una volta che i prezzi avranno toccato livelli infimi, nella speranza magari che il default risparmi stavolta i titoli in mano ai creditori privati, già toccati 3 anni fa e che rappresentano appena il 20% dell’intero debito pubblico della Grecia.   APPROFONDISCI – Grecia, accordo a maggio per Tsipras. Ma Stiglitz: la Grexit è molto probabile    

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Argomenti: banche Grecia, bond Grecia, Default Grecia, Economie Europa, haircut