Grecia-Gazprom, la ritorsione UE: indagine sui russi per abuso di posizione dominante

La UE apre un'indagine su Gazprom per abuso di posizione dominante nei giorni in cui la Russia tratta con la Grecia sul passaggio del gasdotto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La UE apre un'indagine su Gazprom per abuso di posizione dominante nei giorni in cui la Russia tratta con la Grecia sul passaggio del gasdotto.

Il commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha annunciato l’apertura formale di un’indagine da parte della Commissione europea sul colosso energetico russo Gazprom per abuso di posizione dominante. In una lettera, il commissario elenca le ragioni alla base della sua decisione. Secondo Bruxelles, la compagnia del gas con sede in Russia porterebbe avanti pratiche commerciali in contrasto con la normativa UE nei paesi orientali, frammentando i mercati e adottando una politica di discriminazione dei prezzi, al fine di tenerli alti.

Le accuse contro la compagnia russa

In questa direzione andrebbero, ad esempio, il divieto imposto ai grossisti di rivendere il gas ai clienti e di esportarlo all’estero o quello di venderlo in alcuni territori. Quest’ultimo aspetto avrebbe come conseguenza la lievitazione dei prezzi in alcune zone dell’Europa dell’Est. Allo stesso tempo, si legge, Gazprom subordinerebbe le forniture agli acquirenti di Polonia e Bulgaria agli investimenti  in un proprio gasdotto, in modo da rafforzare la sua presenza in questi territori. Negli 8 mercati sotto la lente d’ingrandimento dei commissari europei (Bulgaria, Estonia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e Slovacchia), Gazprom possiede una quota di mercato dal 50% finanche al 100%, per cui tali pratiche sarebbero da considerare un abuso di posizione dominante. La Vestager ha fatto presente che la compagnia russa ha tempo 12 settimane per presentare le sue osservazioni e che nessuna decisione sarà presa da Bruxelles prima di avere ascoltato le ragioni dell’indagato, ma ha chiarito allo stesso tempo di ritenere che Gazprom violi le attuali normative della UE, ricordando come tutti i soggetti, siano essi europei o di altre nazionalità, siano tenuti a rispettarne le regole. Gazprom ha prontamente replicato alla pubblicazione della lettera contenente la contestazione delle trasgressioni, smentendo di avere infranto le normative europee e definendo “infondate” le accuse della Commissione.   APPROFONDISCI – Bond Gazprom: crollano gli utili, rendimenti in rialzo  

Accordo Grecia-Gazprom più lontano?

Per quanto non si tratti della prima volta che Bruxelles apre una procedura informale contro il colosso energetico russo (era già accaduto il 31 gennaio 2012), non sfuggirà ai più che la tempistica di questa nuova indagine cade nel bel mezzo delle trattative in corso tra la Grecia e Mosca per il passaggio del gasdotto, che dalla Russia porterebbe il gas fino all’Ungheria, passando per le acque greche e turche, attraversando la Serbia e il Nord Italia, bypassando così la Bulgaria e ottenendo uno sbocco alternativo all’Ucraina. In cambio del passaggio, la Grecia otterrebbe in anticipo 5 miliardi di dollari da parte di Gazprom, i cui vertici ieri si sono incontrati con il ministro dell’Energia di Atene, Panagiotis Lazafanis, ma contrariamente alle attese non hanno ancora siglato formalmente alcun accordo. Secondo le indiscrezioni, proprio l’arrivo dell’indagine a carico della compagnia (nell’aria da giorni) avrebbe indotto i suoi dirigenti e il Cremlino a rinviare la firma, perché Mosca vuole prima verificare come finirà la faccenda. Il caso rappresenta un duro colpo alle speranze del governo Tsipras di incassare subito l’assegno dei russi, grazie al quale potrebbe negoziare con un maggiore peso contrattuale con i creditori europei, forte del venir meno dell’assillo della necessità di aiuti immediati. Per Bruxelles, quello appena inviato sarebbe un avvertimento al presidente Vladimir Putin di tenersi alla larga della questione greca.   APPROFONDISCI – La Grecia guarda alla Russia. E Renzi si schiera con la BCE: brutto segnale per Tsipras  

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Argomenti: Economia Europa