Grecia, ancora nessun accordo e Tsipras minaccia l’Europa: niente sanzioni alla Russia

Il premier greco Alexis Tsipras si schiera contro le sanzioni alla Russia, presso cui si recherà in visita tra una settimana. La Grecia cerca di minacciare velatamente l'Europa, in caso non ricevesse gli aiuti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il premier greco Alexis Tsipras si schiera contro le sanzioni alla Russia, presso cui si recherà in visita tra una settimana. La Grecia cerca di minacciare velatamente l'Europa, in caso non ricevesse gli aiuti.

Intervistato dall’agenzia di stampa russa Tass, il premier greco Alexis Tsipras ha ribadito la posizione contraria del suo governo alle sanzioni contro la Russia, definite “una strada verso il nulla”. Tsipras, che tra una settimana sarà in visita ufficiale al Cremlino dal presidente Vladimir Putin, ha sostenuto la necessità di dare vita a un negoziato diplomatico con Mosca. Per quanto la posizione della sinistra radicale ellenica di Syriza fosse nota già in campagna elettorale, non sono in pochi a credere la strumentalizzazione che Atene starebbe facendo della vicenda, in relazione alle difficili trattative con l’Eurogruppo per ottenere i nuovi aiuti necessari alla sua sopravvivenza finanziaria.   APPROFONDISCI – Grecia, ecco la minaccia di Tsipras che sta allarmando l’Europa e gli USA  

L’arma del ricatto di Atene

Il voto di ciascun paese della UE è decisivo per adottare nuove sanzioni contro la Russia, legate al caso Ucraina, o per estenderle oltre l’anno in corso, dato che devono essere decise all’unanimità. L’opposizione della sola Grecia avrebbe l’effetto, quindi, di paralizzare le decisioni di politica estera di Bruxelles, anche se non sarà facile per Atene passare dalle parole ai fatti. Un suo eventuale no alle sanzioni contro Mosca creerebbe tensioni con gli USA, ovvero uno dei maggiori sostenitori del negoziato tra creditori e Grecia. In effetti, quella di Tsipras potrebbe essere una minaccia ventilata in questi giorni per forzare Bruxelles a concedergli gli aiuti il prima possibile, sebbene pare che stia sortendo l’effetto opposto di creare malumori e diffidenza tra i governi europei verso Atene. La visita del premier greco a Mosca era prevista per l’8 maggio, ma è stata anticipata di un mese agli inizi di aprile, cadendo nel bel mezzo delle trattative post-pasquali per decidere se la Grecia debba o meno ricevere nelle prossime settimane la prima tranche degli aiuti complessivamente prorogati per 7,2 miliardi fino a giugno. Dallo stesso esecutivo greco era trapelata la minaccia a febbraio di rivolgersi alla Russia, nel caso in cui gli aiuti fossero stati negati dall’Europa. Una carta, quella del premier Tsipras, che sembra davvero l’ultimo potere di ricatto che intende giocarsi quale mossa disperata per evitare il default, in assenza delle riforme richieste dai creditori in cambio dei prestiti.   APPROFONDISCI – La Grecia guarda alla Russia. E Renzi si schiera con la BCE: brutto segnale per Tsipras  

Accordo in alto mare

Intanto, da Bruxelles è arrivata nel pomeriggio la conferma che l’accordo non c’è e che serviranno nuovi colloqui. La fase tecnica, dunque, dell’esame delle riforme presentate ieri dal governo greco non è stata superata, tanto che l’EuroWorking Group (ex Troika) è stato convocato per domani, quando la Grecia vorrebbe che si tenesse anche solo in teleconferenza l’Eurogruppo, ossia la riunione dei ministri finanziari. Sempre da fonti europee, però, si è appreso che l’Eurogruppo non sarebbe convocato prima della metà di aprile, mentre il presidente della UE, Donald Tusk, ha dichiarato che gli aiuti potrebbero arrivare, nel caso di accordo, alla fine del mese. Il 9 e il 14, però, si hanno due importanti scadenze, che non è detto che Atene riuscirà ad onorare senza liquidità aggiuntiva.   APPROFONDISCI – La Grecia emetterà una moneta parallela per pagare stipendi pubblici e pensioni?      

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Argomenti: Alexis Tsipras, Economie Europa