Grecia, ecco i segnali delle paure del mercato di un’uscita dall’euro

I mercati finanziari hanno iniziato realmente a scontare una probabile uscita della Grecia dall'euro, oltre al suo default. Vediamo quali sono i segnali salienti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I mercati finanziari hanno iniziato realmente a scontare una probabile uscita della Grecia dall'euro, oltre al suo default. Vediamo quali sono i segnali salienti.

Le trattative tra la Grecia e l’Eurogruppo vanno avanti, ma quasi certamente non ci sarà alcuna erogazione degli aiuti ad Atene entro la fine del mese, mentre avanza l’ipotesi di spostare all’11 maggio la nuova scadenza per raggiungere un compromesso tra le parti. Un rinvio stucchevole, dato che è da ben 5 anni che i governi europei si rifiutano di affrontare la realtà di un paese incapace di rimanere nell’euro. Eppure, a differenza di tutte le precedenti querelle tra il governo greco e i creditori, stavolta sui mercati finanziari sta prevalendo il pessimismo, vuoi anche per la stanchezza di un dibattito durato fin troppo a lungo, vuoi perché dalla fine di gennaio Atene è guidata da un esecutivo di estrema sinistra, poco incline ai compromessi con Bruxelles. Se l’accordo dello scorso 20 febbraio sembrava allontanare i timori di un default della Grecia e di una sua conseguente uscita dall’euro, adesso le cose sembrano mettersi molto male per il governo Tsipras. Vediamo qui di seguito i segnali che gli investitori stanno inviando e che captano la loro paura che si realizzi lo scenario peggiore:   APPROFONDISCI – Grexit, quando e come la Grecia potrebbe annunciare il default e l’uscita dall’euro?  

Bond Grecia al collasso per rischio default Grecia

1) i rendimenti dei bond governativi ellenici sono saliti ai massimi dalla ristrutturazione del debito pubblico di 3 anni fa. I titoli a 10 anni rendono stamane il 13,03%, i quinquennali il 18,86% e quelli a 3 anni il 27,65%. La curva dei rendimenti si è pericolosamente invertita e ciò è conseguenza delle attese di un default a breve del paese;   APPROFONDISCI – Grecia, l’FMI respinge la richiesta di rinvio dei pagamenti. Esplodono i rendimenti   2) anche i cds o “credit default swaps”, i titoli che assicurano dal rischio bancarotta, in Grecia sono esplosi a oltre 2.000 punti, nulla rispetto a 3 anni fa, ma va detto che a differenza di allora i bond governativi ellenici in mano ai privati rappresentano appena il 20% del debito pubblico complessivo, tanto che gli scambi sono precipitati sul mercato secondario a una media giornaliera di appena 36 milioni di euro di controvalore. Cds più cari segnalano un rischio atteso più alto che i bond possano non essere rimborsati alla scadenza e/o per l’importo nominale emesso; 3) la stessa Borsa di Atene è scesa in prossimità dei minimi storici e capitalizza attualmente 6,55 volte gli utili attesi per le società quotate, nettamente al di sotto di oltre 23 in media nell’Eurozona, con picchi di più di 42 in Germania. A Piazza Affari, il rapporto tra prezzi e utili attesi è di oltre 15. Azioni depresse, specie per il comparto bancario, rispecchiano la paura del mercato che la Grecia possa incorrere in una grave crisi di liquidità ed uscire dall’euro, con i titoli che sarebbero ridenominati in una valuta, la dracma, profondamente deprezzata rispetto alla moneta unica;

Bond Eurozona poco mossi

4) i rendimenti degli altri bond dell’Eurozona restano sui minimi storici. Nonostante la paura di una Grexit, nemmeno i bond di Portogallo, Spagna e Italia hanno subito rilevanti cali, rendono quasi ai minimi di sempre. E’ pur vero che oggi i decennali italiani mostrano un rendimento superiore all’1,40%, avendo anche toccato in apertura l’1,50%, ma questo dimostra che, complice il QE della BCE, il mercato prezza pochissimo le ripercussioni sul nostro paese e sugli altri membri dell’Eurozona di un’eventuale uscita della Grecia dall’euro. Ciò riduce fortemente il potere di ricatto di Atene, perché nessuno crede in Europa, a torto o a ragione, che se tornasse alla dracma crollerebbe l’euro, a differenza di 3 anni fa. Dunque, i creditori europei sarebbero disposti ad accettare una rottura dell’unione monetaria;   APPROFONDISCI – E’ allarme Grexit, spread BTp-Bund a 147 bp. La liquidità in Grecia sta finendo   5) i rendimenti dei titoli tedeschi viaggiano sui minimi record. I Bund tedeschi a 10 anni rendono appena lo 0,07-0,08%, i livelli più bassi mai registrati. La scorsa settimana, per la prima volta nella loro storia, i titoli di stato tedeschi hanno reso negativamente, stando alla media ponderata. Ciò si deve in buona parte al QE della BCE, consistente in acquisti per 60 miliardi mensili di bond governativi, Abs e “covered bonds”, ma è anche il sintomo di una fuga degli investitori verso gli assets sicuri, come i Bund, appunto, alla ricerca di un riparo per la possibile Grexit; 6) i capitali continuano a fuggire dalla Grecia: dalla fine di novembre al 28 febbraio sono stati ritirati depositi bancari per 23,8 miliardi di euro. E alla fine di febbraio, il Target2 segnala che il paese risulta debitore (flussi privati) di 91,16 miliardi verso il resto dell’Eurozona, in crescita dai 49 miliardi di fine 2014.   APPROFONDISCI – Grecia, dalle banche ritirati 23,8 miliardi in 3 mesi e ad aprile è rischio crac  

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Argomenti: bond Grecia, Default Grecia, depositi bancari, Economie Europa, Grexit