Grecia: crisi debito non finirà per l’FMI, Tsipras pensa a elezioni anticipate nel 2017

La Grecia potrebbe andare alle elezioni anticipate l'anno prossimo, mentre il governo Tsipras attacca il Fondo Monetario Internazionale sull'austerità. Syriza crolla nei sondaggi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia potrebbe andare alle elezioni anticipate l'anno prossimo, mentre il governo Tsipras attacca il Fondo Monetario Internazionale sull'austerità. Syriza crolla nei sondaggi.

E’ scontro tra la Grecia e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), dopo che il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha accusato l’istituto di Washington di avere “tradito” il paese, facendo pressione sugli altri creditori pubblici (UE e BCE) per strappare nuove misure di austerità fiscale ad Atene. Il rappresentante dell’FMI per l’Europa, Poul Tomsen, non solo ha smentito che ciò sia vero, ma ha confermato la posizione dell’organismo internazionale di contrarietà a richieste ulteriori di austerità, sostenendo che il bail-out da 86 miliardi di euro, messo a punto dai governi europei nell’estate del 2015, non sarebbe sostenibile e che i target fiscali concordati con il governo ellenico (surplus primario al 3,5% del pil) non appaiono credibili.

L’FMI ritiene che serva un alleggerimento del debito e il varo di una politica a sostegno della crescita, altrimenti la Grecia non riuscirebbe ad uscire dalla crisi degli ultimi anni. Tuttavia, servono anche le riforme per rendere efficaci le eventuali concessioni dei creditori pubblici. (Leggi anche: Grecia, la caduta della stella Tsipras ostacola le riforme)

Rinegoziazione del debito pubblico nel 2018?

Tomsen nota come ad oggi oltre la metà delle famiglie greche non paghi le tasse, una percentuale nettamente superiore all’8% medio nell’Eurozona. Più che alzare le tasse, spiega l’istituto, Atene avrebbe dovuto allargare la base fiscale.

Il governo Tsipras resta frustrato dalla mancanza di un accordo con i colleghi dell’Eurozona per la rinegoziazione del debito ellenico nelle loro mani. L’Eurogruppo ha fatto intendere che non se ne parlerà prima della scadenza del terzo piano di salvataggio, che arriverà alla metà del 2018. (Leggi anche: Grecia, niente ristrutturazione del debito a breve)

 

 

 

 

Elezioni anticipate possibili nel 2017

Intanto, i sondaggi segnalano un ingente spostamento di consensi da Syriza al principale partito di opposizione, i conservatori di Nuova Democrazia, da un anno guidati da Kyriakos Mitsotakis. La formazione della sinistra radicale sarebbe data intorno al 15% dei voti, la metà di quanto raccoglierebbero gli avversari, i quali potrebbero sperare presto di tornare al governo. I due terzi dei greci avrebbero un’opinione negativa sull’operato dell’esecutivo e a peggiorare l’immagine del premier Alexis Tsipras avrebbe contribuito anche la recente visita a Cuba da parte dell’unico esponente politico europeo, in occasione dei funerali del lider maximo Fidel Castro.

E nonostante dalla maggioranza arrivino smentite su presunte elezioni anticipate nel 2017 (sarebbero le terze in un paio di anni), in questa direzione andrebbe anche l’ultima misura adottata dall’esecutivo, la distribuzione di 617 milioni di euro ai pensionati a basso reddito per il periodo natalizio, una cifra corrispondente allo 0,3% del pil. Una mancia pre-elettorale, sostengono dalle opposizioni, in previsione di un ritorno al più presto alle urne, che ha indispettito non poco i creditori, i quali vedono per l’ennesima volta sfumare le possibilità di rimettere in sesto i conti pubblici dissestati di Atene. (Leggi anche: Grecia: debito insostenibile per Tsipras, che crolla nei sondaggi)

 

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Argomenti: Alexis Tsipras, austerità fiscale, Crisi del debito sovrano, Economie Europa, Grexit