Grecia, finito il colloquio Varoufakis-Schaeuble. La Francia: nessun condono del debito

Finito il colloquio tra il ministro delle Finanze tedesco e quello greco. Le parti restano distanti, mentre la Francia chiude a un condono del debito e la Commissione europea si mostra irritata e scettica sul governo Tsipras.

di , pubblicato il
Finito il colloquio tra il ministro delle Finanze tedesco  e quello greco. Le parti restano distanti, mentre la Francia chiude a un condono del debito e la Commissione europea si mostra irritata e scettica sul governo Tsipras.

E’ finito nel primissimo pomeriggio l’incontro tra il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, e quello greco, Yanis Varoufakis, tenutosi a Berlino e con al centro della discussione sempre i problemi della Grecia, alla ricerca di un accordo con i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) sulle riforme in cambio di aiuti. L’incontro è andato bene, stando a quanto dichiarato da Varoufakis, è stato costruttivo e amichevole, ha aggiunto. Da parte del governo tedesco si è rimarcato il differente approccio su una soluzione per Atene, pur confermando il tono colloquiale tra le parti, così come che il colloquio non era finalizzato al ritrovamento di un’intesa, tanto da non essere stato nemmeno seguito da una conferenza stampa dei due ministri. Nel frattempo, il collega francese Michel Sapin ribadiva la contrarietà della Francia a un condono del debito greco, che sarebbe incomprensibile, ha affermato. Per Sapin, la Grecia non è esposta verso i mercati finanziari, bensì verso i contribuenti degli altri paesi europei e, quindi, non potrà pretendere che questi  paghino gli stipendi e le pensioni ai suoi dipendenti pubblici e pensionati. Resta confermata per il ministro francese la scadenza del 30 giugno, entro cui o si trova un accordo o la Grecia rischia l’uscita dall’euro, che non sarebbe un disastro per il resto dell’Eurozona, spiega, ma per Atene sì, “il peggiore possibile”.   APPROFONDISCI – La Grecia rinvia il pagamento all’FMI, l’Eurozona scettica su un accordo entro giugno  

Juncker irritato e scettico con Tsipras

Intanto, anche da parte del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, arrivano segnali negativi su un’intesa con i greci. A una domanda rivoltagli dai giornalisti al margine del G7 in Germania, egli ha negato di avere avuto un colloquio telefonico con il premier Alexis Tsipras, mentre ha preferito non rispondere se si senta o meno sfiduciato.

Juncker si è risentito per il discorso tenuto dal premier greco in Parlamento, lo scorso venerdì, nel quale ha attaccato Bruxelles, sostenendo che gli avrebbe imposto un ultimatum e dai contenuti inaccettabili. Secondo un funzionario del G7, il presidente avrebbe rifiutato una chiamata di Tsipras nel weekend, negandogli l’opportunità di un ennesimo incontro a Bruxelles, sostenendo che dopo il discorso di 3 giorni fa, ci sarebbe ormai poco da discutere, tranne che il premier greco non cambi del tutto registro.   APPROFONDISCI – La Grecia verso una crisi politica, parte di Syriza chiede le elezioni anticipate  

Default Grecia si avvicina senza accordo a fine mese

Ricordiamo che alla fine del mese, la Grecia dovrà pagare all’FMI le 4 rate del mese e unificate in un unico versamento per complessivi 1,6 miliardi. Senza la liquidità derivante dagli aiuti europei, potrebbe non essere in grado di onorare la scadenza. Quand’anche lo facesse, difficilmente riuscirebbe a superare il mese di luglio e di agosto, quando deve pagare alla sola BCE 6,7 miliardi di euro. Dunque, se l’Eurozona ha deciso sul serio di accettare anche il rischio di un default ellenico, siamo quasi al giro di boa. O si trova un’intesa entro le prossime 3 settimane o Atene vivrà un’estate di passione. In settimana, tra domani e mercoledì, la BCE sarà chiamata a decidere se aumentare o meno il tetto dei fondi ELA, la liquidità di emergenza per le banche greche, innalzato di 500 miliardi la settimana scorsa, quale volontà del governatore Mario Draghi di assecondare ancora una volta il negoziato. Ma se fino al mercoledì scorso si registrava un clima di ottimismo sulle trattative, l’aria è repentinamente mutata da giovedì, giorno dal quale le dichiarazioni di tutti i leader europei sono state improntate all’irritazione verso il governo Tsipras e al pessimismo. Per questo, domani Francoforte potrebbe decidere di mantenere invariato il tetto dei finanziamenti, mettendo pressione alle banche greche e, di conseguenza, al governo.   APPROFONDISCI – Martin Schulz: la Grecia mi ha stancato, se esce dall’euro sarà cacciata anche dalla UE

Argomenti: , ,