Grecia, Eurogruppo: l’accordo non vien di notte. E adesso?

Nessun accordo Fmi-Ue sullo sblocco degli aiuti in favore della Grecia. Delusione minimizzata dai protagonisti con le trattative che ripartiranno lunedì

di Carlo Robino, pubblicato il
Nessun accordo Fmi-Ue sullo sblocco degli aiuti in favore della Grecia. Delusione minimizzata dai protagonisti con le trattative che ripartiranno lunedì

Nessun accordo fra i ministri dell’Eurozona e Fmi per lo sblocco degli aiuti internazionali alla Grecia. Dopo che ieri a Bruxelles le trattative sono durate ore  (12 ore di riunione fiume terminata alle 4 e mezzo del mattino), le parti sono rimaste lontane sulle loro posizioni. Nessun problema per quanto riguarda il versamento alla Grecia di tre ‘tranche’ del prestito internazionale per chiudere il ‘conto’ del 2012 (44 miliardi in totale),  parti distanti, invece, per quanto riguarda la sostenibilità del debito ellenico. Il Fmi chiede alla Grecia di raggiungere nel 2020 un rapporto debito/pil pari al 120%, obiettivo che al momento pare però utopistico dal momento che nel nel 2013 l’indicatore sfiorera’ il 190%. L’istituto di Christine Lagarde  ritiene quindi inevitabile che i governi dell’Eurozona si facciano carico dell’alleggerimento del debito pubblico greco, ricevendo però il secco rifiuto dei Paesi “rigoristi” con in testa la Germania. La proposta dei ministri delle finanze europee punta invece alla proroga al 2022 del termine di raggiungimento del target , concedendo quindi due anni in più ad Atene. Concessione che però costa  32 mld e sul quale non si trova un intesa sul finanziamento. Lo stallo viene minimizzato sia dal Fmi che dalla Ue che parlano invece di passi compiuti in avanti nella giornata di ieri, ma intanto i mercati guardano con preoccupazione e si attende la loro reazione. A questo punto le trattative ripartiranno lunedì. E’ inutile dire che da parte degli investitori c’è una forte sfiducia nei confronti delle istituzioni europee per la loro incapacità a trovare una soluzione a questa matassa che da oltre due mesi sembra essere ad un passo dalla risoluzione, salvo poi ingrovigliarsi ancora di più. Le stesse dichiarazioni del presidente dell’Eurogruppo Junker, lo stesso che ieri prima di entrare al vertice aveva sbandierato ai quattro venti la sua fiducia per un accordo, sembrano essere oramai pura retorica. Juncker ha infatti affermato che “Non è stato possibile trovare un accordo oggi ma ci riproviamo lunedi”. Parole che sembrano lasciare intendere una certa distanza di posizioni tra le parti che invece è stata esplicitamente negata dalla Francia per la quale «La zona euro è a un soffio dall’accordo per gli aiuti alla Grecia e sarebbe minacciata se non trovasse tale accordo”. Ma se le parole di Junker lasciano aperto il campo ad ogni genere di dubbio, la lingua di Parigi è completamente inascoltabile. La Francia, infatti, parla con la voce della paura.

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Argomenti: Economie Europa