Grecia, dalla BCE altri 1,2 miliardi alle banche. Qual è il gioco di Draghi?

La BCE concede alle banche in Grecia altri 1,2 miliardi di euro con l'ELA. Che cosa segnala questo continuo aumento del tetto?

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La BCE concede alle banche in Grecia altri 1,2 miliardi di euro con l'ELA. Che cosa segnala questo continuo aumento del tetto?

Una fonte bancaria ha riferito che la BCE ha alzato di 1,2 miliardi a 73,2 miliardi il tetto dei fondi ELA, i finanziamenti di emergenza che la Banca di Grecia può erogare su autorizzazione di Francoforte agli istituti ellenici. L’importo sarebbe esattamente pari a quello richieste dalle banche greche. Il tetto era stato innalzato di 700 milioni la scorsa settimane, meno delle richieste di Atene. Al momento, si tratta dell’unica forma di accesso alla liquidità per il sistema bancario ellenico, escluso dall’11 febbraio scorso dalle operazioni di rifinanziamento della BCE, la quale non accetta più i titoli di stato greci come collaterale di garanzia. I fondi ELA prevedono un tasso dell’1,55%, mentre le aste settimanali di Francoforte lo 0,05%.   APPROFONDISCI – Grecia, dalle banche ritirati 23,8 miliardi in 3 mesi e ad aprile è rischio crac   Sta di fatto che il governatore Mario Draghi segnalerebbe l’intenzione di continuare a tenere in vita le banche in Grecia, nonostante sia forte lo scetticismo anche all’interno della BCE su una soluzione positiva nelle trattative in corso tra Atene e l’Eurogruppo. Dentro l’istituto crescono le critiche e le preoccupazioni di chi teme che, nel caso in cui il governo Tsipras dichiarasse default su una o più scadenze e dovesse portare fuori dall’euro il paese, le esposizioni dell’Eurotower sarebbero elevate, anche in conseguenza delle continue erogazioni della liquidità di emergenza.   APPROFONDISCI – Grecia: dalla BCE altri 1,2 miliardi alle banche, vediamo tutti gli scenari possibili   Draghi potrebbe accrescere i prestiti verso le banche greche sia per il timore altrimenti di un loro collasso, sia perché ritiene che quella dell’ELA possa essere un incentivo con cui cercare di convincere il governo Tsipras a negoziare seriamente con i creditori pubblici. Francoforte, oltre a non accettare in garanzia i bond greci per le operazioni di rifinanziamento ordinarie, ha concordato con la Banca di Grecia un limite di 3,5 miliardi di titoli di stato emessi dalla Grecia, che le banche potranno detenere come garanzia per ottenere i fondi di emergenza, in modo da evitare un legame eccessivo tra i loro bilanci e i conti pubblici di Atene e che l’ELA si trasformi in un finanziamento indiretto del debito pubblico. Inoltre, il Tesoro greco non può emettere titoli a breve scadenza oltre il tetto dei 15 miliardi di euro già raggiunto e né i suoi bond sono ammessi agli acquisti del “quantitative easing”.   APPROFONDISCI – Grecia, Draghi vieterà alle banche l’acquisto di bond. Pressione o paura di un default?    

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