Grecia, dalle banche ritirati 23,8 miliardi in 3 mesi e ad aprile è rischio crac

Dalle banche in Grecia sono stati ritirati quasi 24 miliardi dalla fine di novembre a febbraio. I depositi sarebbero scesi ora a 140,5 miliardi di euro, ma i deflussi sono proseguiti anche a marzo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dalle banche in Grecia sono stati ritirati quasi 24 miliardi dalla fine di novembre a febbraio. I depositi sarebbero scesi ora a 140,5 miliardi di euro, ma i deflussi sono proseguiti anche a marzo.

La Banca di Grecia ha diffuso i dati relativi ai depositi dei privati presso le banche del paese, dai quali emerge che dal mese di novembre alla fine di febbraio, famiglie e imprese hanno ritirato 23,8 miliardi di euro. In particolare, nel solo mese scorso sono stati ritirati depositi per 7,8 miliardi, a causa delle tensioni politiche tra il governo Tsipras e i creditori della Troika (UE, BCE e FMI), che hanno profondamente turbato i risparmiatori, che temono il default e la conseguente uscita dall’euro. Analizzando l’andamento suddiviso per famiglie e imprese, scopriamo che i depositi delle prime sono diminuiti dai 136 miliardi di fine novembre ai 120 miliardi di fine febbraio, -16,5 miliardi. Quelli delle imprese sono passati da 28,2 a 20,3 miliardi, nello stesso arco di tempo, – 7,9 miliardi. Nel dettaglio, le famiglie hanno ritirato 1,8 miliardi a dicembre, 8,8 miliardi a gennaio e 5,35 miliardi a febbraio. Le imprese hanno smobilitato 2,2 miliardi a dicembre, 3,5 miliardi a gennaio e 2,2 miliardi a febbraio.   APPROFONDISCI – Grecia, JP Morgan smentisce il governo Tsipras: la fuga dei capitali continua   Dalle indiscrezioni emerse nei giorni scorsi, pare che nei giorni immediatamente precedenti all’incontro tra il premier Alexis Tsipras e la cancelliera Angela Merkel, i depositi siano stati ritirati fino a 450 milioni di euro al giorno. La sola settimana scorsa sarebbero defluiti 1,5 miliardi, anche se è probabile che il timido ottimismo che si respira negli ambienti politici sul raggiungimento di un possibile accordo la prossima settimana abbia rallentato la corsa agli sportelli dei greci. Attualmente, il monte-depositi sarebbe sceso certamente sotto la soglia dei 140 miliardi di euro, quando era pari a 165 miliardi alla fine di novembre e a 240 miliardi alla fine del 2009, prima dello scoppio della crisi del debito sovrano. Se a marzo i depositi sono stati ritirati allo stesso ritmo del mese precedente, le banche potrebbero disporre solamente di 133 miliardi di euro il 31.   APPROFONDISCI – Grecia: dalla BCE altri 1,2 miliardi alle banche, vediamo tutti gli scenari possibili  

Aprile nuovo mese di passione

Ad aprile, il governo dovrà pagare complessivamente altri 2,8 miliardi di euro in scadenze verso l’FMI e i T-bills. La BCE ha vietato alle banche greche di detenere più di 3,5 miliardi di euro di questi titoli a breve termine come collaterale di garanzia per le operazioni di rifinanziamento in caso di emergenza tramite i fondi ELA. Resta anche fissato il tetto dei 15 miliardi che il governo potrà emettere in titoli di stato. Da ciò deriva che Atene non potrà chiedere alle banche di acquistare nuovi bond, ma esse possono limitarsi a rinnovare a malincuore quelli in scadenza, pur necessitando di liquidità, a causa dell’assottigliamento dei depositi. Non potendo fare altri debiti, la Grecia dovrà fare quadrare meglio i conti pubblici, in drastico peggioramento nei primi 2 mesi di quest’anno, dovendo o aumentare in qualche modo le entrate o tagliare la spesa pubblica o un pò entrambe le cose. L’unica speranza è che arrivino aiuti esterni, come gli 1,2 miliardi rimasti inutilizzati dal fondo per la ricapitalizzazione delle banche e riconsegnati all’Efsf e gli 1,9 miliardi di utili maturati dalla BCE sui bond ellenici, che Atene vorrebbe indietro. Ma senza un esito positivo delle trattative in corso con Bruxelles, Tsipras non vedrebbe il becco di un quattrino. Dunque, lunedì prossimo sarà una data cruciale per la sopravvivenza finanziaria greca.

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Argomenti: banche Grecia, Economie Europa