Grecia, Tsipras ha giurato e ora lo attendono le riforme

Giura il nuovo governo Tsipras. Lo attendono le riforme invocate dai creditori e molte delle quali saranno impopolari.

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Giura il nuovo governo Tsipras. Lo attendono le riforme invocate dai creditori e molte delle quali saranno impopolari.

Il nuovo governo, guidato dal premier Alexis Tsipras, ha giurato poco fa nelle mani del capo dello stato, dopo essere stato nominato ieri sera. La Grecia ha così il suo nuovo esecutivo ad appena 3 giorni dalle elezioni di domenica, che hanno esitato la riconferma di Syriza quale primo partito del paese e che continuerà a governare con la destra anti-austerità di Greci Indipendenti, che con i suoi 10 seggi è indispensabile per garantire la maggioranza assoluta in Parlamento. Tsipras potrà contare su 155 deputati su 300, non una maggioranza ampia, meno dei 162 della precedente, ma venuta meno in estate, tuttavia,  più compatta, perché Syriza è stata depurata dell’ala più radicale, che poche settimane fa è fuoriuscita dal partito, formando Unità Popolare, guidata dall’ ex ministro dell’Energia, Panagiotis Lafazanis, contrario all’accordo per il terzo salvataggio del paese, pari a 86 miliardi di euro in 3 anni.   APPROFONDISCI – https://www.

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Chi è il ministro Tsakalotos

Il ministro delle Finanze resta Euclid Tsakalotos, che appena 2 mesi e mezzo fa sostituiva il discusso Yanis Varoufakis, dimessosi all’indomani della vittoria al referendum del 5 luglio, quando i greci respinsero l’accordo proposto dai creditori europei, paradossalmente cacciando il proprio governo nell’angolo, costringendolo ad accettare una settimana dopo un bailout dalle condizioni peggiori di quelle bocciate. Tsakalotos è visto positivamente dalla Troika (UE, BCE e FMI), se non altro, perché ha preso il posto di Varoufakis, inviso a tutti i partner europei, come confermano le polemiche su Facebook delle scorse ore tra l’ex ministro e il premier italiano Matteo Renzi. Il suo successore ha firmato il difficile accordo, dopo che per quasi 6 mesi Atene non era stata in grado di raggiungere alcuna intesa con Bruxelles, arrivando a saltare il pagamento di 2 rate dell’FMI. Tuttavia, Tsakalotos fa parte del cosiddetto “Gruppo dei 53”, che all’inizio del luglio scorso criticò con una lettera firmata il premier Tsipras, considerato cedevole nei confronti dei creditori. In sostanza, l’attuale ministro delle Finanze rischia di essere il nuovo Varoufakis o il nuovo Lafazanis. In realtà, la stampa ellenica ci tiene a precisare che così non sarebbe. Il Gruppo dei 53 non sarebbe l’ala sinistra del partito, ma l’essenza stessa di Syriza, prona ai compromessi, non apparentemente tentata dal fare opposizione al suo stesso governo.   APPROFONDISCI – https://www.

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Ristrutturazione debito Grecia dopo le prime riforme

I veri nodi per Tsipras arriveranno, però, dalle misure concrete che dovrà approvare in fretta, se vorrà ottenere la prossima tranche di aiuti da 15 miliardi tra 2 mesi, oltre che la ristrutturazione del debito pubblico, successivamente alla valutazione dei creditori delle riforme implementate sino ad ottobre. Tra queste, c’è la soppressione dei benefici fiscali degli agricoltori, che già hanno protestato con blocchi stradali sui trattori. Bruxelles chiede che sia eliminata la possibilità loro concessa sinora di detrarre le accise dalle imposte, che l’aliquota sui redditi più bassa sia innalzata ai livelli degli altri contribuenti e che paghino maggiori contributi previdenziali. Un mix impopolare di misure, che rischia di crea malumori tra la stessa base di Syriza. Più in generale, si dovrà passare da un deficit primario atteso per quest’anno allo 0,25% del pil a un avanzo primario del 3,5% entro il 2019. Si tratta, quindi, di recuperare con tagli alla spesa pubblica e aumenti delle entrate quasi 4 punti di pil, ovvero circa 7,5 miliardi, ai valori attuali. In un’economia attesa in recessione fino all’anno prossimo non sarà facile raggiungere di esercizio in esercizio i target fiscali, anche se la sola riforma delle pensioni dovrebbe ridurre fortemente la spesa previdenziale e, se applicata, potrebbe dare una mano d’aiuto determinante.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/grecia-al-voto-e-leurozona-prepara-la-ristrutturazione-del-debito/  

Governo stabile?

Nelle intenzioni del premier, questa volta dovrebbe governare per tutti e 4 anni. Le condizioni politiche ci sarebbero tutte. Dopo 3 consultazioni in pochi mesi, referendum incluso, è improbabile che nel futuro prossimo i greci siano ancora una volta chiamati alle urne, perché l’astensionismo record di domenica (44%) ha segnalato la stanchezza degli elettori.

Inoltre, nessun partito avrebbe voglia di tornare al voto a breve, perché difficilmente ci saranno capovolgimenti nei consensi da qui ai prossimi mesi. Infine, Syriza sembra rassicurarsi del fatto di non avere realmente alcuna concorrenza a sinistra. Il Pasok è morto, i comunisti del KKE sono impresentabili, Unità Popolare ha fallito alla sua prima prova. Non impensieriscono nemmeno i centristi di To Potami, relegati a percentuali inconsistenti. Dunque, quella che ad oggi è la sinistra radicale in Grecia potrebbe ambire a governare il paese in una prospettiva non di breve termine ed emergenziale, sostituendosi nei fatti ai socialisti. Non è facile, restando impregnata di una cultura marxista e anti-capitalistica. Tuttavia, l’assenza di alternative la costringerà a ricercare e ad accettare compromessi con i creditori.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/attualita/le-elezioni-in-grecia-spengono-il-sogno-di-bruxelles-di-una-grande-coalizione/  

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