Grecia e Portogallo, le cifre del disastro dell’austerità

All'economia greca e a quella portoghese non resta altro da fare che leccarsi le ferite. Pil a picco nel 2012

di Enzo Lecci, pubblicato il
All'economia greca e a quella portoghese non resta altro da fare che leccarsi le ferite. Pil a picco nel 2012

Questa mattina sono state diffusi i dati relativi al Pil della Grecia e del Portogallo nel terzo trimestre e l’aggiornamento delle previsioni sulla restante parte dell’anno e sul 2012. I numeri rappresentano la migliore dimostrazione dell’intensità con cui la crisi economica sta affiggendo questi due paesi periferici. Per quanto riguarda il Portogallo, l’istituto di statistica lusitano ha comunicato che  che il Pil del terzo trimestre ha fatto registrare un calo dello 0,9% su base mensile e del 3,5% su base annua. Il dato è leggermente peggiore a una precedente stima che vedeva la flessione su base mensile allo 0,8% e quella su base annua al 3,4%. Ancora più drammatiche sono le cifre relative al disastro greco. L’istituto di statistica ellenico ha reso noto  che il Pil greco del terzo trimestre ha fatto registrare un calo del 6,9% contro le precedenti stime che puntavano su una flessione del 7,2%. Il nuovo crollo del Pil si inserisce nel trend negativo avviato a partire dal 2011 e proseguito nei primi trimestri dell’anno in corso. Nel primo trimestre 2012, infatti, il Pil aveva fatto registrare una flessione del 6,7%, mentre nei successivi tre mesi era calato del 6,3%. Chiaramente negative anche le stime sul calo del Pil riferito all’intero anno. Il governo ellenico si attende un -6,5% dopo il -7,1% fatto registrare nel 2011. Se il presente fa piangere, il futuro non fa sicuramente stare tranquilli. Secondo le stime governative il Pil greco dovrebbe scivolare del 4,5% nel 2013, mentre per il 2014 si parla di un “miracoloso” ritorno alla crescita.

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Argomenti: Economie Europa