Grecia: è corsa agli sportelli delle banche, riunione di emergenza della BCE

Riunione di emergenza oggi della BCE per la corsa agli sportelli in Grecia. Tra i risparmiatori greci è panico, mentre l'accordo tra Atene e i creditori sembra allontanarsi definitivamente.

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Riunione di emergenza oggi della BCE per la corsa agli sportelli in Grecia. Tra i risparmiatori greci è panico, mentre l'accordo tra Atene e i creditori sembra allontanarsi definitivamente.

Dopo il mancato accordo (scontato) all’Eurogruppo di ieri, il clima tra i creditori, il governo Tsipras e i greci è di grande scetticismo sulle probabilità di arrivare a un’intesa all’ultimo minuto. Il presidente della  UE, Donald Tusk, ha annunciato su Twitter che convocherà un vertice europeo tra i capi di stato e di governo dell’Eurozona per il lunedì prossimo, al fine di trovare una soluzione sulla Grecia al più alto livello, quello politico. In quella sede, a Bruxelles, vi saranno sia il premier greco Alexis Tsipras, sia la cancelliera tedesca Angela Merkel. Per i due sarà l’ultimo faccia a faccia utile per trovare un accordo, senza il quale Atene andrebbe in bancarotta dall’1 luglio in poi.   APPROFONDISCI – Grecia, Eurogruppo in corso tra lo scetticismo generale. Ecco uno scenario possibile  

Forse già troppo tardi per accordo Grecia creditori

Entro il 30 giugno, infatti, i greci dovranno rimborsare all’FMI 1,55 miliardi di euro, che senza aiuti europei saranno quasi impossibili da trovare nelle casse statali vuote di Atene.

Il guaio è che forse nemmeno con un accordo in tasca per il prossimo 22 giugno ci sarebbero i tempi tecnici per erogare alla Grecia i finanziamenti, in quanto la decisione dovrebbe passare in 4 paesi per l’approvazione dei rispettivi parlamenti. Tra questi vi è il Bundestag, dove oltre tutto il risultato non sarebbe scontato, data l’opposizione di grossa parte dei deputati conservatori. Che la convocazione del vertice straordinario di lunedì sia tutt’altro che rituale, lo dimostrano anche le dichiarazioni incendiarie del premier Tsipras, che ha salutato il mancato accordo di ieri con una dichiarazione di fuoco, in cui sostiene che ci sarebbe un complotto contro il suo governo da parte dei creditori.   APPROFONDISCI – Monito dell’FMI: la Grecia paghi entro il 30, non sono ammessi rinvii. Che significa?  

Grecia affida ultime speranze a mediazione politica

Per quasi tutta la riunione, si apprende che ieri non ha proferito parole il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, il più restio ad erogare nuovi aiuti, mentre il collega francese Michel Sapin si è speso quasi disperatamente per cercare di spingere le parti a trattare il più possibile e di giungere a un’intesa, sostenendo che le distanze non sarebbero insormontabili.

Si tratta, a ben vedere, di una novità, visto che negli ultimi mesi la Francia ha recitato il ruolo del creditore su posizioni filo-tedesche in Europa, mentre adesso tornerebbe a fungere da mediatore. I ministri finanziari sarebbero rimasti spiazzati dalla convocazione dell’Eurosummit, perché finora hanno cercato sempre di osteggiare la tattica negoziale dei greci di spostare la discussione da un tavolo all’altro per rimescolare le carte, appigliandosi alla ricerca di un accordo politico per bypassare le difficoltà tecniche. Per questo, ancor prima del vertice tra i capi di stato e di governo dell’Eurozona, Dijsselbloem ha riunito l’Eurogruppo. In teoria, le proposte andrebbero esaminate nel seguente ordine: EuroWorking Group, ovvero il gruppo tecnico in rappresentanza di tutti e 3 i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) – Eurogruppo – Eurosummit.   APPROFONDISCI – Grecia, niente accordo all’Eurogruppo di domani. E i conti pubblici peggiorano ancora  

Drammatica crisi liquidità banche Grecia

Intanto, la conseguenza di quanto accaduto nelle ultime ore è drammatica: i risparmiatori greci stanno correndo agli sportelli delle banche, accelerando il ritiro dei depositi, tanto che sei nei primi 3 giorni della settimana risulterebbero defluiti 1,8 miliardi, ieri potrebbe essere stato ritirato un altro miliardo. Il run bancario non sta assumendo le classiche forme di un vero e proprio assalto agli sportelli, perché nell’era di internet e dei bancomat, basta prelevare denaro dagli ATM o con un clic del mouse da casa per ottenere il contante o spostarlo altrove. La situazione è così grave che si calcola che sarebbe stato del tutto bruciato il cuscinetto di garanzia di 3 miliardi di liquidità che le 4 banche sistemiche elleniche detenevano fino a pochi giorni fa, con riguardo ai fondi ELA. Questi ultimi sono stati portati mercoledì dalla BCE da 83 a 84,1 miliardi, ma nel mezzogiorno di oggi ci sarà a Francoforte una riunione di emergenza del board in teleconferenza per decidere se aumentare ulteriormente il tetto massimo, data la crisi di liquidità a cui starebbero andando incontro gli istituti ellenici. Dall’inizio del programma, a febbraio, la revisione dei fondi è sempre avvenuta su base settimanale.   APPROFONDISCI – Grecia al collasso, ecco perché nemmeno un accordo salverebbe le banche  

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