Grecia ancora senza accordo e Tsipras è tentato dalle elezioni anticipate

La Grecia ancora lontana da un accordo potrebbe ricorrere a nuove misure straordinarie per evitare il default e l'uscita dall'euro. Il governo Tsipras si prepara all'ipotesi di una mancata intesa con i creditori.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Grecia ancora lontana da un accordo potrebbe ricorrere a nuove misure straordinarie per evitare il default  e l'uscita dall'euro. Il governo Tsipras si prepara  all'ipotesi di una mancata intesa con i creditori.

Questa settimana saranno pagati gli stipendi pubblici e le pensioni in Grecia per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di euro. La scadenza non comporterà problemi, dopo che il  governo Tsipras ha emesso un decreto la scorsa settimana, con il quale requisisce la liquidità degli enti locali. Con ciò sarebbero già entrati temporaneamente in cassa un paio di miliardi, sufficienti anche per onorare senza grosse difficoltà anche il pagamento dei 200 milioni di interessi all’FMI. Nel frattempo, il governo greco si terrà in contatto oggi con i creditori pubblici in teleconferenza oggi, mentre mercoledì ci sarà un incontro a Bruxelles. Il prossimo Eurogruppo è stato fissato per l’11 maggio, ma in quella data si discuteranno gli aiuti solo se sarà stato già raggiunto un accordo a livello “tecnico” preliminare. Dopo lo scontro andato in scena a Riga, Lettonia, lo scorso venerdì, con il ministro dell’Economia greco, Yanis Varoufakis, aggettivato come “dilettante”, “perditempo” e “giocatore d’azzardo”, lo stesso ha ieri twittato una frase dell’ex presidente americano F.D.Roosevelt: “mi odiano tutti e io do il benvenuto al loro odio”.   APPROFONDISCI – Eurogruppo, tensioni sulla Grecia. Governi irritati, ecco le scadenze a rischio  

Entrate fiscali boom a marzo

Non giovano alla causa di Atene queste esternazioni, tanto che cresce di giorno in giorno lo scetticismo sulla capacità delle parti di arrivare a un accordo. Stamane, intervistato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha avvertito che in primavera le stime sulla Grecia sarà di molto peggiorate, perché ormai appare irrealistica la precedente previsione di una crescita del 2,5%. E stime più basse sul pil implicano automaticamente minori entrate fiscali attese, dunque, maggiori richieste di tagli alla spesa pubblica e/o di aumenti di imposte. Se è vero che a marzo si sarebbe registrato un boom delle entrate e che buone prospettive ci sarebbero anche per aprile, dopo il miliardo in meno delle attese incassato nei primi 2 mesi dell’anno, è altrettanto indubbio che si tratti di un fenomeno una tantum, legato alla rateizzazione dei debiti fiscali, che il governo di Atene ha permesso sin dalla terza settimana di marzo alle famiglie e alle imprese, cosa che ha spinto molte di loro a iniziare ad effettuare i versamenti.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi Eurogruppo senza accordo. L’azzardo del default senza Grexit  

Rischio default Grecia a maggio

Tuttavia, il tempo corre e per il 12 di maggio sarebbe più che necessario che la  Grecia ottenesse almeno la prima tranche dei 7,2 miliardi promessi dall’Eurozona il 20 febbraio, anche se nelle ultime settimane è stato chiarito che non ci sarebbero erogazioni parziali, ma solo intere e relative a un accordo complessivo. E ad oggi restano le distanze sulla riforma del lavoro, le pensioni e l’IVA, mentre qualche apertura si sarebbe registrata da  parte dei greci sulle privatizzazioni. Se nemmeno l’Eurogruppo di giorno 11 troverà alcuna soluzione al lunghissimo negoziato, il giorno seguente sarebbero difficile per Atene pagare 964 milioni di euro all’FMI. Il governo Tsipras potrebbe raschiare il fondo del barile con nuove misure straordinarie come quelle della settimana scorsa, salvo riportare il paese alle urne, in modo da farsi consegnare un mandato chiaro sul da farsi: accettare una soluzione di compromesso con Bruxelles, anche al costo di nuovi sacrifici sociali, oppure rompere con l’Eurozona, ma accettando la conseguenza di un default e dell’uscita dall’euro.

Fuga da banche Grecia

I greci, spaventati da una possibile Grexit, voterebbero molto probabilmente per negoziare, riaffidando a Syriza le sorti nazionali. La settimana scorsa sono stati ritirati 1,3 miliardi di risparmi dalle banche elleniche, cosa che mette ancora più sotto pressione gli istituti, che potrebbero presto vedersi erogare dalla BCE con i fondi  ELA meno liquidità di quanta non ne sia loro assicurata oggi con il collaterale di garanzia. Ma nuove elezioni potrebbero essere devastanti per Atene, mettendo  in fibrillazione ancora di più i mercati finanziari e creando ulteriore scetticismo tra gli altri governi europei. Dunque, o entro le prossime 2 settimane sarà raggiunto un accordo o per la Grecia si spalancano le porte di scenari realmente nefasti.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis umiliato all’Eurogruppo e Draghi non esclude di tagliare la liquidità alle banche  

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Argomenti: banche Grecia, Default Grecia, Economie Europa, Grexit