Grecia, Eurogruppo: Germania e Slovacchia accennano all’uscita dall’euro

La Grexit non è più formalmente esclusa a Bruxelles. In tal senso vanno le dichiarazioni dei ministri finanziari di Germania e Slovacchia, prima di partecipare all'Eurogruppo in corso. Scettico anche il presidente Jeroen Dijsselbloem.

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La Grexit non è più formalmente esclusa a Bruxelles. In tal senso vanno le dichiarazioni dei ministri finanziari di Germania e Slovacchia, prima di partecipare all'Eurogruppo in corso. Scettico anche il presidente Jeroen Dijsselbloem.

Entrando per presiedere l’Eurogruppo sulla Grecia, l’olandese Jeroen Dijsselbloem ha parlato di colloqui “difficili”, perché c’è l’assoluta necessità che essi siano “credibili” per il futuro della Grecia e l’Eurozona. E poco prima di partecipare alla riunione straordinaria ha parlato anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, secondo cui senza un programma, la Grecia non potrà essere aiutata “dentro l’Eurozona”. Negli stessi minuti, le agenzie riportano le dichiarazioni di un altro ministro, quello della Slovacchia, Peter Kazimir, che ha risposto di non potere escludere la rottura dell’Eurozona con l’uscita della Grecia dall’unione monetaria a un giornalista che gli chiedeva un’opinione sul punto. Più caute le parole del nostro Pier Carlo Padoan, che pur ribadendo l’atteggiamento “costruttivo” dell’Italia, ha ammesso che una soluzione dipenderà dalle proposte della Grecia, che in queste ore viene rappresentata per la prima volta dal neo-ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, succeduto ieri al dimissionario Yanis Varoufakis.   APPROFONDISCI – Il rischio Grexit azzera il peso del governo Renzi, escluso dalle trattative sulla Grecia   Alle 18 si riuniranno i capi di stato e di governo dell’Eurozona a Bruxelles per un vertice straordinario. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato in mattinata che farà di tutto per riaprire il negoziato, avvertendo allo stesso tempo che non sarà una questione di qualche ora e che un accordo non potrebbe trovarsi stanotte. Le dichiarazioni dei protagonisti del vertice in corso tra i ministri finanziari dell’Eurozona hanno fatto salire lo spread BTp-Bund a 165 punti base, anche se i rendimenti a 10 anni dei nostri titoli di stato restano al momento stabili al 2,31%, dato che l’ampliamento del divario è dovuto al calo dei rendimenti sovrani tedeschi, un fenomeno che si spiega con la corsa agli acquisti di Bund da parte degli investitori, i quali intendono così proteggersi dagli scenari più avversi e che si farebbero sempre più concreti. I titoli di stato tedeschi sono considerati, infatti, sul mercato beni-rifugio. Il clima sembra essere peggiorato con l’avvicinarsi dei 2 appuntamenti politici della giornata. Nella mattinata di oggi sembravano prevalere i toni distensivi, per quanto nessuno abbia nascosto le difficoltà. Il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, aveva parlato di “errore storico collettivo”, se la Grecia uscirà dall’euro. Poco prima dell’inizio dell’Eurogruppo, il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, vicino ai socialdemocratici, aveva riportato che il piano che oggi  dovrebbe presentare Tsakalotos a Bruxelles sarebbe non dissimile da quello di Vraoufakis, di fatto spegnendo l’ottimismo sulle probabilità di un avvicinamento tra le posizioni delle parti.   APPROFONDISCI –  Grecia, si stringe il cappio attorno alle banche. Poche ore e sapremo se sarà Grexit    

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