Grecia, i bond continuano a fare paura. Il rischio default non è cessato

Il rischio default in Grecia resta elevato, come dimostrano i rendimenti dei bond, nonostante la discesa rispetto ai picchi di febbraio. Già a marzo potrebbe scattare una crisi di liquidità per le casse statali di Atene.

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Il rischio default in Grecia resta elevato, come dimostrano i rendimenti dei bond, nonostante la discesa rispetto ai picchi di febbraio. Già a marzo potrebbe scattare una crisi di liquidità per le casse statali di Atene.

Chi immaginava un rientro delle tensioni sui mercati finanziari dopo il raggiungimento di un accordo all’Eurogruppo per prorogare di 4 mesi gli aiuti alla Grecia è rimasto deluso. I rendimenti dei bond ellenici restano altissimi, sebbene non siano più aumentati dopo l’intesa di 10 giorni fa. In effetti, è come se si fosse arrestata solo la corsa verso il precipizio, ma di grandi passi in avanti sul mercato ad Atene non se ne sono visti. Ieri, i bond hanno continuato a scendere per la quarta seduta consecutiva. I rendimenti a 10 anni si attestano ora al 9,56%, in crescita nelle ultime 4 giornate di ben 94 punti base, mentre i titoli triennali sono al 14,69%, il 5% in più dei decennali, sintomo di una pericolosa inversione della curva dei rendimenti, che segnala l’attesa degli investitori per un probabile default. Persino i T-bills, i titoli a breve termine e senza cedola mostrano rendimenti elevati: quelli a 6 mesi sono stati collocati dal Tesoro di Atene un mese fa al 2,75%, il doppio di quanto noi in Italia abbiamo emesso gli ultimi BTp a 10 anni.   APPROFONDISCI – Grecia, terzo salvataggio da 30-50 miliardi? Tsipras “frustrato” attacca Spagna e Portogallo  

Default Grecia realistico?

E’ come se il mercato non avesse avvertito il rientro del rischio default che il paese corre. Le frequenti esternazioni del ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, al limite delle provocazioni, nonché le invettive del premier Alexis Tsipras contro i partner europei avrebbero creato la sensazione che le distanze tra Atene e Bruxelles non siano affatto rientrate con l’accordo e che, anzi, potrebbero acuirsi nelle prossime settimane, quando il governo greco dovrà passare dalle parole ai fatti, in merito agli impegni assunti in sede europea. Varoufakis non ha mai messo in dubbio la permanenza della Grecia nell’Eurozona, così come Syriza, arrivando a dichiarare che se Atene tornasse alla dracma, “in Grecia si vedrebbe il neolitico”. Ma la crisi di liquidità che potrebbe scattare già in questo mese di marzo è più che un’ipotesi. In tutto, il paese dovrà affrontare pagamenti per 7,27 miliardi, di cui 4,3 relativi a titoli del debito in scadenza, dei quali 1,6 miliardi riguardanti un prestito dell’FMI.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis insiste e provoca: serve un taglio del debito “intelligente”   Nonostante le dichiarazioni di Varoufakis oscillino tra l’allarmismo (“serve un rinvio del pagamento all’FMI”) alle rassicurazioni (“non ci saranno problemi nell’onorare la scadenza con l’FMI”), la situazione sarebbe così critica che, in assenza dell’erogazione della prima tranche di aiuti già in queste settimane, il governo sarebbe disposto a farsi prestare denaro dall’ente di previdenza, restituendolo successivamente. In alternativa, potrebbe ottenere il via libera dalla BCE per aumentare le emissioni di T-bills, avendo già raggiunto il limite concordato dei 15 miliardi. Ma da Francoforte non arriverebbero segnali distensivi. Dunque, il mercato resta ottimista e la festa per l’intesa tra Atene ed Eurogruppo è durata giusto il tempo di rendersi conto che i problemi della Grecia, anziché risolversi, tenderebbero a peggiorare. Con un debito già al 176% del pil, i conti pubblici starebbero peggiorando e a gennaio si è registrato un calo delle entrate per un miliardo di euro, mezzo punto di pil. Da qui, la previsione di difficoltà più gravi delle attese per il governo Tsipras, che entro le prossime 6 settimane dovrà mostrare alla Troika (UE, BCE e FMI) i dettagli della lista vaga presentata all’Eurogruppo e di cui Varoufakis va “orgoglioso”.   APPROFONDISCI – Grecia, JP Morgan smentisce il governo Tsipras: la fuga dei capitali continua  

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