Grecia, Eurogruppo ad alta tensione. Creditori e USA a Tsipras: ora basta perdere tempo

Alta tensione all'Eurogruppo sulla Grecia, dove i creditori europei chiedono al governo Tsipras di smetterla di perdere tempo e presentare riforme dettagliate. E anche gli USA sembrano voltare la faccia alla Grecia.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Alta tensione all'Eurogruppo sulla Grecia, dove i creditori europei chiedono al governo Tsipras di smetterla di perdere tempo e presentare riforme dettagliate. E anche gli USA sembrano voltare la faccia alla Grecia.

L’Eurogruppo è disponibile a sostenere la Grecia con nuovi aiuti, se verranno compiuti progressi nella realizzazione delle riforme. Lo ha dichiarato il presidente del consesso, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, il quale ha lamentato lo scarso lavoro compiuto dal governo Tsipras dal precedente vertice ad oggi. Dijsselbloem ha dichiarato che adesso il fattore tempo è importante e che andrà rilanciato il negoziato sui dettagli delle riforme il più presto possibile. Ed entrando al vertice in corso questo pomeriggio a Bruxelles, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha chiesto alla Grecia di astenersi da azioni unilaterali non concordate con la Troika, mentre si respira un’aria di profondo scetticismo sull’esito di oggi, che quasi certamente deciderà di non erogare a marzo la prima tranche di aiuti ad Atene dei 7,2 miliardi previsti il 20 febbraio scorso entro il 30 giugno.   APPROFONDISCI – La Grecia minaccia la Germania: senza aiuti, vi manderemo i clandestini   Il clima è così negativo che i funzionari dell’Eurogruppo hanno annunciato una conferenza stampa per le ore 19,00, segnalando così che non si andrà per lunghe e che le parti non perderanno ore in negoziati considerati al momento senza basi.

La Grecia sempre più sola

E a differenza del precedente vertice di tre settimane fa, quando gli USA rivolsero un appello all’Eurozona con il loro segretario al Tesoro, Jacob Lew, invitandola a tendere la mano alla Grecia, stavolta il sottosegretario alle Finanze, Nathan Sheets, intervendo oggi presso la Association of Business Economics a Washington, ha dichiarato che per il rilancio dell’offerta è necessario che la Grecia faccia ulteriori riforme e collabori con i partner dell’Eurozona e la comunità internazionale.   APPROFONDISCI – Grecia, referendum sull’euro e possibile default: ecco l’inizio del ritorno alla dracma   Di giorno in  giorno, la posizione del governo Tsipras appare sempre più isolata e difficilmente si potrà arrivare a un’intesa con i creditori, dato che dalle precedenti trattative sulla proroga degli aiuti, il governo greco è parso uscire un pò per tutti i commentatori internazionali indebolito e sconfitto, avendo dovuto accettare il prosieguo delle politiche di austerità della Troika, contro le quali Syriza si è scagliata in questi anni e ha condotto la vincente campagna elettorale di appena un mese e mezzo fa. Il tempo rimasto a disposizione di Atene per ricevere nuovi aiuti non si calcola più in settimane o mesi, bensì in giorni. Venerdì giungono a scadenza debiti verso l’FMI e altri creditori privati per 2 miliardi di euro. Senza liquidità fresca, il governo dovrebbe ricorrere a misure straordinarie, come costringere nei fatti le banche a rifinanziare i titoli scaduti e attingere dai fondi pensione in forma di prestiti temporanei. La situazione è così grave che il premier Alexis Tsipras avrebbe ottenuto dopo giorni di pressing un incontro venerdì con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.   APPROFONDISCI – Allarme rosso in Grecia, Tsipras disperato: fateci tornare sui mercati, non abbiamo soldi  

La paura di Juncker e i mercati

Il numero uno della Commissione ha allertato la UE a non sottovalutare la gravità della situazione in Grecia, compresa la reazione dei mercati. A Bruxelles s’inizia a temere seriamente che gli effetti positivi del QE di Mario Draghi potrebbero essere spazzati via da un ritorno delle tensioni finanziarie sul caso Grecia. Il governo tedesco ha fatto sapere che il premier greco sarebbe il benvenuto a Berlino; parole retoriche, ma che appaiono come l’ultimo tentativo di evitare che Atene rompa definitamente con l’Eurozona. Nel migliore dei casi, la prima tranche degli aiuti alla Grecia sarà sborsata dall’Eurogruppo entro la fine di aprile, ma subordinatamente all’accettazione del monitoraggio della Troika sulla realizzazione delle riforme chieste e alla loro attuazione. Il pomo della discordia sta tutto qua, perché Tsipras e i suoi ministri non accettano interferenze nella loro politica economica, vuoi per tenersi le mani libere nelle modalità con le quali raggiungere gli obiettivi, vuoi anche per non far capire agli elettori che nei fatti non è cambiato nulla rispetto ai governi precedenti. L’unico punto di incontro tra le parti è l’accordo sul fatto che le trattative politiche di tengano a Bruxelles, mentre ad Atene si terranno solo incontri di tipo “tecnico” e dal profilo basso con i funzionari della Troika. Saltata, quindi, la ricerca di una mediazione nella BCE, Tsipras adesso spera in Juncker, suo sfidante alle elezioni europee.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economie Europa