Grecia e creditori più vicini a un accordo sugli aiuti contro il default

La Grecia e i creditori potrebbero trovare un accordo sugli aiuti entro il 20, evitando così il default.

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La Grecia e i creditori potrebbero trovare un accordo sugli aiuti entro il 20, evitando così il default.

La Grecia e i creditori pubblici (UE,  BCE e FMI) sarebbero vicini a raggiungere un accordo per il terzo salvataggio in 5 anni entro il prossimo 20 agosto. La conferma arriva da fonti della Commissione europea e lo scrive anche il Financial Times, rilevando come le perplessità degli stati più duri, come la Germania, sarebbero state battute dalle cessioni del governo Tsipras, che dopo un tour de force del sabato scorso avrebbe accettato un piano di 27 pagine, contenenti le misure da attuare entro i prossimi 3 anni. Una volta che tale piano sarà accettato dalle parti e formalizzato, i creditori dovrebbero dare il via libera nei prossimi giorni, prima della scadenza del 20, quando Atene deve rimborsare alla BCE 3,2 miliardi di euro in titoli di stato, oltre 200 milioni di interessi. Senza una prima tranche degli aiuti o un secondo prestito-ponte in appena un mese, la Grecia non avrebbe liquidità sufficiente per il pagamento e andrebbe in default. La BCE sta facendo pressioni da giorni, perché si trovi al più presto un accordo pieno, mentre la Germania sembrava più propensa fino al venerdì scorso a un prestito-ponte, ossia a una soluzione temporanea, in modo da prendere più tempo per un’intesa con Atene (si parlava di una richiesta di 2-3 settimane in più) e da non vincolarsi sin da subito per un ennesimo bailout.   APPROFONDISCI – Grecia, trattative intense fino a lunedì. Scontro tra Schaeuble e Juncker sull’accordo  

Elezioni Grecia dietro l’angolo

Il quotidiano di Syriza, Avgi, parla di “collaborazione molto positiva” tra i rappresentanti della Troika e l’ESM da una parte e i ministri delle Finanze e dell’Economia greci, rispettivamente Euclid Tsakalotos e Giorgios Stathakis, che stanno seguendo le trattative. Restano i dubbi sull’effettiva attuazione delle misure, data la recessione in corso nel paese e le divisioni all’interno di Syriza sull’accettazione dei termini annessi al salvataggio, che quasi certamente renderanno necessarie elezioni anticipate tra settembre e ottobre. L’incertezza politica non è una variabile in favore della credibilità del premier Alexis Tsipras, anche se va detto che qualsivoglia scenario realistico scaturente dal voto non potrebbe che essere migliore di quello odierno per i creditori, in quanto è molto probabile che dalle urne uscirà una Syriza rafforzata, ma priva delle componenti più radicali. Nel caso migliore, poi, si dovrebbe formare un governo di unità nazionale con le forze filo-europee del centro-destra e della sinistra moderata.   APPROFONDISCI – Grecia, Syriza: no al prestito-ponte, solo accordo pieno. Crollano ancora i titoli bancari        

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